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DUVRI e lavori di breve durata, chiarimenti ministeriali

duvriIl Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato una circolare volta a chiarire ulteriormente il significato e la postata delle modifiche introdotte all’articolo 26 del D.lgs 81/08, determinate dal D.lgs 106/09.

Nella circolare, si focalizza in particolare il significato di LAVORI DI BREVE DURATA, sotto i due giorni, definendoli come quei lavori che, per la loro esecuzione, si possono svolgere nell’argo di due giorni, anche se spalmati nell’ambito di più interventi, purchè rientranti in un periodo di tempo ragionevole. Il Ministero ipotizza che tale periodo di riferimento possa coincidere con l’anno o la durata del contratto.

Ecco il testo integrale della circolare:   …

l’ARTICOLO CONTINUA SUL SITO DELLA FONTE

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Modifiche al TU D.Lgs 81/08: ordigni bellici

ordignoE’ in discussione in questi giorni una proposta di legge che modificherà il testo del D.Lgs 81/08 in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici.

I numerosi ritrovamenti di ordigni bellici inesplosi, negli ultimi anni, durante le attività di scavo connesse con la realizzazione di opere pubbliche (circa 10.000 solo sulle tratte riguardanti l’alta velocità ferroviaria), hanno confermato che l’attività di bonifica è indispensabile per garantire i lavoratori dei cantieri temporanei e mobili dal rischio di esplosione derivante dall’attivazione accidentale di residuati bellici.
Le mansioni che maggiormente comportano tale rischio sono quelle dei lavoratori addetti alle attività di scavo sia manuale che meccanico, comprese le trivellazioni finalizzate alle prospezioni archeologiche e ai rilievi ambientali.

La normativa vigente non contempla specificamente una valutazione di rischio nelle aree oggetto di attività di scavo.

La regolamentazione di questa attività deve necessariamente definire i requisiti per abilitare le imprese a operare relativamente agli interventi di bonifica da ordigni bellici, per quanto riguarda le capacità tecnico-economiche, la disponibilità di idonee attrezzature e il personale in possesso dei brevetti rilasciati dal Ministero della difesa.
Per tali ragioni sarà introdotta una modifica agli articoli 28, 91, 100 e 104, nonché agli allegati XI e XV del D.lgs 81/08, in particolare al fine di prevenire i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da attività di scavo.

I nuovi articoli non riguardano solo gli artificieri e gli operatori professionali ma qualsiasi addetto di impresa edile che, a qualunque titolo, possa essere esposto al rischio di ritrovamento di ordigno inesploso.

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TESTO ATTUALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE:…

LA NEWSLETTER INTEGRALE E’ DISPONIBILE ALL’INDIRIZZO DELLA FONTE AL SEGUENTE LINK

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Ascensori: annullato DM 23/07/09

Sicurezza ascensori: annullato dal tar il DM 23/07/09

Il Tar (Tribunale Amministrativo regionale) del Lazio, con sentenza n. 5413 del 1 aprile 2010, ha annullato il d.m. 23 luglio 2009 n. 108 relativo alla sicurezza degli ascensori.

Ai sensi del decreto, or annullato, i proprietari di ascensori installati prima del 30 giugno 1999 avrebbero dovuto adeguarsi alle norme tecniche UNI – EN 81/80. I dettagli sul decreto sono stati pubblicati in una nostra precedente Newsletter al seguente link: DM 23/07/09 Ora, tali obblighi, non sono più in vigore.

via TAR: annullato DM 23/07/09 su sicurezza ascensori | Bernieri Consulting.

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TAR: in gara possono essere richiesti adempimenti maggiori di quelli previsti nel D.lgs 81/08

legalUna sentenza del TAR di Milano, n. 285/2010 depositata l’8 febbraio 2010, stabilisce che nell’ambito di una gara di appalto, il committente (stazione appaltante) possa richiedere requisiti più rigorosi rispetto agli obblighi di legge previsti dal D.Lgs 81/08 in relazione alla sicurezza del lavoro.

L’unico limite viene individuato nel fatto che le ulteriori richieste non comportino una discriminazione a danno dei partecipanti o risultino abnormi rispetto alle principali norme di settore. L’orientamento è motivato dal fatto che le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro possono ripercuotersi in modo negativo, non solo sugli interessati, ma anche sulla Stazione Appaltante.

Nella sentenza si evidenzia che:

  • L’appalto ricade nell’ambito di applicazione del Titolo IV del D.Lgs 81/08 (edilizia) e, pertanto, vengono richiesti i requisiti di qualificazione previsti dall’allegato XVII del medesimo decreto. tale allegato prevede di comunicare il nominativo dell’RLS e l’elenco dei lavoratori impiegati con relativa idoneità sanitaria.
  • Una delle ditte partecipanti alla gara ha prodotto un verbale di assemblea dei lavoratori all’interno della quale, tuttavia, i lavoratori hanno deciso di non eleggere il proprio RLS.
  • L’azienda viene esclusa per mancanza della nomina di un RSL.
  • Una seconda azienda (in ATI con la prima) viene esclusa poichè non ha fornito le idoneità sanitarie dei lavoratori ma una dichiarazione con la quale dimostra che le visite mediche del medico competente sono pianificate nel mese successivo.
  • Anche tale azienda è stata esclusa per mancanza dell’idoneità alla mansione dei lavoratori. Non è stato applicata la regolarizzazione ex art. 46 D.Lgs. n. 163/06in luogo dell’esclusione poichè la ditta partecipante non ha integrato, successivamente, con i giudizi di idoneità e non ha mostrato giudizi di idoneità di periodi pregressi.

La sentenza è rafforzata da  Consiglio Stato, sez. V, 19 novembre 2009, n. 7247

Il testo della sentenza è scaricabile da questo link: CLICCA QUI

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Cantieri: in Lombardia la notifica preliminare si invia solo on-line dal 01/01/2010

casqueLa Regione Lombardia e la Direzione Regionale del Lavoro per la Lombardia hanno disposto che la trasmissione della notifica preliminare inizio lavori in cantiere e dei suoi aggiornamenti avvenga tramite sistema informatizzato.
L’inserimento della notifica preliminare online garantisce la trasmissione all’ASL e alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) competente e permette la stampa dell’atto utile per l’affissione presso il cantiere.

L’utilizzo della modalità di invio informatizzata è raccomandato a partire dal mese di ottobre 2009 e diverrà obbligatorio a partire dal 1 gennaio 2010.

Cos’è la notifica preliminare inizio lavori in cantiere?

Prima dell’inizio dei lavori in cantiere, il committente o il responsabile dei lavori devono trasmettere la notifica preliminare, sia all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) che alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) territorialmente competenti, nonché gli eventuali aggiornamenti, a norma dell’art. 99 comma 1 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” e successive modifiche.

L’obbligo sussiste nei seguenti casi:
- nei cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici;
- nei cantieri che ricadono nella fattispecie sopra descritta, in un momento successivo all’inizio dei lavori;
- nei cantieri in cui opera una sola impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno.

Link al decreto della Regione Lombardia che istituisce l’obbligo di invio telematico: CLICCA QUI

Attenzione, per inviare la notifica è necessario prima registrarsi. Tutti i soggetti interessati devono espletare per tempo le necessarie formalità. L’applicazione web per l’invio della notifica preliminare è accessibile al seguente link: http://www.previmpresa.servizirl.it/cantieri/

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Circolare n30 su articolo 90 comma 11 del D.Lgs 81/08

casqueCircolare n. 30 del 29 ottobre 2009
Decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche e integrazioni - Precisazioni
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La Direzione generale per l’attività ispettiva e la Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro, hanno pubblicato  la Circolare n. 30 del 29 ottobre 2009 concernente l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 90, comma 11, decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche e integrazioni.

Si precisa che la modifica legislativa va intesa in modo tale da accorpare le due figure del coordinatore in fase di esecuzione (CFE) e del coordinatore in fase di progettazione (CFP).

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Il testo della circolare è scaricabile QUI: 20091029_circ_30

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L’INAIL ALLARGA L’OBBLIGO ASSICURATIVO DEGLI ARTIGIANI

torreibmL’Inail, con la nota n.9045 del 7 ottobre 2009, ha introdotto importanti novità in materia di obbligo assicurativo per gli artigiani, considerate anche le notevoli percentuali di evasione contributiva nei confronti dell’Istituto da parte degli imprenditori artigiani stessi.

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Ambito della tutela

L’Inail, in linea con la giurisprudenza, ribadisce che l’eventuale infortunio occorso durante l’attività imprenditoriale non è indennizzabile: è pertanto escluso dalla tutela l’evento che avvenga durante lo svolgimento di pratiche amministrative, pur se riguardanti l’attività aziendale, nonché quello che avvenga durante attività di acquisizione di clientela o stipula dei contratti.

Non sono indennizzabili altresì gli eventi occorsi all’artigiano che opera in modo non professionale: si pensi al soggetto che ripara la propria abitazione.

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Artigiano di fatto

L’Istituto ribadisce che ha obbligo Inail anche il soggetto che, pur non iscritto all’Albo delle Imprese Artigiane, svolge attività di tipo artigianale, in via non occasionale.

È pertanto soggetto a tutela assicurativa, ad esempio, il soggetto che svolge lavoro dipendente e ha una seconda attività in proprio di carattere artigianale, oppure il titolare di azienda edile inquadrata al settore Industria che partecipa personalmente all’attività lavorativa.

L’artigiano di fatto è tenuto anche ad assicurare l’associato in partecipazione.

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Obbligo di tutela ed elemento oggettivo

I requisiti per la tutela di carattere oggettivo sono elencati all’art.1 del T.U. n.1124/65.

“È obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro delle persone le quali, nelle condizioni previste dal presente titolo, siano addette a macchine mosse non direttamente dalla persona che ne usa, ad apparecchi a pressione, ad apparecchi e impianti elettrici o termici, nonché delle persone comunque occupate in opifici, laboratori o in ambienti organizzati per lavori, opere o servizi, i quali comportino l’impiego di tali macchine, apparecchi o impianti.

L’obbligo dell’assicurazione ricorre altresì quando le macchine, gli apparecchi o gli impianti di cui al precedente comma siano adoperati anche in via transitoria o non servano direttamente ad operazioni attinenti all’esercizio dell’industria che forma oggetto di detti opifici o ambienti, ovvero siano adoperati dal personale comunque addetto alla vendita, per prova, presentazione pratica o esperimento“.

L’articolo 1 del Testo Unico riporta altresì un elenco di 28 attività che sono comunque assicurabili (ad esempio i lavori edili) al di là dei requisiti di cui all’art.1.

L’Istituto ricorda che:

  • anche se non vi siano macchine, è sufficiente perché insorga l’obbligo che la sede dell’impresa funga anche da deposito di merci o materiali, pur se non vi sia alcuna attrezzatura: ciò perché l’art.1, co.3, n.8 T.U. cita appunto, tra le 28 attività comunque assicurabili, “l’esercizio di magazzini di deposito di merci o materiali”;
  • se l’artigiano non ha alcuna attrezzatura, né svolge attività comprese tra le 28 comunque assicurabili, è comunque obbligato a corrispondere il premio se svolge il trasporto dei prodotti aziendali con furgone;
  • non ricorre, viceversa, obbligo assicurativo nel caso in cui l’unica attrezzatura sia un’autovettura utilizzata per attività esclusivamente imprenditoriali, come sopra delineate.

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Artigiano con doppia tutela

Se un artigiano opera come titolare di ditta individuale iscritta all’Albo delle Imprese Artigiane e presta attività (non prevalente, ma non occasionale) come socio di un’altra società, artigiana o no, è tenuto a versare due premi.

Casi particolari

Sono assicurabili:

- i fotografi, sia nel caso in cui siano addetti a laboratori con uso di pellicole (sostanze infiammabili ex art.1, co.3, n.13 T.U), sia nel caso in cui adoperino personal computer e apparecchiature per la stampa digitale;

- i motoaratori conto terzi. Per gli stessi, il premio non è fisso ma rapportato alle giornate di lavoro. Tuttavia, se gli stessi svolgono anche un’altra attività (ad esempio movimento terra per edilizia), sono tenuti anch’essi ad un doppio premio.

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Ricorsi

Fino al 31/12/2009 l’Inail può operare direttamente l’assicurazione dei soggetti che ritiene in obbligo assicurativo; in genere la verifica è compiuta dal Servizio Ispettivo e al verbale segue un provvedimento dell’Istituto con la richiesta di premio.

Contro tale provvedimento (e non contro il verbale) è possibile inoltrare ricorso alla Direzione Provinciale del Lavoro entro dieci giorni.

Dal 1° gennaio 2010, l’Istituto dovrà obbligatoriamente inviare una diffida ad assicurarsi e, nel caso venga inoltrato ricorso alla DPL entro 10 giorni, dovrà astenersi dal procedere alle richieste di premio fino alla decisione sul ricorso.

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Sanzioni

Nel caso di mancata iscrizione di un soggetto artigiano (anche di fatto) all’Inail, l’Istituto provvede alla richiesta dei premi dovuti maggiorati dalle sanzioni civili di legge. Esse sono pari al 30 per cento in ragione d’anno, con un massimo del 60 per cento, oltre agli interessi di mora (art.116, co.8 e 9, L. n.388/00).

È opportuno ricordare che, qualora la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi e semprechè il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro trenta giorni dalla denuncia stessa, i soggetti sono tenuti al pagamento di una sanzione civile nettamente più bassa e pari, in ragione d’anno, al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (art.116, co.8, L. n.388/00).

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La SGST rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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Ascensori: adeguamenti normativi obbligatori

glassliftIl primo settembre 2009 è entrato in vigore il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 108/09 del 23/07/2009 per la modernizzazione e l’adeguamento agli standard di sicurezza anche per gli ascensori entrati in funzione prima del 1999.

Lo scopo del decreto è quello di adeguare allo stesso livello di sicurezza tutti gli ascensori in esercizio sul territorio Italiano data l’effettiva vetustà di una parte rilevante degli stessi.

Vi era infatti un regime di  differente normativa cui erano sottoposti (prima dell’entrata in vigore del d.m.) gli ascensori entrati in funzione dopo il 30 giugno 1999 e quelli già in esercizio.

Per i primi si applicava (e continua ad applicarsi) il d.p.r. 162/99, di recepimento della c.d. direttiva (europea) sugli ascensori, che prevede una serie di standard di sicurezza che gli impianti, entrati in funzione dopo il 30 giugno 1999, devono possedere.

Per quelli più vecchi, invece, valeva la normativa fino ad allora vigente.

Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale si vuole uniformare gli standard di sicurezza con l’adeguamento degli impianti alle norme di buona tecnica rappresentate dalle norme UNI e UNI EN vigenti ad oggi (es. UNI EN 81:80)

Dal primo settembre e per i prossimi 15 anni tutto il parco ascensori presente sul territorio italiano dovrà essere conforme ai dettami di sicurezza prescritti dall’analisi dei rischi effettuata in base alle prescrizioni contenute nel d.m. e nei suoi allegati.

E’ previsto un graduale e progressivo schema di attuazione delle delle verifiche e dell’effettuazione degli interventi d’adeguamento in base alla vetustà dell’impianto.

I primi ad essere adeguati sono gli  impianti entrati in funzione nel 1964. Gli ultimi da sottoporre a modifica sono i più recenti, installati prima del 24 giugno 1999. Il tutto entro il termine, variabile a seconda della vetustà dell’impianto, che va da 2 a 5 anni.

Ecco uno schema di sintesi:

- entro due anni per l’impianti di ascensore installati prima del 15 novembre 1964 ;
- entro tre anni per l’impianti di ascensore installati prima del 24 ottobre 1979;
- entro quattro anni per l’impianti di ascensore installati prima del 9 aprile 1991;
- entro cinque anni per l’impianti di ascensore installati prima del 24 giugno 1999.

All’analisi seguirà la compilazione di una tabella di interventi da realizzare sullo specifico impianto, al fine di renderlo “più moderno” e di rispettare le normative vigenti. Tali interventi sull’impianto saranno suddivisi in base a delle tabelle di priorità, stabilite dalla norma, in diversi anni. I tempi per l’esecuzione dei lavori indicati dagli Organismi Notificati sono relativi ai rischi riscontrati, ALTO 5 anni, MEDIO 10 anni, BASSO solo in occasione di interventi di modernizzazione successivi.

Ente responsabile delle verifiche sarà, alternativamente, la ASL, gli organismi notificati, l’ispettorato del lavoro e l’ARPA, laddove la normativa regionale gli deleghi tale competenza.

Successivamente al controllo ed alle eventuali prescrizioni che dovessero conseguirne, il proprietario dell’impianto o il suo legale rappresentante (l’amministratore nel caso di condominio) dovrà adeguare l’ascensore in un termine variabile a seconda delle modifiche da apportare.
Il mancato adeguamento comporta la sospensione dell’esercizio dell’impianto.

Tutte le responsabilità ed i costi scaturenti dal decreto sono posti a carico del proprietario o del suo legale rappresentante.

Testo del decreto e allegati dm 108-09 ascensori

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Sicurezza del lavoro in Cina

RE090820XV  CHINA

Edilizia in Ccina

Ecco alcune immagini tratte da www.cinaoggi.it.

Sono scatti itineranti, acquisiti in vari contesti, in diversi momenti e luoghi differenti della Cina di oggi.

La sicurezza del lavoro appare drammaticamente dimenticata come se fosse l’ultimo dei pensieri. Lasciamo spazio alle considerazione personali. Sottolineiamo solo un aspetto:

  • l’applicazione di rigorose norme ed elevati standard di sicurezza comporta alti costi, riduce la velocità di produzione e penalizza sotto il profilo della competitività,
  • la mancata applicazione di norme e i bassi standard di sicurezza snelliscono il lavoro, aumentano la produzione ma hanno un immane costo, interamente pagato con la salute e la vita delle persone!

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Tratto da QUESTO SITO Foto di Davide Iob, Matteo Damiani CinaOggi / CC BY-NC-ND 2.5

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Modificato il D.Lgs 81/08 - Titolo IV

palazzo chigi governoSulla Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2009, n. 161 - Supplemento Ordinario n.110, è stata pubblicata la Legge 7 luglio 2009, n. 88 recante Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008.

L’art. 90, comma 11 del Testo Unico Sicurezza Lavoro viene sostituito con il seguente:

La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori“.

Ricordiamo che il comma 3 dell’art. 90 prevede che nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.

Inoltre, all’articolo 91, comma 1, dopo la lettera b) è aggiunta la lettera b-bis che prevede che durante la progettazione dell’opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione tra le altre cose deve coordinare l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 1. Ricordiamo che l’art. 90 (Obblighi del committente o del responsabile dei lavori nei cantieri temporanei e mobili) al comma 1 recita:
“Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase di progettazione dell’opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell’esecuzione del progetto e nell’organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’articolo 15. Al fine di permettere la pianificazione dell’esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.


       -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  90,  comma 11, del
          decreto  legislativo 9 aprile 2008, n. 81, pubblicato nella
          Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2008, n. 101, S.O., cosi' come
          modificato:
             «11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai
          lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base
          alla  normativa  vigente e comunque di importo inferiore ad
          euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per
          la  progettazione  sono  svolte  dal  coordinatore  per  la
          esecuzione  dei  lavori»;  b) all'art. 91, comma 1, dopo la
          lettera  b)  e'  aggiunta  la  seguente:  «b-bis)  coordina
          l'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 90, comma
          1».

             - Si riporta il testo dell'art. 91, comma 1, del decreto
          legislativo  9 aprile 008, n. 81, pubblicato nella Gazzetta
          Ufficiale   30  aprile  2008,  n.  101,  S.O.,  cosi'  come
          modificato:
             «Art.    91    (Obblighi   del   coordinatore   per   la
          progettazione).  - 1. Durante la progettazione dell'opera e
          comunque  prima  della  richiesta  di  presentazione  delle
          offerte, il coordinatore per la progettazione:
              a)  redige  il piano di sicurezza e di coordinamento di
          cui   all'art.   100,   comma   1,  i  cui  contenuti  sono
          dettagliatamente specificati nell'allegato XV;
              b)  predispone  un  fascicolo,  i  cui  contenuti  sono
          definiti all'allegato XVI, contenente le informazioni utili
          ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui
          sono  esposti  i lavoratori, tenendo conto delle specifiche
          norme  di  buona tecnica e dell'allegato II al documento UE
          26 maggio 1993. Il fascicolo non e' predisposto nel caso di
          lavori  di  manutenzione ordinaria di cui all'art. 3, comma
          1,   lettera   a)   del   testo  unico  delle  disposizioni
          legislative  e regolamentari in materia di edilizia, di cui
          al  decreto  del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,
          n. 380.
              “b-bis)     coordina     l'applicazione     delle
          disposizioni di cui all'art. 90, comma 1”.
             2.  Il fascicolo di cui al comma 1, lettera b), e' preso
          in  considerazione  all'atto di eventuali lavori successivi
          sull'opera».

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La sicurezza non è uguale per tutti

red ball in white onesPiccolo commento su differenze e sperequazioni normative nella sicurezza del lavoro.
Non è molto noto, ma la sicurezza del lavoro viene accantonata e dimenticata dalle istituzioni quando pare essere di ostacolo all’espletamento delle attività istituzionali. Purtroppo le aziende non hanno questa possibilità ma, in molti casi, vivono situazioni analoghe se non peggiori di difficoltà e assurdità nell’applicare norme che, in determinati contesti, sembrano fuori luogo.

In particolare: esiste un decreto che prevede, di fatto la non applicazione dell anormativa vigente per quelle realtà afferenti ai rifiuti in campania: “DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 gennaio 2009  Applicazione del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, di attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro relativamente alla complessiva azione di gestione dell’emergenza rifiuti nella regione Campania. (09A05129) (GU n. 104 del 7-5-2009) “

Sorgono spontanee alcune domande:

Perchè non esiste un analogo decreto per tutte le altre situazioni di “crisi” come terremoti, esondazioni, eventi calamitosi in generale?

E ancora… perchè se la normativa sulla sicurezza è fondamentale e imprescindibile, in certi casi, può essere derogata? Che senso ha fare distinzioni tra una circostanza e l’altra?

E’ lecito, per rimediare ad una situazione di emergenza, scardinare quei paletti che, con tanta rigidità, vengono fatti rigorosamente rispettare alle aziende sempre e comunque?

Se la normativa in materia di sicurezza serve per PROTEGGERE le persone che operano ove vi sono rischi significativi, perché viene meno in quei luoghi ove i rischi sono esorbitanti e ulteriormente accresciuti da circostanza particolarmente sfavorevoli?

Il testo del decreto è scaricabile dalla sezione a pagamento (2 euro), per info e per accedere ai materiali clicca qui.

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Quando la violazione della privacy e la violazione della sicurezza del lavoro si incontrano…

Una piccola nota di colore che permette di unire il mondo della “Sicurezza del lavoro violata” e il mondo della “Privacy violata”.

Le pagine scritte sull’argomento Sicurezza del lavoro sono migliaia, altrettante sono le pagine riguardanti le violazioni della privacy connesse alle nuove tecnologie. Qui, in modo scherzoso ma non troppo, segnaliamo un momento di incontro, una singolarità, che permette di scrivere una pagina che tocchi, a buon diritto, entrambi i temi.

La singolarità è presente in una delle migliaia di fotografie e riprese presenti in Google Street View (Clicca qui per maggiori dettagli).

L’immagine in questione, contrariamente a quanto dovrebbe accadere, non è stata offuscata automaticamente e il soggetto ritratto è chiaramente visibile ed identificabile.

Cosa sta facendo il soggetto ritratto? Probabilmente, sta montando l’unità esterna di un condizionatore su un trabattello, in violazione di numerose norme del D.Lgs 81/08, in particolare riguardanti l’uso dei ponteggi mobili (requisiti minimi di sicurezza) e i lavori in quota.

Ecco il link alla pagina di Google Street View sopra citata (CLICCA QUI)

Ed ecco un anteprima di Google Street View  nel box sottostante.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Ecco un ingrandimento delle immagini presenti in Google Street View:

Ecco il nostro eroe

Ecco il nostro eroe

Tutto preso nel suo lavoro

Tutto preso nel suo lavoro

Concentrato... ma non sulla propria sicurezza

Concentrato... ma non sulla propria sicurezza

Una bella panoramica

Una bella panoramica

Si è accorto che qualcuno lo fotografa (Google)... attento che cadi...

Si è accorto che qualcuno lo fotografa (Google)... attento che cadi...

C'è pure uno spettatore in prima fila!

C'è pure uno spettatore in prima fila!

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6 mesi per ispezionare in tutte le scuole d’Italia

casqueIl ministro dell’Istruzione Pubblica, Mariastella Gelmini, ha varato una serie di provvedimenti che mirano a realizzare un obiettivo mai nemmeno ipotizzato: verificare tutte le strutture scolastiche entro 6 mesi. Al termine della fase di analisi, sarà fatta una vera e propria Valutazione dei Rischi, che consentirà alla PA di programmare gli interventi più urgenti e improcrastinabili e scadenziare i restanti interventi.

L’operazione coinvolgerà 45.000 scuole dove quotidianamente lavorano 9.000.000 di persone (docenti + personale ATA + studenti).

Le ispezioni sono finalizzate, prioritariamente, alla sicurezza del lavoro degli edifici e delle infrastrutture.

Entro 10 giorni dalla pubblicazione dell’intesa raggiunta con le Regioni, queste devono costituire i gruppi di lavoro, entro 25 giorni verranno costituite le squadre tecniche regionali. Sono previsti anche meccanismi automatici di controllo dell’attività ispettiva: se entro 40 giorni non vengono costituiti i gruppi di lavoro e la squadra tecnica,  “subentrera’ il prefetto.

L’intera operazione di deve concludere entro sei mesi. Se nel corso dell’ispezione “dovessero emergere situazioni tali da mettere in pericolo l’incolumità degli alunni verranno immediatamente attivati i necessari interventi di messa in sicurezza da parte dei competenti enti locali e dei Vigili del fuoco”.

Ricordiamo che nella scuola, tutti gli adempimenti sono in capo al datore di lavoro così definito: per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attivita’, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

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Committente: acquisizione d’ufficio del Durc

durcImportante semplificazione conseguente al dal Dl anticrisi. Dal momento della conversione del decreto, a fine gennaio, il documento unico di regolarità contributiva DURC sarà acquisito d’ufficio dalle stazioni appaltanti in tutte le gare pubbliche, liberando le imprese da una procedura spesso onerosa.

A.S. 1315 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro,
occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi
il quadro strategico nazionale

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