Archive for category Sicurezza del Lavoro

Expo 2015: cantieri sicuri con le linee guida della regione

La realizzazione dell’expo 2015 a Milano si fonda sul concetto safety by design .

La regione Lombardia ha pubblicato le Linee Guida, obbligatorie per i cantieri riguardanti l’expo 2015, che si sommano e integrano quanto contenuto nel D.Lgs 81/08.

Verranno applicate ad ogni cantiere temporaneo o mobile finalizzato alla realizzazione dell’area espositiva. Le linee guida hanno valore di circolare, pertanto saranno fatte rispettare da tutti gli enti pubblici coinvolti: ASL, VVF, ecc.

L’obiettivo e i presupposti dell’azione sono i seguenti:

  • ridurre fortemente il fenomeno infortunistico,
  • garantire i massimi livelli di tutela della salute e sicurezza sul lavoro all’interno dei cantieri di EXPO 2015;
  • la responsabilità nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro riguarda l’intera organizzazione, dai vertici fino ad ogni lavoratore, ciascuno secondo le proprie attribuzioni le competenze;
  • la salute e la sicurezza sul lavoro ed i relativi risultati sono parte integrante della gestione aziendale.

Sono previste procedure unificate e rigorose che dovranno essere attentamente seguite da tutte le aziende coinvolte. La preventiva organizzazione e l’approccio safety by design, fa si che ogni attore presente nei cantieri possa conoscere preventivamente le procedure, le formalità e i requisiti per poter operare. Le aziende che non rispetteranno queste linee guida, non potranno entrare e operare nel cantieri expo 2015.

Ecco, in estrema sintesi, gli elementi particolarmente significativi delle procedure introdotte:

  • qualificazione tecnico professionale delle imprese
  • adempimenti quali PSC, POS
  • verifica dei POS, del loro contenuto e validità
  • procedura di accesso al cantiere
  • formazione ed addestramento dei lavoratori
  • verifica della formazione
  • schede individuali della formazione ricevuta
  • audit sulle modalità di esecuzione lavori
  • rapporti periodici sulla sicurezza
  • rapporto e registrazione degli infortuni
  • utilizzo di appositi modelli, predefiniti e pre autorizzati

L’SGST è in prima linea per assistere le aziende ad attuare i nuovi obblighi, specifici per l’expo 2015, in una ottica, più generale, orientata alla sicurezza come modalità operativa standard e non come eccezione.

L’apporto di Safety by design permette alle aziende di attuare ogni obbligo in modo naturale, senza costi o rallentamenti, ma con vantaggi e garanzie.

Le aziende interessate, possono approfondire l’argomento al seguente link: MAGGIORI INFO

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Proroga di 2 mesi e vecchi modelli per il MUD 2010

MUD: prorogato al 30 giugno 2010

E’ stato ufficialmente anticipato dal ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo che, al consiglio dei ministri di Venerdì 16/04, verrà presentato e approvato un decreto di proroga per la presentazione del MUD 2010 (Rifiuti 2009).

La data limite entro la quale presentare il MUD si sposta pertanto dal 30/04/2010 al 30/06/2010, due mesi in più per:

* evitare la sovrapposizione con la scadenza dell’iscrizione al SISTRI (II gruppo)

* attendere le istruzioni e le indicazioni necessarie per l’utilizzo dei nuovi formulari

Infatti il decreto consentirà alle aziende di utilizzare un modello cartaceo di Mud, aggiornato con le indicazioni relative ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e non il Mud elettronico che era stato introdotto nel dicembre del 2008 e che sarebbe dovuto entrare in vigore con la dichiarazione di quest’anno.

Il decreto riporterà quindi l’adempimento ad uno stato non diverso rispetto al passato: in attesa dell’entrata in funzione nei prossimi mesi del Sistri, si procederà con il consueto sistema cartaceo.

La SGST srl è a disposizione per approfondire le tematiche ambientali per le aziende interessate

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Importante sentenza della cassazione sui software di controllo

La Corte di Cassazione ha recentemente affermato che i programmi informatici, che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi ad Internet dei dipendenti, sono necessariamente apparecchiature di controllo, soggette alle condizioni di cui all’art. 4 dello Statuto dei lavoratori.

La decisione, depositata con sentenza n° 4375 del 23.2.2010 Sez. lavoro (23 febbraio 2010), chiarisce in modo certo una questione che, anche se apparentemente ovvia, ha suscitato nel tempo numerose controversie e posizioni distanti da parte di giudici e avvocati.

Il Garante Privacy non ha mai contribuito a far chiarezza sul punto, rinviando genericamente alla corretta applicazione della L. 300/07 (statuto dei lavoratori).

La Corte Suprema ha avuto modo di esaminare il caso, piuttosto frequente, di un lavoratore licenziato per aver navigato su siti web non pertinenti all’attività lavorativa.

Il datore di lavoro ha utilizzato un software apposito per effettuare controlli e constatare la condotta difforme dal Regolamento aziendale che disciplina l’utilizzo di Internet e della posta elettronica. Tale prassi è generalmente attuata e diffusa, ritenendo tali controlli legittimi nell’ambito dei c.d. “controlli difensivi”.

Tuttavia, il controllo dell’utilizzo delle infrastrutture non può prescindere da alcuni elementi e accorgimenti, in mancanza dei quali il controllo stesso risulta illegittimo.

Le conseguenze spesso sono drammatiche poichè, oltre a rendere inefficace la contestazione, danno luogo a provvedimenti sanzionatori di carattere penale in capo al datore di lavoro.

L’articolo integrale, il testo della sentenza e il commento sono accessibili dal seguente link: www.privacybydesign.it

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Radiazioni ottiche artificiali 26/04/2010

Il 26 Aprile 2010 entrerà pienamente in vigore il Capo V del Titolo VIII del DLgs. 81/2008 sulla prevenzione del “Rischio da esposizione alle radiazioni ottiche artificiali”.

I nuovi obblighi si fondano sulla valutazione dei rischi che il datore di lavoro deve compiere: è pertanto necessario operare secondo questo schema:

* valuta se sussiste la presenza di radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori

* se tale possibilità esiste, occorre quantificare tale esposizione, calcolando o misurando i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.

Lo schema logico sopra riportato, espressamente previsto dalla normativa, di fatto, rende l’adempimento una mera formalità per la maggior parte delle aziende.

Ove non vi siano sorgenti di radiazioni ottiche (o ve ne siano ma di potenza trascurabile), il datore di lavoro non ha altri obblighi se non quello di constatare l’assenza di rischio.

Questo approccio permette di escludere onerosi adempimenti per

* tutte le apparecchiature classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009

* le lampade e i sistemi di lampade classificate nel gruppo “Esente” dalla norma CEI EN 62471:2009

* radiazioni laser classificate nelle classi 1 e 2

* illuminazione standard per uso civile, i monitor dei computer, i display, le fotocopiatrici, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa e ogni altra sorgente analoga

Al contrario, in presenza di radiazioni significative, è necessario procedere ad una valutazione quantitativa più dettagliata.

Bernieri Consulting è a disposizione per attuare gli obblighi relativi alle radiazioni ottiche. Per info, clicchi qui

viaNewsletter | Bernieri Consulting.

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Ascensori: annullato DM 23/07/09

Sicurezza ascensori: annullato dal tar il DM 23/07/09

Il Tar (Tribunale Amministrativo regionale) del Lazio, con sentenza n. 5413 del 1 aprile 2010, ha annullato il d.m. 23 luglio 2009 n. 108 relativo alla sicurezza degli ascensori.

Ai sensi del decreto, or annullato, i proprietari di ascensori installati prima del 30 giugno 1999 avrebbero dovuto adeguarsi alle norme tecniche UNI – EN 81/80. I dettagli sul decreto sono stati pubblicati in una nostra precedente Newsletter al seguente link: DM 23/07/09 Ora, tali obblighi, non sono più in vigore.

via TAR: annullato DM 23/07/09 su sicurezza ascensori | Bernieri Consulting.

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Obblighi senza scadenza ma già in vigore: formazione di Dirigenti e Preposti

ClassroomIl testo unico sulla sicurezza del lavoro (D.lgs 81/08) prevede molti obblighi con una precisa scadenza. In questi casi, non vi sono dubbi e le aziende sono sicuramente in grado di monitorare l’adempimento.

Tuttavia, sono presenti numerosi NUOVI obblighi, non previsti dal D.lgs 626/94, o previsti in modo differente, e, in molti casi, non è evidenziata alcuna scadenza.

In realtà, la scadenza ha coinciso con il momento di entrata in vigore del D.Lgs 81/08 stesso, senza proroghe o altro artificio specifico.

E’ il caso della formazione per i dirigenti e per i preposti.

Questa formazione è obbligatoria e l’obbligo è già in vigore:

Articolo 37, comma 7 D.Lgs 81/08

7. I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un’adeguata e specifica formazione e un
aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della
formazione di cui al presente comma comprendono:
a)  principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
b)  definizione e individuazione dei fattori di rischio;
c)  valutazione dei rischi;
d)  individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

La mancata formazione è sanzionata con l’ arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro (il meccanismo dell’oblazione può estinguere il reato, applicando la sanzione amministrativa pari a 1.300 Euro)

La SGST srl desidera ricordare a tutte le aziende questo importante adempimento e, a tal fine, organizza dei corsi periodici di formazione per dirigenti e preposti. il prossimo è previsto per il 22/04/2010. Maggiori dettagli sono disponibili a questo link.

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Circolari su sospenzione dell’obbligo di invio dati sanitari

Circolari su sospensione dell’obbligo di invio dati sanitari (art. 40 D.Lgs.81/08)

Recentemente, le regioni Lombardia e Veneto, dove, peraltro, si concentra la maggior parte di lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, hanno pubblicato due circolari riguardanti la sospensione dell’Obbligo di invio dei dati sanitari previsti dall’Art. 40 del D.Lgs. 81/08.

Nella circolare della Regione Lombardia (Nota inviata ai Responsabili SPSAL ASL della regione Lombardia) si legge quanto segue:

“In relazione agli adempimenti di cui all’art. 40 del D.Lgs. 81/08, ovvero obblighi di redazione e trasmissione da parte dei Medici Competenti dei dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, si precisa che questi sono dipendenti dall’emanazione di un Decreto Ministeriale, ad oggi non predisposto, nel quale si definiranno contenuti e modalità che dovrà avere la trasmissione delle informazioni. Gli obblighi in questione sono pertanto sospesi sino all’entrata in vigore del Decreto Ministeriale di rideterminazione di contenuti e procedure. Si prega di dare la massima diffusione ai Medici Competenti del contenuto di questa comunicazione”.

La nota della regione Veneto recita:

“Con parere del 2 Marzo 2010, la Direzione Prevenzione della giunta regionale della Regione del Veneto, a correzione delle precedenti comunicazioni inviate ai medici competenti da parte dei servizi SPSAL, conferma che “l’obbligo normativo di trasmissione dei dati” di cui all’art. 40 del D.Lgs 81/08 “risulta ad oggi sospeso”.

Tuttavia, ritenendo opportuna la prosecuzione del flusso dei dati sanitari e di rischio dei lavoratori, “si chiede la collaborazione dei medici competenti aziendali nel contribuire al rafforzamento del sistema regionale di prevenzione, attraverso la trasmissione delle informazioni in oggetto”. Si chiarisce, infine, che tale attività “alla luce di quanto sopra espresso ed in attesa dei provvedimenti nazionali, avrà carattere volontaristico e, come tale, l’omissione non sarà sanzionabile”.

In realtà, queste note sono completamente inutili, dal momento che il testo di legge è assolutamente chiaro e inequivocabile sul punto: “Ultimo periodo dell’articolo 40 del D.Lgs 81/08 “Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al comma 1 (n.d.r. l’obbligo di invio sopra citato) decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto…”.

Si specifica, infine, che le regioni non hanno la possibilità di derogare ad obblighi di legge stabiliti da norme penali dello stato. Qualsiasi posizione difforme, indurrebbe confusione su una materia che, a livello costituzionale, non può che essere normata a livello centrale. La potestà concorrente delle regioni può, al limite, estrinsecarsi in provvedimenti di carattere amministrativo e non può né introdurre né abrogare obblighi di legge penalmente rilevanti.

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Certificazioni lavoristiche e sicurezza per il Made in Italy

Il made in italy è legge: obbligatorie le certificazioni lavoristiche e di sicurezza

Dal 1° ottobre 2010 saranno in vigore le nuove disposizioni normative relative al marchio Made in Italy. Il provvedimento riguarda tutte le aziende dei settori tessile, della pelletteria e calzaturiero. Viene introdotto, per tutti i prodotti, l’obbligo di indicazione in etichetta del luogo di lavorazione e, a corredo, di una serie di indicazioni che richiedono attento studio e certificazione da parte di professionisti qualificati.

Ecco il testo di legge: Articolo 1 comma 3. Nell’etichetta dei prodotti finiti e intermedi di cui al comma 1, l’impresa produttrice deve fornire in modo chiaro e sintetico informazioni specifiche sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, garantendo il rispetto delle convenzioni siglate in seno all’Organizzazione internazionale del lavoro lungo tutta la catena di fornitura, sulla certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti, sull’esclusione dell’impiego di minori nella produzione, sul rispetto della normativa europea e sul rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale.

Il provvedimento integrale è scaricabile dall’articolo originale. link in calce

Bernieri Consulting e Pogliani Consulting hanno istituito uno specifico servizio di audit lavoristico e di conformità ai requisiti obbligatori per l’etichettatura dei prodotti del settore tessile, pelletteria e calzaturiero. L’audit è finalizzato all’individuazione di eventuali elementi ostativi e all’emissione di una certificazione dei requisiti richiesti relativi a:

* rispetto delle norme lavoristiche

* rispetto delle convenzioni ILO

* certificazioni di igiene e sicurezza dei prodotti

* rispetto della normativa Europea e accordi internazionali in materia di ambiente

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Per maggiori informazioni, quotazioni e per attivare il servizio, Si prega di consultare l’articolo originario al seguente link: Certificazioni lavoristiche e sicurezza per il Made in Italy | Bernieri Consulting.

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Pubblicato decreto: costi orari medi imprese impiantistiche

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2010, il Decreto Ministeriale del 5 marzo 2010 relativo all’aggiornamento del costo medio orario del lavoro per il personale dipendente da imprese esercenti attività di installazione, manutenzione e gestione di impianti, con decorrenza gennaio 2010.

Questo decreto permette di assolvere compiutamente, per le aziende alle quali fa riferimento, agli obblighi importi dall’articolo 26 del D.Lgs. 81/08 in materia di appalti.

viaPubblicato decreto: costi orari medi imprese impiantistiche | Bernieri Consulting.

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Nuove FAQ sul sito del Ministero del Lavoro

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato oggi una serie di nuove FAQ Domande frequenti in materia di sicurezza e applicazione del D.Lgs 81/08.

Questi testi, pur non rivestendo carattere normativo nè di interpretazione autentica, sono un importante punto di riferimento per le aziende chiamate all’esatto adempimento degli obblighi normativi, a volte, oscuri.

Ecco gli argomenti e i link per accedere direttamente alle FAQ:

SPP unico art. 31, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Formazione e organismi paritetici art.37, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

RSPP e congedo di maternità art.31, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Formazione RLS art.37, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Somministrazione di lavoro e obblighi di sicurezza art.3, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Sorveglianza sanitaria e movimentazione terra e merci art. 41, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Spogliatoi e videosorveglianza

Segnaliamo, in particolare, che la FAQ relativa a “Formazione e organismi paritetici”, è stata pubblicata sulla base di una specifica domanda inviata al ministero dal nostro studio. Disponiamo infatti della risposta ufficiale, ben più articolata di quanto pubblicato in estratto sul sito, a noi intestata, che valida e abilita i nostri corsi in relazione all’articolo 37 del D.lgs 81/08.

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Avviate iniziative Ministeriali

Avviate iniziative Ministeriali

Sono state avviate due importanti iniziative ministeriali volte a modificare il quadro normativo in materia di sicurezza del lavoro.

Semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese: avviato il confronto con le parti sociali

In data 25 marzo 2010 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha iniziato la consultazione delle parti sociali in ordine ai contenuti del decreto in base al quale, come previsto all’articolo 53, comma 5, del “Testo Unico”, verrà operata la semplificazione di adempimenti meramente burocratici a carico delle imprese e ai contenuti del provvedimento per la semplificazione degli adempimenti per le imprese agricole che occupino lavoratori stagionali (articolo 3, comma 12, D.Lgs. n.81/2008, e successive modificazioni).

Commissione consultiva per salute e sicurezza sul lavoro: costituiti i gruppi di lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito delle attività di attuazione del “Testo Unico” di salute e sicurezza sul lavoro, ha promosso la costituzione di otto gruppi di lavoro, nei quali sono presenti paritariamente rappresentanti delle Amministrazioni centrali, delle Regioni e delle parti sociali, al fine di realizzare in maniera efficace e condivisa le attività previste dal D.Lgs. n. 81/2008, e successive modificazioni (ad esempio, l’individuazione delle linee metodologiche per la valutazione dello stress lavoro correlato o le regole di funzionamento della “patente a punti” del settore edile).

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La SGST srl compie 15 anni

torta15Buon compleanno SGST srl.

Dopo 15 anni di lavoro nel mondo della consulenza, lo staff desidera ringraziare tutte le aziende che, affidandosi a noi per la gestione di delicate problematiche, ci hanno permesso di raggiungere questo importante traguardo.

In questi anni sono accadute tante cose, il mondo del lavoro è profondamente mutato, le normative sono cambiate, le aziende si sono evolute e, con esse, le nuove sfide relative alla sicurezza del lavoro. Anche la SGST è cresiuta e maturata ma, per alcuni aspetti, è rimasta quella di un tempo:

fondata su solide basi, ha saputo interpretare con lungimiranza ogni cambiamento, rendendolo occasione di miglioramento, approfondimento ed eccellenza. Grazie a questo spirito siamo riusciti, primi fra tutti, ad indirizzare correttamente le aziende assistite nel complesso panorama degli adempimenti, salvaguardando sia la sicurezza dei lavoratori che la serenità degli imprenditori.

Buon Compleanno!

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Circolari su sospenzione dell’obbligo di invio dati sanitari (art. 40 D.Lgs.81/08)

legalRecentemente, le regioni Lombardia e Veneto, dove, peraltro, si concentra la maggior parte di lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, hanno pubblicato due circolari riguardanti la sospensione dell’Obbligo di invio dei dati sanitari previsti dall’Art. 40 del D.Lgs. 81/08.

Nella circolare della Regione Lombardia (Nota inviata ai Responsabili SPSAL ASL della regione Lombardia) si legge quanto segue:
In relazione agli adempimenti di cui all’art. 40 del D.Lgs. 81/08, ovvero obblighi di redazione e trasmissione da parte dei Medici Competenti dei dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, si precisa che questi sono dipendenti dall’emanazione di un Decreto Ministeriale, ad oggi non predisposto, nel quale si definiranno contenuti e modalità che dovrà avere la trasmissione delle informazioni.  Gli obblighi in questione sono pertanto sospesi sino all’entrata in vigore del Decreto Ministeriale di rideterminazione di contenuti e procedure. Si prega di dare la massima diffusione ai Medici Competenti del contenuto di questa comunicazione”.

La nota della regione Veneto recita:

“Con parere del 2 Marzo 2010, la Direzione Prevenzione della giunta regionale della Regione del Veneto, a correzione delle precedenti comunicazioni inviate ai medici competenti da parte dei servizi SPSAL, conferma che “l’obbligo normativo di trasmissione dei dati” di cui all’art. 40 del D.Lgs 81/08 “risulta ad oggi sospeso”.
Tuttavia, ritenendo opportuna la prosecuzione del flusso dei dati sanitari e di rischio dei lavoratori, “si chiede la collaborazione dei medici competenti aziendali nel contribuire al rafforzamento del sistema regionale di prevenzione, attraverso la trasmissione delle informazioni in oggetto”. Si chiarisce, infine, che tale attività “alla luce di quanto sopra espresso ed in attesa dei provvedimenti nazionali, avrà carattere volontaristico e, come tale, l’omissione non sarà sanzionabile”.

In realtà, queste note sono completamente inutili, dal momento che il testo di legge è assolutamente chiaro e inequivocabile sul punto: “Ultimo periodo dell’articolo 40 del D.Lgs 81/08 “Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al  comma 1 (n.d.r. l’obbligo di invio sopra citato)  decorrono dalla data di  entrata in vigore del decreto…”.

Si specifica, infine, che le regioni non hanno la possibilità di derogare ad obblighi di legge stabiliti da norme penali dello stato. Qualsiasi posizione difforme, indurrebbe confusione su una materia che, a livello costituzionale, non può che essere normata a livello centrale. La potestà concorrente delle regioni può, al limite, estrinsecarsi in provvedimenti di carattere amministrativo e non può né introdurre né abrogare obblighi di legge penalmente rilevanti.

CB.


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Nuov direttiva UE in arrivo: prevenzione da tagli punture e simili

SiringaL’Unione Europea sta lavorando per emanare una direttiva destinata a regolamentare gli aspetti di sicurezza e salute connessi all’utilizzo di aghi, lame, oggetti taglienti e simili.

L’obiettivo è ridurre il numero di infortuni legati alla manipolazione di oggetti pericolosi, specialmente in ambito ospedaliero.

L’approvazione della nuova direttiva comporterà il recepimento a livello nazionale e l’introduzione di nuove e specifiche norme di prevenzione.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

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Direttiva macchine: pubblicata la nuova versione.

tu81_sgstE’ stato pubblicato sul Supplemento ordinario n. 36/L alla Gazzetta Ufficiale del 19 febbraio 2010 il Decreto Legislativo 27 Gennaio 2010 n. 17, recante “Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori”.

L’entrata in vigore è dunque stabilita per il 6 Marzo 2010

Il decreto legislativo 27 Gennaio 2010 n. 17, recepisce la direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori così come previsto dalla legge comunitaria 2008 (Legge 88/2009),

Il decreto legislativo è finalizzato a determinare i requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute che devono essere rispettati nella progettazione e nella fabbricazione delle macchine immesse sul mercato, al fine di migliorarne il livello di sicurezza.
La direttiva citata sostituisce e abroga la precedente direttiva macchine (direttiva 98/37/CE) e modifica inoltre la direttiva ascensori (direttiva 95/16/CE).
Rispetto alla precedente “direttiva macchine” la direttiva 2006/42/CE, p

Pur mantenendone l’impianto sostanziale della direttiva macchine precedente, la nuova norma introduce innovazioni limitate ma rilevanti e soprattutto una serie di chiarimenti, precisazioni e aggiornamenti.

Ecco la sintesi della nuova Direttiva macchine:
L’articolo 1 campo di applicazione, inserendo tra i prodotti a cui si applica la relativa disciplina anche le quasi-macchine (una delle novità ).
Il decreto si applica ai seguenti prodotti:
-  macchine;
-  attrezzature intercambiabili;
- componenti di sicurezza;
-  accessori di sollevamento;
- catene, funi e cinghie;
- dispositivi amovibili di trasmissione meccanica;
- quasi-macchine.

L’articolo precisa altresì i casi di esclusione, che comprendono anche le macchine progettate per essere utilizzate temporaneamente nei laboratori a fini di ricerca.
L’articolo 2 riporta le definizioni.
Nuova quella delle quasi-macchine (insiemi che costituiscono quasi una macchina, ma che, da soli, non sono in grado di garantire un’applicazione ben determinata).
L’articolo 3,  lascia ai fabbricanti o ai relativi mandatari la responsabilità di attestare la conformità delle macchine alla direttiva, ai fini della loro immissione sul mercato o in servizio. A loro compete, altresì, l’apposizione della marcatura “CE” riconosciuta come l’unica che garantisca la conformità della macchina ai requisiti fissati dalla direttiva, cui si accompagna la dichiarazione CE di conformità.
L’articolo 4 prevede la presunzione di conformità alle disposizioni del decreto per le macchine provviste della marcatura “CE” e accompagnate dalla dichiarazione CE di conformità e per quelle costruite conformemente alle norme armonizzate i cui riferimenti risultino pubblicati nella GU dell’UE.
L’articolo 5 procedura di contestazione di una norma armonizzata che non risponde più alle esigenze di sicurezza e tutela della salute per le quali era stata elaborata
L’articolo 6 disciplina la sorveglianza del mercato
L’articolo 7 concerne la clausola di salvaguardia, in base alla quale il Ministero dello sviluppo economico  dispone immediatamente il ritiro o il divieto di immissione sul mercato di una macchina provvista della marcatura “CE” ma non conforme la cui immissione sul mercato venga comunicata dalla stessa Commissione.
L’articolo 8 prevede l’adozione di specifiche misure volte a limitare l’immissione sul mercato di macchine potenzialmente pericolose.

L’articolo 9 procedure previste ai fini della valutazione della conformità delle macchine,

L’articolo 10 disciplina le procedure di valutazione della conformità delle quasi-macchine.
L’articolo 11 dispone che le attività di certificazione di cui agli All. IX e X possono essere svolte da organismi autorizzati e notificati.

Gli articoli 12 e 13 riguardano l’apposizione della marcatura “CE” e la non conformità della  stessa.
L’articolo 14 impone l’obbligo di riservatezza in riferimento alle informazioni ricevute nello svolgimento delle proprie funzioni.
L’articolo 15 prevede un sistema di sanzioni amministrative a carico del fabbricante o del suo mandatario.
L’articolo 16 reca disposizioni concernenti la disciplina degli ascensori, rinviando ad un regolamento l’adozione delle disposizioni attuative
L’articolo 17 riguarda apparecchi portatili a carica esplosiva e altre macchine ad impatto a carica esplosiva
L’articolo 18 abroga il regolamento attuativo della precedente direttiva “macchine” (DPR 459/1996), facendo salva la residua applicazione delle disposizioni transitorie previste da tale regolamento con riferimento alle macchine costruite prima della sua vigenza.

L’articolo 19 reca norme finali e transitorie

L’All. I fissa i requisiti essenziali di sicurezza e tutela della salute relativi alla progettazione e costruzione delle macchine.

L’All. II regola la dichiarazione CE di conformità di una macchina e la dichiarazione di incorporazione di quasi-macchine.

L’All. III disciplina la marcatura “CE”.

L’All. IV individua le categorie di macchine cui si applicano le procedure di valutazione di conformità di cui all’art. 9.

L’All. V elenca i componenti di sicurezza.

L’All. VI contiene le istruzioni di assemblaggio delle quasi-macchine.

L’All. VII stabilisce le procedure di elaborazione del fascicolo tecnico per le macchine e di una documentazione tecnica pertinente le quasi-macchine.

L’All. VIII concerne la valutazione della conformità con controllo interno sulla fabbricazione delle macchine.

L’All. IX disciplina la procedura di esame CE del tipo.

L’All. X disciplina la garanzia qualità totale.

L’All. XI reca i criteri minimi osservati dagli Stati membri per la notifica degli organismi.

Una nota particolare sulle sanzioni:

Trascurando le ipotesi di configurabilità di reato quali la frode in commercio, la truffa, e via dicendo, l’articolo 15 del D.Lgs 17/2010 prevede quanto segue:
- assenza dei requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute di cui all’allegato I del decreto (sanzione amministrativa da euro 4.000,00 ad euro 24.000,00);
- l’omessa esibizione della documentazione tecnica che il fabbricante o il suo mandatario è tenuto ad avere ed esibire (sanzione amministrativa da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00);
- immissione sul mercato di un bene sì conforme ai requisiti tecnici ma privo della dichiarazione di conformità (sanzione amministrativa da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00);
- maliziose apposizioni di marcature, segni od iscrizioni che possano creare confusione ovvero che ne possano limitare la visibilità e la leggibilità (sanzione amministrativa da euro 1.000,00 ad euro 6.000,00);
- pubblicità per macchine che non rispettano le prescrizioni del decreto legislativo (sanzione amministrativa da euro 2.500,00 ad euro 15.000,00).

Pubblichiamo un interessante documento dell’ISPESL con il raffronto, articolo per articolo,  delle due direttive (la vecchia e la nuova).  CLICCA QUI

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