Vecchi reati e nuove sanzioni: D.Lgs 106/09 e del novellato D.Lgs 81/08 dopo Agosto 2009


tu81_sgstlegalCon la data del 20 agosto 2009 è entrato in vigore, a tutti gli effetti e senza troppo clamore, il D.Lgs 106/09 (cosiddetto CORRETTIVO) che, da allora, ha modificato pesantemente il D.Lgs 81/08, il c.d. Testo Unico in materia di Sicurezza del Lavoro.

Tra le modifiche più interessanti, vi è sicuramente la rimodulazione dell’intero apparato sanzionatorio.

La logica applicata può essere sicuramente definita come di un GENERALE ABBASSAMENTO delle sanzioni previste dalla previgente norma.

Rimane, naturalmente, invariata la previsione di sanzioni penali per la massima parte degli adempimenti previsti dal Testo Unico.

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Oltre alle pene generalmente più miti rispetto al passato, occorre rilevare modifiche anche all’istituto della prescrizione, dell’applicazione del D.Lgs 758/94 (che permette di estinguere il reato, trasformandolo in illecito amministrativo, mediante l’immediato adempimento e il contestuale pagamento di un importo pari a 1/4 della sanzione massima prevista per il reato originario). Oggi, in conseguenza alle modifiche apportate dal D.Lgs 106/08, questa norma può essere applicata sia ai reati per i quali è prevista in alternativa la pena dell’arresto o dell’ammenda (esattamente come accadeva già ai tempi del D.Lgs 626/94 e della prima versione del D.Lgs 81/08), sia anche ai reati punti con la sola pena pecuniaria dell’ammenda. Questa modifica costituisce una novità significativa e di grande rilievo nell’applicazione processuale della materia “sicurezza del lavoro”.

Una interessante considerazione, utile a tutti coloro i quali hanno recentemente ricevuto un verbale di prescrizione o una visita ispettiva dell’ASL o dell’Ispettorato del Lavoro, riguarda l’applicabilità delle norme penali e la loro variazione nel tempo.

Ricordiamo che, secondo i principi generali del diritto, la norma penale è personale, non può essere retroattiva, va applicata in modo preciso e circostanziato alla fattispecie prevista e non può essere applicata mediante analogia e, soprattutto, segue una regola di favore per il reo in caso di successione di leggi nel tempo.

Per un approfondimento sul tema, si vedano:

  • principio di legalità
  • principio di tassatività
  • principio di colpevolezza
  • principio di irretroattività

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Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo“.

Per questa ragione, se un imprenditore ha ricevuto un verbale da parte di un organo ispettivo, potrebbe essere nella condizione di richiedere l’applicazione delle nuove sanzioni, anche se l’accertamento riguarda reati commessi prima del 20 agosto 2009.

Qualora sia stato accertato un reato ed emessa la prescrizione obbligatoria, qualora il contravventore non abbia provveduto al pagamento in via amministrativa di quanto dovuto e richieda l’applicazione del più favorevole regime sanzionatorio, la Pubblica Amministrazione è tenuta a ricalcolare la sanzione e deve applicare la sanzione più mite.

Il presupposto per l’accesso a questa forma di “sconto” è il NON AVER ANCORA ESTINTO IL REATO MEDIANTE IL COMPLETAMENTO DELLA PROCEDURA DELL’OBLAZIONE (PAGAMENTO DELLA SANZIONE AMMINISTRATIVA CONVERTITA) PREVISTA DAL D.Lgs 758/94 sopra citato.

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Occorre appena citare il fatto che se, dopo il 20/08/2009, una fattispecie non fosse più considerata reato dal D.Lgs 81/08 aggiornato, ogni ipotesi sanzionatoria sarebbe del tutto inapplicabile per il venire meno di un presupposto fondamentale: la previsione di un fatto come reato.

Questa circostanza può tranquillamente verificarsi ed essere all’ordine del giorno in molti casi, si pensi, per esempio, alla non più obbligatorietà di redazione del DUVRI per le attività oggetto di appalto che durino meno di 2 giorni. Tutte le aziende presso le quali è stata contestata la mancata emissione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi in occasione di appalti di breve durata, non possono più essere sanzionati poiché il fatto non costituisce reato dal 20 Agosto scorso.

O ancora, si pensi a tutti i soggetti condannati o sotto processo per mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (fattispecie originariamente punita con l’arresto o l’ammenda ed, ora, punita con la sola ammenda).

(Infatti, il testo dell’articolo 26 del D.Lgs 81/08 è stato novellato con l’aggiunta del seguente comma: 3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI.
Si veda in particolare il secondo comma dell’art. 2 c.p.: “Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituiva reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano la esecuzione e gli effetti penali”.)

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newUlteriori e più dettagliati approfondimenti saranno presentati nel corso del convengo che si terrà a Milano, il 02 ottobre 09 presso la SGST srl - Corso Sempione 76. Per informazioni, costi, disponibilità posti e iscrizioni, sono disponibili CLICCANDO QUI

Nell’area riservata a pagamento (2 euro) è disponibile il modulo in formato word per la richiesta dell’applicazione del D.Lgs 106/09 e della conseguente riduzione delle sanzioni comminate.

A cura della Divisione Legale della SGST srl - Studio Bernieri

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