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Importante sentenza della cassazione sui software di controllo

La Corte di Cassazione ha recentemente affermato che i programmi informatici, che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi ad Internet dei dipendenti, sono necessariamente apparecchiature di controllo, soggette alle condizioni di cui all’art. 4 dello Statuto dei lavoratori.

La decisione, depositata con sentenza n° 4375 del 23.2.2010 Sez. lavoro (23 febbraio 2010), chiarisce in modo certo una questione che, anche se apparentemente ovvia, ha suscitato nel tempo numerose controversie e posizioni distanti da parte di giudici e avvocati.

Il Garante Privacy non ha mai contribuito a far chiarezza sul punto, rinviando genericamente alla corretta applicazione della L. 300/07 (statuto dei lavoratori).

La Corte Suprema ha avuto modo di esaminare il caso, piuttosto frequente, di un lavoratore licenziato per aver navigato su siti web non pertinenti all’attività lavorativa.

Il datore di lavoro ha utilizzato un software apposito per effettuare controlli e constatare la condotta difforme dal Regolamento aziendale che disciplina l’utilizzo di Internet e della posta elettronica. Tale prassi è generalmente attuata e diffusa, ritenendo tali controlli legittimi nell’ambito dei c.d. “controlli difensivi”.

Tuttavia, il controllo dell’utilizzo delle infrastrutture non può prescindere da alcuni elementi e accorgimenti, in mancanza dei quali il controllo stesso risulta illegittimo.

Le conseguenze spesso sono drammatiche poichè, oltre a rendere inefficace la contestazione, danno luogo a provvedimenti sanzionatori di carattere penale in capo al datore di lavoro.

L’articolo integrale, il testo della sentenza e il commento sono accessibili dal seguente link: www.privacybydesign.it

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RSPP responsaile penalmente - sentenza in cassazione

legal

Cassazione Penale, Sez. 4, 15 gennaio 2010, n. 1834 - RSPP ed omissioni.

La sentenza è particolarmente interessante poiché, sul solco tracciato dalla giurisprudenza precedente, richiama fondamentali aspetti di responsabilità dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) in funzione degli eventuali infortuni occorsi in azienda.

Proponiamo, anziché commentare, il chiarissimo testo della sentenza, estrapolando i passaggi più significativi ed esplicativi:

…L’introduzione delle specifiche qualifiche richieste per la nomina dell’RSPP …”ha comportato in via interpretativa una revisione della suddetta figura, nel senso che il soggetto designato “responsabile del servizio di prevenzione e protezione”, pur rimanendo ferma la posizione di garanzia del datore di lavoro, possa, ancorchè sia privo di poteri decisionali e di spesa, essere ritenuto corresponsabile del verificarsi di un infortunio, ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare”.

..l’assenza di capacità immediatamente operative sulla struttura aziendale non esclude che l’inottemperanza alle stesse - e segnatamente la mancata individuazione e segnalazione dei fattori di rischio delle lavorazioni e la mancata elaborazione delle procedure di sicurezza, nonchè di informazione e formazione dei lavoratori - possa integrare un’omissione “sensibile” tutte le volte in cui un sinistro sia oggettivamente riconducibile a una situazione pericolosa ignorata dal responsabile del servizio”.

Pubblichiamo integralmente la sentenza: per scaricare il testo, CLICCA QUI cassazione-penale-1834

Con l’occasione, la SGST srl desidera ribadire l’importanza e la delicatezza dell’affidamento dell’incarico di RSPP. La copertura legale che lo Studio Bernieri è in grado di offrire, permette alle aziende clienti di affrontare correttamente la gestione del rischio causa, anche per le fattispecie di reato colposo che riguardano la sicurezza del lavoro.  Per maggiori informazioni, si prega di contattare christian@bernieri.com


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