Posts Tagged Consulenza del Lavoro

News SGST - nuova veste e nuova forma.

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DUVRI e lavori di breve durata, chiarimenti ministeriali

duvriIl Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato una circolare volta a chiarire ulteriormente il significato e la postata delle modifiche introdotte all’articolo 26 del D.lgs 81/08, determinate dal D.lgs 106/09.

Nella circolare, si focalizza in particolare il significato di LAVORI DI BREVE DURATA, sotto i due giorni, definendoli come quei lavori che, per la loro esecuzione, si possono svolgere nell’argo di due giorni, anche se spalmati nell’ambito di più interventi, purchè rientranti in un periodo di tempo ragionevole. Il Ministero ipotizza che tale periodo di riferimento possa coincidere con l’anno o la durata del contratto.

Ecco il testo integrale della circolare:   …

l’ARTICOLO CONTINUA SUL SITO DELLA FONTE

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Modifiche al TU D.Lgs 81/08: ordigni bellici

ordignoE’ in discussione in questi giorni una proposta di legge che modificherà il testo del D.Lgs 81/08 in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici.

I numerosi ritrovamenti di ordigni bellici inesplosi, negli ultimi anni, durante le attività di scavo connesse con la realizzazione di opere pubbliche (circa 10.000 solo sulle tratte riguardanti l’alta velocità ferroviaria), hanno confermato che l’attività di bonifica è indispensabile per garantire i lavoratori dei cantieri temporanei e mobili dal rischio di esplosione derivante dall’attivazione accidentale di residuati bellici.
Le mansioni che maggiormente comportano tale rischio sono quelle dei lavoratori addetti alle attività di scavo sia manuale che meccanico, comprese le trivellazioni finalizzate alle prospezioni archeologiche e ai rilievi ambientali.

La normativa vigente non contempla specificamente una valutazione di rischio nelle aree oggetto di attività di scavo.

La regolamentazione di questa attività deve necessariamente definire i requisiti per abilitare le imprese a operare relativamente agli interventi di bonifica da ordigni bellici, per quanto riguarda le capacità tecnico-economiche, la disponibilità di idonee attrezzature e il personale in possesso dei brevetti rilasciati dal Ministero della difesa.
Per tali ragioni sarà introdotta una modifica agli articoli 28, 91, 100 e 104, nonché agli allegati XI e XV del D.lgs 81/08, in particolare al fine di prevenire i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da attività di scavo.

I nuovi articoli non riguardano solo gli artificieri e gli operatori professionali ma qualsiasi addetto di impresa edile che, a qualunque titolo, possa essere esposto al rischio di ritrovamento di ordigno inesploso.

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TESTO ATTUALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE:…

LA NEWSLETTER INTEGRALE E’ DISPONIBILE ALL’INDIRIZZO DELLA FONTE AL SEGUENTE LINK

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Autocertificazione su provvedimenti: i chiarimenti del Ministero.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con lettera circolare n.1472 del 12 maggio 2010, chiarisce alcuni punti in materia di verifica della presentazione e della veridicità dell’autocertificazione della mancata violazione, da parte del datore di lavoro o del dirigente responsabile, delle disposizioni penali e amministrative in materia di tutela delle condizioni di lavoro accertata con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi. Gli istituti, per confermare la fruizione di benefici ai datori di lavoro, chiederanno alla DPL la verifica della presentazione dell’autocertificazione sopra riportata e se entro 30 giorni la Direzione non risponde dovranno concedere il beneficio.

Inoltre viene chiarito che …

LA NEWSLETTER INTEGRALE E’ ACCESSIBILE DA SEGUENTE LINK.

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MUD: la proroga è ufficiale

MUD: la proroga è ufficiale

Il Ministero dell’Ambiente informa che il Consiglio dei Ministri nella riunione del 30 aprile ha approvato il Decreto Legge con il quale vengono ufficialmente prorogati al 30 giugno 2010 i termini di presentazione di :

  • MUD 2010 – dati dei rifiuti prodotti e gestiti nel 2009- Comunicazione da trasmettere con il modello approvato dal DPCM del 27 aprile 2010 modello in fase di perfezionamento
  • COMUNICAZIONE AEE 2010 – dati di immesso sul mercato delle apparecchiature elettriche ed elettroniche nel 2009-  Comunicazione da trasmettere per via telematica attraverso il sito www.registroaee.it presto disponibile

viaMUD: la proroga è ufficiale | Bernieri Consulting.

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Garante Privacy: nuove linee guida sulla videosorveglianza

Articolo tratto da www.privacybydesign.it

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato oggi il nuovo provvedimento sulla videosorveglianza.

Questo documento segue di pochi giorni la pubblicazione, da parte del Garante Europeo, del più articolato provvedimento UE sull’utilizzo delle tecnologie di videosorveglianza. Per i dettagli sul provvedimento del Garante Europeo GEPD si veda questo LINK.

Come di consueto, il Garante Privacy adotta come strumento normativo il “Provvedimento a carattere generale”, emanato ai sensi dell’articolo 154, comma 1, lett. c) del D.Lgs 196/03. Tale procedura, prevista espressamente solo nell’ambito di un reclamo, viene di fatto utilizzata bel oltre alla reale portata dell’istituto, eleggendo a fonte normativa un provvedimento che dovrebbe, al contrario, avere natura ordinatoria e regolamentare all’interno di un singolo procedimento amministrativo. Questo, che a molti potrebbe apparire come un mero dettaglio, rende invece il provvedimento viziato da un errore di fondo: esattamente come se una legge, approvata in parlamento, non fosse promulgata dal Capo dello stato.

La corretta qualificazione del provvedimento è quella di linea guida o di indirizzo per la corretta applicazione della normativa vigente in materia che, ricordiamolo, rimane unicamente il D.lgs 196/03.

Accantonando i tecnicismi giuridici, è comunque opportuno focalizzare con attenzione i nuovi adempimenti e le scadenze, entro le quali, porre in essere le nuove misure di protezione dei dati:

  • entro dodici mesi è necessario rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno;
  • entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza;
  • entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare da parte del garante;
  • entro sei mesi, adottare le misure obbligatorie per i sistemi integrati di videosorveglianza;

Ecco, nel dettaglio, i punti salienti del provvedimento:

Ogni trattamento di immagini deve necessariamente rispettare i tre principi :

  • Bilanciamento degli interessi
  • Principio di necessità
  • Principio di proporzionalità

Come ogni trattamento, deve essere preceduto da una adeguata informativa. Su questo punto, sono introdotte diverse nuove misure, tra le quali, l’obbligo di rendere l’informativa visibile al buio ove necessario.

Le misure di sicurezza sono sostanzialmente un aggiornamento tecnologico di quanto già previsto nel 2000.

Le nomine degli incaricati, come sempre, sono richieste in modo rigoroso, così come sono stabiliti i tempi di conservazione

Altre disposizioni di dettaglio riguardano:

verifica preliminare del Garante per sistemi che presentano particolari rischi (per esempio, riconoscimento automatico di volti, comportamenti, ecc)

ambiti specifici di trattamento come, case di cura, discariche, autovelox, ecc.

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Il testo integrale del provvedimento è disponibile al seguente LINK

La SGST srl è a disposizione per assistere le aziende con situazioni complesse o articolate.

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI, CLICCA QUI

Articolo originale: http://berniericonsulting.com/general/videosorveglianza-provvedimento-italiano-segue-quello-europeo-730

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a) entro dodici mesi, rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno (punto 3.1);

b) entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare ai sensi dell’art. 17 del Codice (punto 3.2.1);

c) entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza (punto 3.3);

d) entro sei mesi, adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato nei punti 4.6 e 5.4, per quanto concerne i sistemi integrati di videosorveglianza;

a) entro dodici mesi, rendere l’informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno (punto 3.1);

b) entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare ai sensi dell’art. 17 del Codice (punto 3.2.1);

c) entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza (punto 3.3);

d) entro sei mesi, adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato nei punti 4.6 e 5.4, per quanto concerne i sistemi integrati di videosorveglianza;

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MUD E SISTRI - proroga, sanzioni e rinvii

Come già annunciato nelle newsletter pubblicate durante le scorse settimane, considerando l’evoluzione del quadro normativo e i più recenti sviluppi, desideriamo precisare lo stato degli adempimenti ambientali 2010.

La confusione regna sovrana, le aziende non sanno come adempiere agli obblighi in scadenza, le proroghe si susseguono frequenti quasi quanto gli annunci del ministero.

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SISTRI

Soggetti tenuti Devono iscriversi al SISTRI Le CCIAA devono consegnare i dispositivi entro Il sistema diventa operativo entro
- Produttori di rifiuti pericolosi con più di 50 dipendenti
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti con più di 50 dipendenti.
- Gestori di rifiuti (recuperatori, smaltitori, commercianti ed intermediari) e Consorzi
- Enti e imprese che gestiscono i rifiuti urbani nella Regione Campania
Entro 45 giorni dall’entrata in vigore (poi prorogato a 75 giorni) - 30 marzo 2010 150 giorni dall’entrata in vigore – 13 giugno 2010 180 giorni dall’entrata in vigore - 13 luglio 2010
- Produttori di rifiuti pericolosi fino a 50 dipendenti
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti tra 11 e 50 dipendenti.
Tra 30 e 75 giorni dall’entrata in vigore (poi prorogata di 30 giorni) dal 13 febbraio al 29 aprile 2010 180 giorni dall’entrata in vigore - 13 luglio 2010 210 giorni dall’entrata in vigore - 12 agosto
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da attività industriali, artigianali e di gestione rifiuti fino a 10 dipendenti.
- Produttori di rifiuti non pericolosi derivanti da altre attività (servizi, commercio, edilizia, sanità)
Adesione volontaria - Dal 12 agosto 2010 in poi Nessuna scadenza Nessuna scadenza

SANZIONE PREVISTA: NESSUNA (per la precisione, la sanzione è prevista ma deve essere contenuta in un apposito provvedimento di legge, non ancora pubblicato nè predisposto).

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MUD

Attualmente sussiste una oggettiva impossibilità di rispettare la scadenza del 30 aprile 2010 per la presentazione del Modello di Dichiarazione ambientale (MUD) e per la comunicazione annuale resa ai sensi dell’art. 13 co. 6° D.Lgs. 151/2005.

Occorre rammentare che il DM 185/2007 prevede una modalità telematica di invio dei dati del modello MUD 2010, così come modificato dalle disposizioni del DPCM 2 dicembre 2008.

Tale modello modificato non è però ancora stato reso disponibile, e quindi i Produttori non possono né presentare il MUD con la nuova modulistica né, di fatto, utilizzare quella vecchia che, in quanto abrogata, non ha valore legale in mancanza di un provvedimento legislativo che ne ripristini la validità.

Su questo punto il Ministero dell’Ambiente, in una nota pubblicata sul proprio sito istituzionale il 9 aprile 2010, ha comunicato che:

“Sarà presentato al Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo uno schema di decreto legge per la proroga al 30 giugno del termine di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) che era fissato per il 30 aprile. Lo ha annunciato il Ministro dell`Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Il decreto che sarà esaminato la settimana prossima dal CDM consentirà inoltre alle aziende di utilizzare un modello cartaceo di MUD, aggiornato con le indicazioni relative ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e non il MUD elettronico che era stato introdotto nel dicembre del 2008 e che sarebbe dovuto entrare in vigore con la dichiarazione di quest`anno.

In pratica, in attesa dell`entrata in funzione nei prossimi mesi del SISTRI - il nuovo sistema elettronico di tracciabilità dei rifiuti - per la dichiarazione da presentare con riferimento all`anno 2009 si procederà come in passato, con il ‘vecchio’ sistema cartaceo. Ciò per risparmiare alle imprese che stanno affrontando il complesso processo di adozione del SISTRI adempimenti e oneri che il nuovo regime SISTRI sostituirà integralmente.”

Contemporaneamente, il sito del “Registro AEE” riporta la seguente comunicazione:

“Considerato che la Comunicazione MUD AEE è parte del MUD previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 dicembre 2008, recante “Approvazione del modello unico di dichiarazione per l’anno 2008″ , non siamo in grado al momento di dare informazioni certe circa le modalità di presentazione della Comunicazione nè in relazione alle scadenze.”

Ad oggi, purtroppo, l’atteso Decreto Legge non è stato pubblicato; presumibilmente il provvedimento non vedrà la luce prima della scadenza del termine fissata - opportuno ribadirlo - per venerdì prossimo 30 Aprile 2010.

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Si invitano le aziende a contattare la SGST srl per l’attivazione dei servizi di consulenza.

CLICCA QUI PER INVIARE UNA RICHIESTA DI CONTATTO

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Per approfondimenti specifici, si può far riferimento alle scorse news:

http://berniericonsulting.com/general/mud-prorogato-al-30-giugno-2010-633

http://berniericonsulting.com/legal/salta-la-proroga-del-mud-695

Articolo originale da http://berniericonsulting.com/general/mud-e-sistri-ad-impossibilia-nemo-tenetur-721

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FAQ Ministero: celle frigorifere

Sul sito del Ministero del Lavoro, sezione dedicata alla sicurezza del lavoro, è stata pubblicata una nuova Newsltter riguardante i lavori in ambienti freddi e celle frigorifere. Il link al documento è il seguente LINK.

Eccone, per estratto, il contenuto:

In particolare, l’art. 63 del T.U., comma 1, rinvia all’allegato IV per le disposizioni di dettaglio inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo al punto 1.9.2.5., in relazione all’argomento in esame, che “quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione”.

A tal uopo è essenziale, tra l’altro, la conoscenza degli ambienti e la individuazione di ”rischi interferenziali”, che possono sussistere per il fatto che, nel medesimo contesto, si trovano ad operare addetti con mansioni diverse addetti ad attività di installazione, manutenzioni edilizie, attività di produzione, ecc. e dei rischi ambientali e intrinseci.

I lavoratori che prestano la loro attività in ambienti a basse temperature devono essere dotati, in virtù della disciplina dettata in generale dal titolo III del T.U., di dispositivi di protezione individuale idonei a garantire loro adeguata protezione contro il freddo giubbotti, guanti, tute, ecc.

Tanto premesso si segnala una norma di buona tecnica costituita dalla UNI EN ISO 15743:2008 relativa alla “Ergonomia dell’ambiente termico –Posti di lavoro al freddo- Valutazione e gestione del rischio” che riporta le prescrizioni da seguire nei luoghi di lavoro con basse temperature per la sicurezza e salute dei lavoratori.

Tale norma, applicabile sia ad ambienti interni che esterni, indica in particolare modelli e metodi per la valutazione e la corretta gestione del rischio, una checklist per l’identificazione dei problemi connessi al freddo, un modello di questionario dedicato ai professionisti della salute, linee guida per l’applicazione di regole scientifiche per la problematica del lavoro a bassa temperatura ed anche un esempio pratico.

Il documento integrale è accessibile tramite il sito di origine: www.safetybydesign.it

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Una sentenza chiarisce il valore dei verbali di ispezione

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8335 del 8 aprile 2010, richiamando le prassi in materia, in conformità alle norme procedurali ed amministrative e consolidando ulteriormente la giurisprudenza sull’argomento, ha affermato che il verbale redatto dall’ispettore del lavoro o dal funzionario dell’Istituto Previdenziale, e contenente i fatti che sono avvenuti in sua presenza, fanno prova fino a querela di falso.

Invece per le circostanze che l`ispettore dichiari di aver appreso de relato o in conseguenza di acquisizione di documenti il relativo materiale è liberamente valutato dal giudice che può considerarlo prova sufficiente dei fatti riportati nel verbale ove in esito all’esame dei riscontri probatori emersi nell’istruttoria pervenga al convincimento dell’effettiva sussistenza degli addebiti mossi dall’istituto previdenziale.

Le considerazioni espresse con questa sentenza possono essere trasposte integralmente ai verbali emessi dagli UPG delle ASL, nell’ambito di ispezioni in materia di sicurezza del lavoro.

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Imminenti modifiche alla disciplina del telemarketing

All’interno del Consiglio dei ministri del 16/04/2010 è stato approvato un Dpr con alcune modifiche alla tanto discussa disciplina del telemarketing.

Le recenti polemiche sono sorte in merito all’istituzione di un registro basato su modalità opt-out, con necessità di rinnovo periodico dell’opt-out.

In mancanza, tutte le utenze telefoniche sarebbero state considerate “consenzienti” a ricevere telefonate con fini di marketing.

La modifica, sollecitata a gran voce da più parti, ha mitigato il testo di legge, lasciando inalterato il meccanismo del registro delle opposizioni con necessità di richiesta espressa, da parte degli utenti, con richiesta di NON ricevere le telefonate di Marketing (opt-out), tuttavia è stato introdotta una validità temporale illimitata per tale scelta. Quindi, non più una scelta da rinnovare periodicamente, ma una scelta che varrà sempre, fino a revoca da parte dell’utente stesso.

In pratica, il provvedimento prevede il silenzio-assenso per quanti vogliono continuare a ricevere chiamate telefoniche contenenti messaggi promozionali, commerciali o informazioni per sondaggi e altre iniziative di tele-marketing. Chi non desidera ricevere questo tipo di chiamate, avrà a disposizione un apposito “Registro delle opposizioni” al quale gli abbonati telefonici potranno iscriversi in modo facile, anche per via telematica, a tempo indeterminato ma con la possibilità di modificare la propria posizione in qualsiasi momento. Gli operatori telemarketing potranno chiamare solo gli abbonati consenzienti, non iscritti al “Registro delle opposizioni”.

Il provvedimento passa all’esame del Consiglio di Stato, delle competenti Commissioni parlamentari, nonché dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali. L’iter dovrà necessariamente concludersi entro il 25 maggio.

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L’articolo continua sul sito della fonte: Bernieri Consulting

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Garante Privacy: provvedimenti sulle spese per accesso ai dati

Il Garante per la protezione dei dati personali Garante Privacy ha emesso due provvedimenti, di egual contenuto, che fanno il punto su una annosa questione: le spese per l’accesso ai dati.

Ai sensi Del D.lgs 196/03, art. 7 e seguenti, chiunque può richiedere a chi tratta dati, di conoscere:

a dell’origine dei dati personali;

b delle finalità e modalità del trattamento;

c della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici;

d degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato;

e dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

Garantire l’accesso ai dati ha ovviamente un costo che, tuttavia, non può diventare un ostacolo all’esercizio di un legittimo diritto da parte degli interessati.

La normativa, in materia prevede quanto segue:

Art. 10 comma 7. Quando, a seguito della richiesta di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, lettere a, b e c non risulta confermata l’esistenza di dati che riguardano l’interessato, può essere chiesto un contributo spese non eccedente i costi effettivamente sopportati per la ricerca effettuata nel caso specifico.

8. Il contributo di cui al comma 7 non può comunque superare l’importo determinato dal Garante con provvedimento di carattere generale, che può individuarlo forfettariamente in relazione al caso in cui i dati sono trattati con strumenti elettronici e la risposta è fornita oralmente. Con il medesimo provvedimento il Garante può prevedere che il contributo possa essere chiesto quando i dati personali figurano su uno speciale supporto del quale è richiesta specificamente la riproduzione, oppure quando, presso uno o più titolari, si determina un notevole impiego di mezzi in relazione alla complessità o all’entità delle richieste ed è confermata l’esistenza di dati che riguardano l’interessato.

9. Il contributo di cui ai commi 7 e 8 è corrisposto anche mediante versamento postale o bancario, ovvero mediante carta di pagamento o di credito, ove possibile all’atto della ricezione del riscontro e comunque non oltre quindici giorni da tale riscontro.

Nei nuovi provvedimenti, emessi a carico di enti operanti nella tutela del credito e delle centrali rischi, si legge quanto segue:

a tutte le volte in cui l’interessato richieda espressamente il riscontro attraverso l’invio a mezzo di posta elettronica, lo stesso dovrà essere reso a titolo gratuito;

b una sola volta nell’arco di ciascun anno solare, l’interessato, a prescindere dalla modalità prescelta per ottenere il riscontro richiesto, avrà il diritto di esercitare a titolo gratuito le facoltà previste dall’art. 7, commi 1 e 2 lett. a, b, c;

c per le richieste successive alla prima nell’arco di ciascun anno solare, formulate ai sensi dell’ art. 7, commi 1 e 2 lett. a, b, c, i titolari potranno richiedere un contributo spese commisurato ai costi effettivamente sostenuti e, comunque, fino ad un massimo di euro sette comprensivo di spese postali;

d qualora sia presentata una richiesta incompleta da parte di un soggetto che, comunque, risulti individuato e legittimato, e si renda indispensabile instaurare un contatto con il medesimo per acquisire le informazioni necessarie per fornire un idoneo riscontro, il contributo spese non dovrà eccedere i costi effettivamente sostenuti e, in ogni caso, non dovrà superare l’importo di euro tre.

Il Garante, fondamentalmente, richiama e rinnova il contenuto della deliberazione dalla deliberazione n. 14/2004, tuttora vigenteLINK.

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Appalti, duvri e opere intellettuali

duvriDopo l’entrata in vigore del D.Lgs 81/08, in particolare dopo le modifiche introdotte dal D.Lgs 106/09, ogni impresa si confronta quotidianamente con gli adempimenti necessari per regolarizzare la sicurezza degli appalti. Le aziende non correttamente assistite, hanno la tendenza, nel dubbio, ad esigere il DUVRI Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali ad ogni attività effettuata in appalto da soggetti terzi. La materia è correntemente regolata dall’articolo 26 del D.Lgs 81/08.

La normativa è molto più precisa e fa delle importanti distinzioni che meritano di essere salvaguardate.

Innanzitutto, si esclude dall’obbligo di predisposizione del DUVRI, qualsiasi appalto i cui lavori o servizi abbiamo una durata non superiore a due giorni, intesi come lavoro complessivo pari a non più di 16 ore purchè non comportante una serie di rischi particolari e analiticamente indicati.

Sono escluse, a prescindere dalla durata, anche tutti i servizi di natura intellettuale e le mere forniture di materiali o attrezzature.

Applicare correttamente quanto sopra non è affatto semplice, anche perchè il testo di legge può essere interpretato con svariati criteri, più o meno restrittivi e, sovente, non universalmente condivisi.

Per orientarsi, occorre prendere in considerazione altre fonti oltre al mero testo di legge. Fortunatamente, in questo caso, possiamo far ricorso ai provvedimenti emanati dagli enti preposti ai controlli sull’applicazione del citato decreto.

In un recente documento avente valore di circolare, valido e vincolante per tutte le regioni e, pertanto, per tutte le ASL Si veda un nostro recente articolo pubblicato QUI, si legge un passaggio, francamente non molto condivisibile a parere dello scrivente, ma che legittima e apre la strada ad interpretazioni “di favore” del dato normativo.

Ecco il testo in questione: “…, le attività di verifica di macchine e impianti e, più in generale, le attività di controllo e vigilanza devono intendersi come “servizi di natura intellettuale” e pertanto non soggette alle disposizioni di cui al comma 3 dell’art. 26 D.Lgs. 81/2008, per effetto delle disposizioni di cui al comma 3 bis dello stesso articolo 26. Resta inteso che l’accesso degli operatori deve comunque essere garantita alle condizioni di sicurezza di cui al comma 1 e 2. Per quanto concerne i requisiti tecnico professionali di cui all’art. 26 comma 1 D.Lgs. 81/2008 e succ. mod., si presume che gli enti individuati dalla legislazione vigente per l’effettuazione delle verifiche periodiche ne siano in possesso per riconoscimento ex–lege.”

Qualificare l’attività ispettiva come meramente intellettuale è sicuramente corretto, tuttavia, le attività di verifica di macchine, che comporta necessariamente l’utilizzo di tester, l’azionamento di macchine, impianti e apparati, nonché l’accesso ad aree tecniche cavedi, locali macchine, locali tecnici e la verifica di parti interne, certamente implica qualcosa di più di una mera attività intellettuale.

In ogni caso, se un ente tanto autorevole come il “coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e Province Autonome, gruppo di lavoro interregionale Macchine e impianti“ ha definito tali attività come intellettuali, certamente con cognizione di causa, allora, ogni azienda e consulente deve prenderne atto e, dovendo valutare la natura delle prestazioni erogate, potrà, anzi, dovrà, attuale il medesimo criterio.

Infine, per inciso, definire l’attività di un ente come qualificata con riferimenti alle caratteristiche tecnico professionali, solo perchè la legge affida a quell’ente un determinato servizio, è un affermazione errata ed illogica. E’ necessario effettuare un corretto coordinamento e attuare tutti gli obblighi di legge, anche nel caso in cui si chiami, per esempio, la ASL o l’ISPES ad eseguire un attività di verifica o certificazione su impianti o macchine che, ovviamente, costituisce un appalto.

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Proroga di 2 mesi e vecchi modelli per il MUD 2010

MUD: prorogato al 30 giugno 2010

E’ stato ufficialmente anticipato dal ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo che, al consiglio dei ministri di Venerdì 16/04, verrà presentato e approvato un decreto di proroga per la presentazione del MUD 2010 (Rifiuti 2009).

La data limite entro la quale presentare il MUD si sposta pertanto dal 30/04/2010 al 30/06/2010, due mesi in più per:

* evitare la sovrapposizione con la scadenza dell’iscrizione al SISTRI (II gruppo)

* attendere le istruzioni e le indicazioni necessarie per l’utilizzo dei nuovi formulari

Infatti il decreto consentirà alle aziende di utilizzare un modello cartaceo di Mud, aggiornato con le indicazioni relative ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e non il Mud elettronico che era stato introdotto nel dicembre del 2008 e che sarebbe dovuto entrare in vigore con la dichiarazione di quest’anno.

Il decreto riporterà quindi l’adempimento ad uno stato non diverso rispetto al passato: in attesa dell’entrata in funzione nei prossimi mesi del Sistri, si procederà con il consueto sistema cartaceo.

La SGST srl è a disposizione per approfondire le tematiche ambientali per le aziende interessate

viaProroga di 2 mesi e vecchi modelli per il MUD 2010 | Bernieri Consulting.

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Radiazioni ottiche artificiali 26/04/2010

Il 26 Aprile 2010 entrerà pienamente in vigore il Capo V del Titolo VIII del DLgs. 81/2008 sulla prevenzione del “Rischio da esposizione alle radiazioni ottiche artificiali”.

I nuovi obblighi si fondano sulla valutazione dei rischi che il datore di lavoro deve compiere: è pertanto necessario operare secondo questo schema:

* valuta se sussiste la presenza di radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori

* se tale possibilità esiste, occorre quantificare tale esposizione, calcolando o misurando i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.

Lo schema logico sopra riportato, espressamente previsto dalla normativa, di fatto, rende l’adempimento una mera formalità per la maggior parte delle aziende.

Ove non vi siano sorgenti di radiazioni ottiche (o ve ne siano ma di potenza trascurabile), il datore di lavoro non ha altri obblighi se non quello di constatare l’assenza di rischio.

Questo approccio permette di escludere onerosi adempimenti per

* tutte le apparecchiature classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009

* le lampade e i sistemi di lampade classificate nel gruppo “Esente” dalla norma CEI EN 62471:2009

* radiazioni laser classificate nelle classi 1 e 2

* illuminazione standard per uso civile, i monitor dei computer, i display, le fotocopiatrici, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa e ogni altra sorgente analoga

Al contrario, in presenza di radiazioni significative, è necessario procedere ad una valutazione quantitativa più dettagliata.

Bernieri Consulting è a disposizione per attuare gli obblighi relativi alle radiazioni ottiche. Per info, clicchi qui

viaNewsletter | Bernieri Consulting.

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Obblighi senza scadenza ma già in vigore: formazione di Dirigenti e Preposti

ClassroomIl testo unico sulla sicurezza del lavoro (D.lgs 81/08) prevede molti obblighi con una precisa scadenza. In questi casi, non vi sono dubbi e le aziende sono sicuramente in grado di monitorare l’adempimento.

Tuttavia, sono presenti numerosi NUOVI obblighi, non previsti dal D.lgs 626/94, o previsti in modo differente, e, in molti casi, non è evidenziata alcuna scadenza.

In realtà, la scadenza ha coinciso con il momento di entrata in vigore del D.Lgs 81/08 stesso, senza proroghe o altro artificio specifico.

E’ il caso della formazione per i dirigenti e per i preposti.

Questa formazione è obbligatoria e l’obbligo è già in vigore:

Articolo 37, comma 7 D.Lgs 81/08

7. I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un’adeguata e specifica formazione e un
aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della
formazione di cui al presente comma comprendono:
a)  principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
b)  definizione e individuazione dei fattori di rischio;
c)  valutazione dei rischi;
d)  individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

La mancata formazione è sanzionata con l’ arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro (il meccanismo dell’oblazione può estinguere il reato, applicando la sanzione amministrativa pari a 1.300 Euro)

La SGST srl desidera ricordare a tutte le aziende questo importante adempimento e, a tal fine, organizza dei corsi periodici di formazione per dirigenti e preposti. il prossimo è previsto per il 22/04/2010. Maggiori dettagli sono disponibili a questo link.

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