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DUVRI e lavori di breve durata, chiarimenti ministeriali

duvriIl Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato una circolare volta a chiarire ulteriormente il significato e la postata delle modifiche introdotte all’articolo 26 del D.lgs 81/08, determinate dal D.lgs 106/09.

Nella circolare, si focalizza in particolare il significato di LAVORI DI BREVE DURATA, sotto i due giorni, definendoli come quei lavori che, per la loro esecuzione, si possono svolgere nell’argo di due giorni, anche se spalmati nell’ambito di più interventi, purchè rientranti in un periodo di tempo ragionevole. Il Ministero ipotizza che tale periodo di riferimento possa coincidere con l’anno o la durata del contratto.

Ecco il testo integrale della circolare:   …

l’ARTICOLO CONTINUA SUL SITO DELLA FONTE

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Modifiche al TU D.Lgs 81/08: ordigni bellici

ordignoE’ in discussione in questi giorni una proposta di legge che modificherà il testo del D.Lgs 81/08 in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici.

I numerosi ritrovamenti di ordigni bellici inesplosi, negli ultimi anni, durante le attività di scavo connesse con la realizzazione di opere pubbliche (circa 10.000 solo sulle tratte riguardanti l’alta velocità ferroviaria), hanno confermato che l’attività di bonifica è indispensabile per garantire i lavoratori dei cantieri temporanei e mobili dal rischio di esplosione derivante dall’attivazione accidentale di residuati bellici.
Le mansioni che maggiormente comportano tale rischio sono quelle dei lavoratori addetti alle attività di scavo sia manuale che meccanico, comprese le trivellazioni finalizzate alle prospezioni archeologiche e ai rilievi ambientali.

La normativa vigente non contempla specificamente una valutazione di rischio nelle aree oggetto di attività di scavo.

La regolamentazione di questa attività deve necessariamente definire i requisiti per abilitare le imprese a operare relativamente agli interventi di bonifica da ordigni bellici, per quanto riguarda le capacità tecnico-economiche, la disponibilità di idonee attrezzature e il personale in possesso dei brevetti rilasciati dal Ministero della difesa.
Per tali ragioni sarà introdotta una modifica agli articoli 28, 91, 100 e 104, nonché agli allegati XI e XV del D.lgs 81/08, in particolare al fine di prevenire i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da attività di scavo.

I nuovi articoli non riguardano solo gli artificieri e gli operatori professionali ma qualsiasi addetto di impresa edile che, a qualunque titolo, possa essere esposto al rischio di ritrovamento di ordigno inesploso.

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TESTO ATTUALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE:…

LA NEWSLETTER INTEGRALE E’ DISPONIBILE ALL’INDIRIZZO DELLA FONTE AL SEGUENTE LINK

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Autocertificazione su provvedimenti: i chiarimenti del Ministero.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con lettera circolare n.1472 del 12 maggio 2010, chiarisce alcuni punti in materia di verifica della presentazione e della veridicità dell’autocertificazione della mancata violazione, da parte del datore di lavoro o del dirigente responsabile, delle disposizioni penali e amministrative in materia di tutela delle condizioni di lavoro accertata con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi. Gli istituti, per confermare la fruizione di benefici ai datori di lavoro, chiederanno alla DPL la verifica della presentazione dell’autocertificazione sopra riportata e se entro 30 giorni la Direzione non risponde dovranno concedere il beneficio.

Inoltre viene chiarito che …

LA NEWSLETTER INTEGRALE E’ ACCESSIBILE DA SEGUENTE LINK.

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Modificato il Codice Privacy: contrassegno per disabili è ora europeo

L’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge n.1720 recante disposizioni in materia di sicurezza stradale. L’articolo 42 modifica una norma del Codice della Privacy (D.Lgs 196/03) e rende formalmente possibile l’adozione, anche in Italia, dopo quasi 12 anni, del modello di Contrassegno Unificato Disabili Europeo. L’omogeneità dei vari contrassegni europei per le auto di persone disabili è prevista da una raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea (n° 8546/98 - fascicolo interistituzionale n° 95/0353 -SYN), del 18 Maggio 1998, che ne definisce la forma e stabilisce che sia azzurro chiaro, tranne il simbolo della sedia a rotelle, bianca su fondo azzurro scuro.

In Italia non è stato possibile adottare il contrassegno poichè il pittogramma della carrozzina identifica chiaramente un dato sensibile relativo al possessore: la disabilità. E’ infatti vietato adottare, nei contrassegni, simboli o diciture dai quali possa desumersi la speciale natura dell’autorizzazione. Questo principio, tuttavia, è palesemente e costantemente violato dalla massima parte dei comuni e degli enti preposti all’emissione di tali contrassegni.

Il Governo ha assunto il preciso impegno, una volta approvato il disegno di legge n. 1270 in seconda lettura dalla Camera, di emanare idonea norma di rango regolamentare, volta a rendere effettiva ed immediata l’adozione dello stesso Contrassegno Disabili Europeo.

Ecco l’articolo che modifica il Codice Privacy:

Art. 42. Modifiche all’articolo 74 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente contrassegni su veicoli a servizio di persone invalide

1. All’articolo 74 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: a al comma 1, le parole: «di simboli o diciture dai quali può desumersi la speciale natura dell’autorizzazione per effetto della sola visione del contrassegno» sono sostituite dalle seguenti: “di diciture dalle quali può essere individuata la persona fisica interessata”; b il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Per fini di cui al comma 1, le generalità e l’indirizzo della persona fisica interessata sono riportati sui contrassegni con modalità che non consentono la loro diretta visibilità se non in caso di richiesta di esibizione o di necessità di accertamento”.

viaCodice Privacy: il codice della strada permette l’adozione dei contrassegni europei | Bernieri Consulting.

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Pubblicato il decreto RAEE - Uno contro Uno


Sulla GU n. 102 del 4-5-2010 è pubblicato il DM 8 marzo 2010, n. 65: “Regolamento recante modalita’ semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonche’ dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature”.

Il decreto entra in vigore il 19 maggio 2010.

Le aziende hanno tempo 30 giorni per gli adempimenti richiesti e il meccanismo dell’1 contro 1 sarà pienamente operativo dal 18 giugno 2010.

COSA SIGNIFICA: che tutte le aziende che vendono, forniscono, installano o riparano apparecchiature elettriche ed elettroniche, saranno tenute, obbligatoriamente, a ritirare le apparecchiature obsolete in sostituzione di quanto fornito al cliente. Gli oneri relativi allo smaltimento, sono a carico del fornitore.

Il D.M. 65/2010 adempie al disposto di cui all’art. 6, c. 1, lett. b), del D.L.vo 151/2005, che prevede l’obbligo, per i distributori di AEE, di assicurare a partire dal prossimo 18 giugno - il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura ad un nucleo domestico, provvedendo al trasporto dei RAEE presso i centri di raccolta comunali organizzati dai produttori, e alla previsione di cui al c. 1-bis, secondo il quale con decreto del Ministro dell’ambiente sono individuate, nel rispetto delle norme comunitarie e anche in deroga alle disposizioni della parte IV del D.L.vo 152/2006, specifiche modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dei RAEE ritirati da parte dei distributori.
Il D.M. 65/2010 è suddiviso in 3 capi (capo I - modalità semplificate per la gestione dei RAEE domestici; capo II - modalità semplificate per la gestione dei RAEE professionali; capo III - disposizioni finali), consta di 11 articoli e di 3 allegati (all. I - schedario di carico e scarico dei RAEE conferiti ai distributori, installatori, gestori dei centri di assistenza tecnica; all. II - documento semplificato di trasporto dei RAEE; all. III - documento attestante la provenienza domestica dei RAEE consegnati dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica ai centri di raccolta).

Si evidenzia in particolare la necessità di iscriversi all’Albo dei gestori ambientali per tutte le aziende coinvolte. Si rammenta, infine, che sotto il profilo sanzionatorio l’art. 10 dispone che i soggetti che effettuano attività di raccolta e trasporto dei RAEE in violazione delle disposizioni di cui al D.M. 65/2010 sono sottoposti alle sanzioni di cui all’art. 256 (relativamente all’attività di raccolta e trasporto non autorizzata) e all’art. 258 (relativamente alla violazione degli obblighi di tenuta dei registri e dei formulari) del D.L.vo 152/2006.
Comun. Min. Amb. 6.5.10: “Dal 18 giugno gli acquirenti di elettrodomestici e materiale elettrico ed elettronico (dalla tv al phon, dal frigo al forno, dal telefonino al computer) potranno consegnare gratuitamente le loro apparecchiature usate o non più funzionanti al negozio in cui effettuano il nuovo acquisto. In pratica sarà possibile uno scambio “uno contro uno” con i negozianti, che si assumeranno l’onere del corretto smaltimento dei vecchi elettrodomestici senza costi aggiuntivi per i cittadini. Infatti con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 4 maggio scorso del decreto ministeriale 8 marzo 2010, n. 65, è stato disciplinato il conferimento gratuito ai rivenditori nel caso di acquisto di una nuova apparecchiatura equivalente. Con il provvedimento è stato compiuto un ulteriore passo verso il pieno recepimento della normativa comunitaria e nazionale in materia di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Il decreto entrerà in vigore il 19 maggio prossimo, e diventerà operativo 30 giorni dopo, cioè il 18 giugno. Per lo svolgimento di tali attività è prevista, un’iscrizione semplificata all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Inoltre al fine di garantire l’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale delle disposizioni del decreto, è prevista a breve l’emanazione di un’apposita Delibera dell’Albo nazionale che definirà la modulistica per l’iscrizione”.

Questo ultimo adempimento si somma gli altri già previsti ed in scadenza nel medesimo periodo:

  • SISTRI (iscrizione obbligatoria, già scaduta)
  • MUD (prorogato a Giugno 2010)

Articolo originale su http://berniericonsulting.com/general/raee-parte-l1contro1-756

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MUD: la proroga è ufficiale

MUD: la proroga è ufficiale

Il Ministero dell’Ambiente informa che il Consiglio dei Ministri nella riunione del 30 aprile ha approvato il Decreto Legge con il quale vengono ufficialmente prorogati al 30 giugno 2010 i termini di presentazione di :

  • MUD 2010 – dati dei rifiuti prodotti e gestiti nel 2009- Comunicazione da trasmettere con il modello approvato dal DPCM del 27 aprile 2010 modello in fase di perfezionamento
  • COMUNICAZIONE AEE 2010 – dati di immesso sul mercato delle apparecchiature elettriche ed elettroniche nel 2009-  Comunicazione da trasmettere per via telematica attraverso il sito www.registroaee.it presto disponibile

viaMUD: la proroga è ufficiale | Bernieri Consulting.

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Pubblicati i nuovi modelli per il MUD 2010

Sulla Gazzetta Ufficiale del 28/04/2010 è stato pubblicato il modello per la presentazione della denuncia MUD per l’anno 2010, rifiuti prodotti nel 2009. Nel Decreto non vi è traccia di proroga.

Ricordiamo che la scadenza è fissata per il 30 Aprile.

Il Decreto che pubblica il modello stabilisce espressamente che le dichiarazioni inviate con il modello precedentemente vigente sono valide.

L’entrata in vigore è quella ordinaria, 15 giorni dalla pubblicazione.

Riportiamo il testo integrale del decreto:

DPCM 27 aprile 2010 Modifiche al Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD). (GU n. 98 del 28-4-2010 – Suppl. Ordinario n.80)

Art. 1

1. Il modello di dichiarazione allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2008 e’ sostituito dal modello e dalle istruzioni allegati al presente decreto.

2. Il modello di cui al presente decreto e’ utilizzato per le dichiarazioni da presentare, entro il termine stabilito dalla legge, con riferimento all’anno 2009, da parte dei soggetti interessati.

3. Sono, in ogni caso, valide le dichiarazioni che risultino presentate alla data di entrata in vigore del presente decreto, con riferimento all’anno 2009, avvalendosi del modello allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 dicembre 2008.

Art. 2

1. L’accesso alle informazioni e’ disciplinato dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.

Seguono i modelli in formato PDF

viaPubblicati i nuovi modelli per il MUD 2010 | Bernieri Consulting.

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Garante Privacy: nuove linee guida sulla videosorveglianza

Articolo tratto da www.privacybydesign.it

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato oggi il nuovo provvedimento sulla videosorveglianza.

Questo documento segue di pochi giorni la pubblicazione, da parte del Garante Europeo, del più articolato provvedimento UE sull’utilizzo delle tecnologie di videosorveglianza. Per i dettagli sul provvedimento del Garante Europeo GEPD si veda questo LINK.

Come di consueto, il Garante Privacy adotta come strumento normativo il “Provvedimento a carattere generale”, emanato ai sensi dell’articolo 154, comma 1, lett. c) del D.Lgs 196/03. Tale procedura, prevista espressamente solo nell’ambito di un reclamo, viene di fatto utilizzata bel oltre alla reale portata dell’istituto, eleggendo a fonte normativa un provvedimento che dovrebbe, al contrario, avere natura ordinatoria e regolamentare all’interno di un singolo procedimento amministrativo. Questo, che a molti potrebbe apparire come un mero dettaglio, rende invece il provvedimento viziato da un errore di fondo: esattamente come se una legge, approvata in parlamento, non fosse promulgata dal Capo dello stato.

La corretta qualificazione del provvedimento è quella di linea guida o di indirizzo per la corretta applicazione della normativa vigente in materia che, ricordiamolo, rimane unicamente il D.lgs 196/03.

Accantonando i tecnicismi giuridici, è comunque opportuno focalizzare con attenzione i nuovi adempimenti e le scadenze, entro le quali, porre in essere le nuove misure di protezione dei dati:

  • entro dodici mesi è necessario rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno;
  • entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza;
  • entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare da parte del garante;
  • entro sei mesi, adottare le misure obbligatorie per i sistemi integrati di videosorveglianza;

Ecco, nel dettaglio, i punti salienti del provvedimento:

Ogni trattamento di immagini deve necessariamente rispettare i tre principi :

  • Bilanciamento degli interessi
  • Principio di necessità
  • Principio di proporzionalità

Come ogni trattamento, deve essere preceduto da una adeguata informativa. Su questo punto, sono introdotte diverse nuove misure, tra le quali, l’obbligo di rendere l’informativa visibile al buio ove necessario.

Le misure di sicurezza sono sostanzialmente un aggiornamento tecnologico di quanto già previsto nel 2000.

Le nomine degli incaricati, come sempre, sono richieste in modo rigoroso, così come sono stabiliti i tempi di conservazione

Altre disposizioni di dettaglio riguardano:

verifica preliminare del Garante per sistemi che presentano particolari rischi (per esempio, riconoscimento automatico di volti, comportamenti, ecc)

ambiti specifici di trattamento come, case di cura, discariche, autovelox, ecc.

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Il testo integrale del provvedimento è disponibile al seguente LINK

La SGST srl è a disposizione per assistere le aziende con situazioni complesse o articolate.

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI, CLICCA QUI

Articolo originale: http://berniericonsulting.com/general/videosorveglianza-provvedimento-italiano-segue-quello-europeo-730

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a) entro dodici mesi, rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno (punto 3.1);

b) entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare ai sensi dell’art. 17 del Codice (punto 3.2.1);

c) entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza (punto 3.3);

d) entro sei mesi, adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato nei punti 4.6 e 5.4, per quanto concerne i sistemi integrati di videosorveglianza;

a) entro dodici mesi, rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno (punto 3.1);

b) entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare ai sensi dell’art. 17 del Codice (punto 3.2.1);

c) entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza (punto 3.3);

d) entro sei mesi, adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato nei punti 4.6 e 5.4, per quanto concerne i sistemi integrati di videosorveglianza;

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MUD E SISTRI - proroga, sanzioni e rinvii

Come già annunciato nelle newsletter pubblicate durante le scorse settimane, considerando l’evoluzione del quadro normativo e i più recenti sviluppi, desideriamo precisare lo stato degli adempimenti ambientali 2010.

La confusione regna sovrana, le aziende non sanno come adempiere agli obblighi in scadenza, le proroghe si susseguono frequenti quasi quanto gli annunci del ministero.

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SISTRI

Soggetti tenuti Devono iscriversi al SISTRI Le CCIAA devono consegnare i dispositivi entro Il sistema diventa operativo entro
- Produttori di rifiuti pericolosi con più di 50 dipendenti
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti con più di 50 dipendenti.
- Gestori di rifiuti (recuperatori, smaltitori, commercianti ed intermediari) e Consorzi
- Enti e imprese che gestiscono i rifiuti urbani nella Regione Campania
Entro 45 giorni dall’entrata in vigore (poi prorogato a 75 giorni) - 30 marzo 2010 150 giorni dall’entrata in vigore – 13 giugno 2010 180 giorni dall’entrata in vigore - 13 luglio 2010
- Produttori di rifiuti pericolosi fino a 50 dipendenti
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti tra 11 e 50 dipendenti.
Tra 30 e 75 giorni dall’entrata in vigore (poi prorogata di 30 giorni) dal 13 febbraio al 29 aprile 2010 180 giorni dall’entrata in vigore - 13 luglio 2010 210 giorni dall’entrata in vigore - 12 agosto
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti fino a 10 dipendenti.
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da altre attività (servizi, commercio, edilizia, sanità)
Adesione volontaria - Dal 12 agosto 2010 in poi Nessuna scadenza Nessuna scadenza

SANZIONE PREVISTA: NESSUNA (per la precisione, la sanzione è prevista ma deve essere contenuta in un apposito provvedimento di legge, non ancora pubblicato nè predisposto).

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MUD

Attualmente sussiste una oggettiva impossibilità di rispettare la scadenza del 30 aprile 2010 per la presentazione del Modello di Dichiarazione ambientale (MUD) e per la comunicazione annuale resa ai sensi dell’art. 13 co. 6° D.Lgs. 151/2005.

Occorre rammentare che il DM 185/2007 prevede una modalità telematica di invio dei dati del modello MUD 2010, così come modificato dalle disposizioni del DPCM 2 dicembre 2008.

Tale modello modificato non è però ancora stato reso disponibile, e quindi i Produttori non possono né presentare il MUD con la nuova modulistica né, di fatto, utilizzare quella vecchia che, in quanto abrogata, non ha valore legale in mancanza di un provvedimento legislativo che ne ripristini la validità.

Su questo punto il Ministero dell’Ambiente, in una nota pubblicata sul proprio sito istituzionale il 9 aprile 2010, ha comunicato che:

“Sarà presentato al Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo uno schema di decreto legge per la proroga al 30 giugno del termine di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) che era fissato per il 30 aprile. Lo ha annunciato il Ministro dell`Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Il decreto che sarà esaminato la settimana prossima dal CDM consentirà inoltre alle aziende di utilizzare un modello cartaceo di MUD, aggiornato con le indicazioni relative ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e non il MUD elettronico che era stato introdotto nel dicembre del 2008 e che sarebbe dovuto entrare in vigore con la dichiarazione di quest`anno.

In pratica, in attesa dell`entrata in funzione nei prossimi mesi del SISTRI - il nuovo sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti - per la dichiarazione da presentare con riferimento all`anno 2009 si procederà come in passato, con il ‘vecchio’ sistema cartaceo. Ciò per risparmiare alle imprese che stanno affrontando il complesso processo di adozione del SISTRI adempimenti e oneri che il nuovo regime SISTRI sostituirà integralmente.”

Contemporaneamente, il sito del “Registro AEE” riporta la seguente comunicazione:

“Considerato che la Comunicazione MUD AEE è parte del MUD previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 dicembre 2008, recante “Approvazione del modello unico di dichiarazione per l’anno 2008″ , non siamo in grado al momento di dare informazioni certe circa le modalità di presentazione della Comunicazione nè in relazione alle scadenze.”

Ad oggi, purtroppo, l’atteso Decreto Legge non è stato pubblicato; presumibilmente il provvedimento non vedrà la luce prima della scadenza del termine fissata - opportuno ribadirlo - per venerdì prossimo 30 Aprile 2010.

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Si invitano le aziende a contattare la SGST srl per l’attivazione dei servizi di consulenza.

CLICCA QUI PER INVIARE UNA RICHIESTA DI CONTATTO

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Per approfondimenti specifici, si può far riferimento alle scorse news:

http://berniericonsulting.com/general/mud-prorogato-al-30-giugno-2010-633

http://berniericonsulting.com/legal/salta-la-proroga-del-mud-695

Articolo originale da http://berniericonsulting.com/general/mud-e-sistri-ad-impossibilia-nemo-tenetur-721

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Posizione lavorativa aperta

starlet_redSGST srl: POSIZIONI APERTE

24 Aprile 2010, per assunzione immediata.

Stiamo ricercando un collaboratore / collaboratrice, laureato in tecniche della prevenzione, con competenze informatiche di buon livello e, possibilmente, conoscenza linguistica superiore al mero italiano, preferibilmente  neolaureato.

Offriamo un contratto full time a tempo indeterminato.

Inviare la propria candidatura mediante il form disponibile a questo indirizzo:

http://www.studiobernieri.com/wp/?page_id=284

Cerchiamo persone competenti e motivate che condividano la nostra passione per la sicurezza, con capacità relazionali tali da poter gestire una consulenza professionale, con esperienze significative di formazione e competenze di spicco anche in singoli settori ad alta specializzazione.

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FAQ Ministero: celle frigorifere

Sul sito del Ministero del Lavoro, sezione dedicata alla sicurezza del lavoro, è stata pubblicata una nuova Newsltter riguardante i lavori in ambienti freddi e celle frigorifere. Il link al documento è il seguente LINK.

Eccone, per estratto, il contenuto:

In particolare, l’art. 63 del T.U., comma 1, rinvia all’allegato IV per le disposizioni di dettaglio inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo al punto 1.9.2.5., in relazione all’argomento in esame, che “quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione”.

A tal uopo è essenziale, tra l’altro, la conoscenza degli ambienti e la individuazione di ”rischi interferenziali”, che possono sussistere per il fatto che, nel medesimo contesto, si trovano ad operare addetti con mansioni diverse addetti ad attività di installazione, manutenzioni edilizie, attività di produzione, ecc. e dei rischi ambientali e intrinseci.

I lavoratori che prestano la loro attività in ambienti a basse temperature devono essere dotati, in virtù della disciplina dettata in generale dal titolo III del T.U., di dispositivi di protezione individuale idonei a garantire loro adeguata protezione contro il freddo giubbotti, guanti, tute, ecc.

Tanto premesso si segnala una norma di buona tecnica costituita dalla UNI EN ISO 15743:2008 relativa alla “Ergonomia dell’ambiente termico –Posti di lavoro al freddo- Valutazione e gestione del rischio” che riporta le prescrizioni da seguire nei luoghi di lavoro con basse temperature per la sicurezza e salute dei lavoratori.

Tale norma, applicabile sia ad ambienti interni che esterni, indica in particolare modelli e metodi per la valutazione e la corretta gestione del rischio, una checklist per l’identificazione dei problemi connessi al freddo, un modello di questionario dedicato ai professionisti della salute, linee guida per l’applicazione di regole scientifiche per la problematica del lavoro a bassa temperatura ed anche un esempio pratico.

Il documento integrale è accessibile tramite il sito di origine: www.safetybydesign.it

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Una sentenza chiarisce il valore dei verbali di ispezione

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8335 del 8 aprile 2010, richiamando le prassi in materia, in conformità alle norme procedurali ed amministrative e consolidando ulteriormente la giurisprudenza sull’argomento, ha affermato che il verbale redatto dall’ispettore del lavoro o dal funzionario dell’Istituto Previdenziale, e contenente i fatti che sono avvenuti in sua presenza, fanno prova fino a querela di falso.

Invece per le circostanze che l`ispettore dichiari di aver appreso de relato o in conseguenza di acquisizione di documenti il relativo materiale è liberamente valutato dal giudice che può considerarlo prova sufficiente dei fatti riportati nel verbale ove in esito all’esame dei riscontri probatori emersi nell’istruttoria pervenga al convincimento dell’effettiva sussistenza degli addebiti mossi dall’istituto previdenziale.

Le considerazioni espresse con questa sentenza possono essere trasposte integralmente ai verbali emessi dagli UPG delle ASL, nell’ambito di ispezioni in materia di sicurezza del lavoro.

viaUna sentenza chiarisce il valore dei verbali di ispezione | Bernieri Consulting.

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Nuova direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici e-waste

privacy by designNell’ambito della discussione al Parlamento Europeo per modificare la direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici, si stanno rafforzando le posizioni del Garante Privacy Europeo GEPD (EDPS), impegnato ad introdurre il concetto di Privacy by Design .

La Commissione Europea ha infatti richiesto ed ottenuto un parere ufficiale del Garante Privacy (europeo) per la nuova versione della direttiva in oggetto.

Il nome, in particolare, sarà ridefinito come e-waste, abbandonando la anonima sigla Weee. Saranno poi introdotti specifici obblighi, oltre che di gestione del rifiuto, anche con riferimento alla presenza di dati personali e al conseguente utilizzo.

Il riutilizzo di apparecchiature informatiche sarà possibile solo con il rispetto di un preciso obbligo di cancellazione sicura dei dati in essere precedentemente contenuti.

I punti evidenziati dal Garante sono:

* obbligo di integrare la privacy e la protezione dei dati nella fase di progettazione delle apparecchiature elettroniche, in modo da garantire la possibilità di cancellazione dei dati, da parte dell’utente, con semplicità ed immediatezza

* il divieto di commercializzare apparecchiature che non siano state ricondizionate, anche con riferimento alla presenza di dati personali.

Per leggere l’articolo intero, si prega di far riferimento alla fonte originale: http://berniericonsulting.com/general/raee-weee-e-privacy-707

Per maggiori informazioni, consultate il link Privacy by Design .

vianuova direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici e-waste | Bernieri Consulting.

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Imminenti modifiche alla disciplina del telemarketing

All’interno del Consiglio dei ministri del 16/04/2010 è stato approvato un Dpr con alcune modifiche alla tanto discussa disciplina del telemarketing.

Le recenti polemiche sono sorte in merito all’istituzione di un registro basato su modalità opt-out, con necessità di rinnovo periodico dell’opt-out.

In mancanza, tutte le utenze telefoniche sarebbero state considerate “consenzienti” a ricevere telefonate con fini di marketing.

La modifica, sollecitata a gran voce da più parti, ha mitigato il testo di legge, lasciando inalterato il meccanismo del registro delle opposizioni con necessità di richiesta espressa, da parte degli utenti, con richiesta di NON ricevere le telefonate di Marketing (opt-out), tuttavia è stato introdotta una validità temporale illimitata per tale scelta. Quindi, non più una scelta da rinnovare periodicamente, ma una scelta che varrà sempre, fino a revoca da parte dell’utente stesso.

In pratica, il provvedimento prevede il silenzio-assenso per quanti vogliono continuare a ricevere chiamate telefoniche contenenti messaggi promozionali, commerciali o informazioni per sondaggi e altre iniziative di tele-marketing. Chi non desidera ricevere questo tipo di chiamate, avrà a disposizione un apposito “Registro delle opposizioni” al quale gli abbonati telefonici potranno iscriversi in modo facile, anche per via telematica, a tempo indeterminato ma con la possibilità di modificare la propria posizione in qualsiasi momento. Gli operatori telemarketing potranno chiamare solo gli abbonati consenzienti, non iscritti al “Registro delle opposizioni”.

Il provvedimento passa all’esame del Consiglio di Stato, delle competenti Commissioni parlamentari, nonché dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali. L’iter dovrà necessariamente concludersi entro il 25 maggio.

viaImminenti modifiche alla disciplina del telemarketing | Bernieri Consulting.

L’articolo continua sul sito della fonte: Bernieri Consulting

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