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News SGST - nuova veste e nuova forma.

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Una sentenza chiarisce il valore dei verbali di ispezione

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8335 del 8 aprile 2010, richiamando le prassi in materia, in conformità alle norme procedurali ed amministrative e consolidando ulteriormente la giurisprudenza sull’argomento, ha affermato che il verbale redatto dall’ispettore del lavoro o dal funzionario dell’Istituto Previdenziale, e contenente i fatti che sono avvenuti in sua presenza, fanno prova fino a querela di falso.

Invece per le circostanze che l`ispettore dichiari di aver appreso de relato o in conseguenza di acquisizione di documenti il relativo materiale è liberamente valutato dal giudice che può considerarlo prova sufficiente dei fatti riportati nel verbale ove in esito all’esame dei riscontri probatori emersi nell’istruttoria pervenga al convincimento dell’effettiva sussistenza degli addebiti mossi dall’istituto previdenziale.

Le considerazioni espresse con questa sentenza possono essere trasposte integralmente ai verbali emessi dagli UPG delle ASL, nell’ambito di ispezioni in materia di sicurezza del lavoro.

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Indicazioni dalle regioni per i controlli periodici di sicurezza

Attrezzature di lavoro – linee guida delle regioni

Il Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e Province Autonome, gruppo di lavoro interregionale “Macchine e impianti”, ha elaborato e pubblicato le “Prime indicazioni operative modifiche apportate dal D.Lgs. 106/2009 al Titolo III del D. Lgs. 81/2008, in relazione alle modifiche apportate al Titolo III del D.Lgs. 9 aprile 2008 dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”

Con questo documento, le Regioni, forniscono le prime indicazioni operative, in attesa dell’emanazione delle necessarie circolari esplicative e dei decreti attuativi da parte dei competenti Ministeri secondo quanto prescritto dal D.Lgs 81/08.

Il documento chiarisce che, in mancanza dei decreti attuativi, si applica la previgente normativa e non possono essere considerati attivi i nuovi istituti e procedure previsti nel D.lgs 81/08

Il contenuto integrale del documento è accessibile dall’articolo originale su www.safetybydesign.com

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INAIL - premio assicurativo e oscillazione del tasso - ot24

torreibmL’inail, con nota del 18 Gennaio 2010, ribadisce la data del 31 Gennaio quale termine entro cui presentare i modelli OT24 per la riduzione del premio e l’oscillazione del tasso, in conseguenza degli interventi in materia di sicurezza del lavoro.

Non si intravedono possibilità di proroga, come, invece, è accaduto nel 2009.

Tutti i dettagli relativi al modello OT24, i moduli, le istruzioni, gli allegati, sono disponibili sia sul sito dell’INAIL che nella nostra News di approfondimento specifico, consultabile al seguente link: http://www.studiobernieri.com/wp/?p=1595

Le aziende clienti, assistite da contratto di consulenza, possono richiedere lo sconto del 10 % sul premio assicurativo da versare all’INAIL utilizzano il seguente modulo precompilato nella parte relativa agli interventi tecnici di prevenzione: precompilato_sgst_modello-corretto-ot24-2009_rev_a_31072009


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OSERVATORIO SICUREZZA DEL LAVORO

findUn Osservatorio sulla sicurezza del lavoro e’ stato istituito presso il Tribunale di Milano. Con la struttura collaboreranno giudici, tecnici, medici, imprenditori e lavoratori, al fine di studiare e approfondire tematiche giuridiche e di prevenzione sul tema degli infortuni e delle malattie professionali. L’Osservatorio, coordinato dal giudice Bruno Giordano, e’ nato sulla base di un protocollo d’intesa firmato dal presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, dalla direzione regionale dell’Inail e dal Comitato paritetico territoriale.

Si tratta del primo Osservatorio per studiare e analizzare i problemi interpretativi, applicativi, operativi nella materia della sicurezza del lavoro dopo la riforma recente del testo unico sulla sicurezza dell’agosto scorso (d.lgs 106/09, di riforma del d.lgs 81/08). Infatti - (da fonte  Inail) - si registrano distonie e diversità interpretative che nell’applicazione delle nuove norme creano confusione o addirittura contraddizione tra gli operatori e i magistrati. Pertanto si realizzeranno iniziative di alta formazione, con lo scopo di approfondire tematiche controverse poste dalla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro, contribuendo così alla diffusione della cultura della prevenzione e della legalità, quale indispensabile presupposto per la riduzione dei fenomeni infortunistici in generale. L’Osservatorio si occuperà di formazione e informazione, di elaborare e raccogliere le migliori esperienze applicative da portare all’attenzione dei datori di lavoro, delle imprese, dei responsabili della sicurezza, dei magistrati, dei lavoratori, delle parti sociali ed Enti. Saranno raccolte ed esaminate le decisioni del Tribunale di Milano e di altri Tribunali e Corti d’Italia nonché le principali sentenze della Cassazione“.

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Nuova procedura per la denuncia di infortunio.

torreibm La nuova procedura prevede la soppressione dell’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza  e il mantenimento della semplice denuncia all’INAIL.

Questa è la novità contenuta nel Disegno di Legge approvato il 12 novembre 2009 dal Consiglio dei Ministri, che, all’art. 9, modifica il Dpr n. 1124/1965. La finalità è di semplificare i rapporti con la pubblica amministrazione.

Se la norma supererà l’esame parlamentare, il datore di lavoro sarà esonerato dall’obbligo previsto dall’art. 54 del T.U. sulle assicurazioni contro gli infortuni e le malattie professionali (Dpr n. 1124/1965), che, attualmente, prevede che il datore di lavoro, in caso di infortunio che abbia come conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni, debba trasmettere, entro determinati termini, formale denuncia all’Autorità locale di pubblica sicurezza del Comune in cui è avvenuto l’infortunio.
Si intende così valorizzare l’introduzione della denuncia telematica che, da sola, è sufficiente per allertare tutti gli enti coinvolti dall’evento.
Il Ddl in esame al Parlamento prevede, inoltre, la modifica dell’art. 56, comma 1, del suddetto Testo Unico, introducendo un nuovo adempimento per l’Inail a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti, l’Istituto dovrà trasmettere alla competente Direzione Provinciale del Lavoro una copia della denuncia con riferimento ai casi di infortunio grave che abbiano comportato lesioni tali da provocare un’inabilità superiore a 30 giorni o addirittura il decesso. Grazie a questa segnalazione, la Dpl potrà effettuare le opportune visite ispettive sui luoghi di lavoro.

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LA DENUNCIA DI INFORTUNIO: le regole dopo il correttivo al D.Lgs 81/08 (D.Lgs 106/09)

3d abstract running doctorsA seguito delle recenti modifiche introdotte dal D.Lgs. n.106 del 3 agosto 2009 al Testo Unico sicurezza, si riepilogano  gli adempimenti connessi al verificarsi di un infortunio sul lavoro.
I datori di lavoro sono obbligati a comunicare, in via esclusivamente telematica, all’Inail o all’Ipsema, se datori di lavoro marittimi, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico:
1)    le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento: tale comunicazione ha finalità esclusivamente statistiche e informative, in quanto gli infortuni fino a 3 giorni non sono coperti dall’assicurazione Inail;
2)    le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza superiore a 3 giorni: in questo caso la comunicazione ha finalità assicurative, in quanto l’evento in questione è coperto dall’assicurazione Inail.
L’obbligo di comunicare gli infortuni superiori a 3 giorni si considera comunque assolto se il datore di lavoro effettua la denuncia di infortunio all’Inail nelle modalità previste dall’art.53 del DPR n.1124/65, anche se tale denuncia prevede tempistiche diverse, in quanto deve essere effettuata entro 2 giorni da quello in cui il datore di lavoro ne ha avuto notizia, e la possibilità di essere inoltrata in forma cartacea e non telematicamente.
Inoltre, rimane comunque in vigore l’obbligo di comunicare all’autorità di Pubblica Sicurezza gli infortuni che comportano un’assenza superiore a tre giorni, sempre entro 2 giorni dalla notizia dell’evento.
Viceversa, l’obbligo di effettuare la denuncia ai fini statistici degli infortuni di almeno un giorno non è ancora operativa: essa entrerà in vigore decorsi sei mesi dall’emanazione del Decreto Interministeriale che definirà le regole tecniche per la realizzazione e il funzionamento del SINP.
Una volta entrati in vigore il SINP e la comunicazione ai fini statistici, non dovrà più essere aggiornato o istituito il Registro Infortuni; il Registro in essere, comunque, dovrà essere conservato per 4 anni decorrenti dall’ultima registrazione.

la SGST srl rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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L’INAIL ALLARGA L’OBBLIGO ASSICURATIVO DEGLI ARTIGIANI

torreibmL’Inail, con la nota n.9045 del 7 ottobre 2009, ha introdotto importanti novità in materia di obbligo assicurativo per gli artigiani, considerate anche le notevoli percentuali di evasione contributiva nei confronti dell’Istituto da parte degli imprenditori artigiani stessi.

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Ambito della tutela

L’Inail, in linea con la giurisprudenza, ribadisce che l’eventuale infortunio occorso durante l’attività imprenditoriale non è indennizzabile: è pertanto escluso dalla tutela l’evento che avvenga durante lo svolgimento di pratiche amministrative, pur se riguardanti l’attività aziendale, nonché quello che avvenga durante attività di acquisizione di clientela o stipula dei contratti.

Non sono indennizzabili altresì gli eventi occorsi all’artigiano che opera in modo non professionale: si pensi al soggetto che ripara la propria abitazione.

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Artigiano di fatto

L’Istituto ribadisce che ha obbligo Inail anche il soggetto che, pur non iscritto all’Albo delle Imprese Artigiane, svolge attività di tipo artigianale, in via non occasionale.

È pertanto soggetto a tutela assicurativa, ad esempio, il soggetto che svolge lavoro dipendente e ha una seconda attività in proprio di carattere artigianale, oppure il titolare di azienda edile inquadrata al settore Industria che partecipa personalmente all’attività lavorativa.

L’artigiano di fatto è tenuto anche ad assicurare l’associato in partecipazione.

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Obbligo di tutela ed elemento oggettivo

I requisiti per la tutela di carattere oggettivo sono elencati all’art.1 del T.U. n.1124/65.

“È obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro delle persone le quali, nelle condizioni previste dal presente titolo, siano addette a macchine mosse non direttamente dalla persona che ne usa, ad apparecchi a pressione, ad apparecchi e impianti elettrici o termici, nonché delle persone comunque occupate in opifici, laboratori o in ambienti organizzati per lavori, opere o servizi, i quali comportino l’impiego di tali macchine, apparecchi o impianti.

L’obbligo dell’assicurazione ricorre altresì quando le macchine, gli apparecchi o gli impianti di cui al precedente comma siano adoperati anche in via transitoria o non servano direttamente ad operazioni attinenti all’esercizio dell’industria che forma oggetto di detti opifici o ambienti, ovvero siano adoperati dal personale comunque addetto alla vendita, per prova, presentazione pratica o esperimento“.

L’articolo 1 del Testo Unico riporta altresì un elenco di 28 attività che sono comunque assicurabili (ad esempio i lavori edili) al di là dei requisiti di cui all’art.1.

L’Istituto ricorda che:

  • anche se non vi siano macchine, è sufficiente perché insorga l’obbligo che la sede dell’impresa funga anche da deposito di merci o materiali, pur se non vi sia alcuna attrezzatura: ciò perché l’art.1, co.3, n.8 T.U. cita appunto, tra le 28 attività comunque assicurabili, “l’esercizio di magazzini di deposito di merci o materiali”;
  • se l’artigiano non ha alcuna attrezzatura, né svolge attività comprese tra le 28 comunque assicurabili, è comunque obbligato a corrispondere il premio se svolge il trasporto dei prodotti aziendali con furgone;
  • non ricorre, viceversa, obbligo assicurativo nel caso in cui l’unica attrezzatura sia un’autovettura utilizzata per attività esclusivamente imprenditoriali, come sopra delineate.

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Artigiano con doppia tutela

Se un artigiano opera come titolare di ditta individuale iscritta all’Albo delle Imprese Artigiane e presta attività (non prevalente, ma non occasionale) come socio di un’altra società, artigiana o no, è tenuto a versare due premi.

Casi particolari

Sono assicurabili:

- i fotografi, sia nel caso in cui siano addetti a laboratori con uso di pellicole (sostanze infiammabili ex art.1, co.3, n.13 T.U), sia nel caso in cui adoperino personal computer e apparecchiature per la stampa digitale;

- i motoaratori conto terzi. Per gli stessi, il premio non è fisso ma rapportato alle giornate di lavoro. Tuttavia, se gli stessi svolgono anche un’altra attività (ad esempio movimento terra per edilizia), sono tenuti anch’essi ad un doppio premio.

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Ricorsi

Fino al 31/12/2009 l’Inail può operare direttamente l’assicurazione dei soggetti che ritiene in obbligo assicurativo; in genere la verifica è compiuta dal Servizio Ispettivo e al verbale segue un provvedimento dell’Istituto con la richiesta di premio.

Contro tale provvedimento (e non contro il verbale) è possibile inoltrare ricorso alla Direzione Provinciale del Lavoro entro dieci giorni.

Dal 1° gennaio 2010, l’Istituto dovrà obbligatoriamente inviare una diffida ad assicurarsi e, nel caso venga inoltrato ricorso alla DPL entro 10 giorni, dovrà astenersi dal procedere alle richieste di premio fino alla decisione sul ricorso.

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Sanzioni

Nel caso di mancata iscrizione di un soggetto artigiano (anche di fatto) all’Inail, l’Istituto provvede alla richiesta dei premi dovuti maggiorati dalle sanzioni civili di legge. Esse sono pari al 30 per cento in ragione d’anno, con un massimo del 60 per cento, oltre agli interessi di mora (art.116, co.8 e 9, L. n.388/00).

È opportuno ricordare che, qualora la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi e semprechè il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro trenta giorni dalla denuncia stessa, i soggetti sono tenuti al pagamento di una sanzione civile nettamente più bassa e pari, in ragione d’anno, al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (art.116, co.8, L. n.388/00).

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La SGST rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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INAIL: novità da Ottobre 09 sicurezza del lavoro, denuncia infortuni e apertura posizioni

torreibmDalle ore 18 del 2 ottobre 2009 la denuncia d’infortunio all’INAIL  è online in una nuova versione.
Sono state semplificate le modalità di inserimento dei dati (sia online che offline) nelle sezioni “Testimoni” e “Veicolo” e, fra l’altro, aggiornate le tabelle Sedi INAIL e ISTAT-ASL. LINK alla procedura di denuncia infortuni online

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Dal 1° ottobre 2009 l’iscrizione all’INAIL delle nuove imprese avviene tramite la “Comunicazione Unica al registro delle Imprese”. All’inoltro dei dati per via telematica, l’Ufficio del Registro imprese rilascia una ricevuta che consente all’imprenditore l’inizio immediato delle attività lavorative. È previsto un periodo di transitorio di sei mesi, durante il quale le imprese potranno ancora utilizzare gli sportelli polifunzionali degli Enti previdenziali e delle Camere di Commercio, destinati ad essere sostituiti da sportelli esclusivamente telematici. A breve è prevista l’attivazione della Comunicazione Unica anche per i casi di variazione e cessazione delle imprese.   LINK alla circolare INAIL

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Imminenti modifiche al codice civile e Legge Fallimentare in materia di risarcimento da infortuni sul lavoro

legalSicurezza del lavoro: sta procedendo speditamente l’iter parlamentare del provvedimento numero C.2577 “Modifiche agli articoli 1917 e 2751-bis del codice civile e all’articolo 46 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, in materia di tutela risarcitoria delle vittime del lavoro“. Il provvedimento è stato Assegnato ed è ora al vaglio delle commissioni parlamentari. Seguirà l’approvazione del parlamento e la pubblicazione.

Le modifiche introdurranno significative novità nella gestione dell’assicurazione, nella disciplina dei crediti privilegiati e nella disciplina del fallimento.

L’obiettivo legislativo è minimizzare ogni possibile conseguenza negativa di fallimenti, concorso di creditori e simili   sulle somme risarcitorie dovute, in relazione alla responsabilità civile conseguente ad infortuni sul lavoro.

Anche l’indennizzo diretto obbligatorio alle vittime di infortuni sul lavoro rappresenta una interessante novità.

Vengono introdotti nel Codice Civile e nella Legge Fallimentare alcuni riferimenti alla definizione di LAVORATORE contenuta nel D.Lgs 81/08 (recentemente modificato dal D.Lgs 106/09). Un’importante implicazione del provvedimento sarà, dunque, collegare una serie di istituti, procedure e fattispecie risarcitorie alla qualifica di LAVORATORE così come intesa dalla normativa in materia di sicurezza del lavoro e, non più, con riferimento alle sole definizioni contenute nello stesso codice civile.

Ricordiamo che la definizione di lavoratore contenuta nel D.Lgs 81/08 è molto ampia e trasversale:

«lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa
nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo
fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
Al
lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la
sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e
seguenti del Codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui
all’articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196 , e di cui a specifiche disposizioni delle Leggi regionali
promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali
mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il
partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in
genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai
periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del
Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile; il lavoratore di cui al Decreto Legislativo 1°
dicembre 1997, n. 468 (Lavoratori socialmente utili) , e successive modificazioni;
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Allo stato attuale il provvedimento dovrebbe apportare le seguenti modifiche ai testi di legge (la modifica è evidenziata in grassetto):

Codice Civile, art. 1917 -  Assicurazione della responsabilità civile
I. Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti dolosi.
II. L’assicuratore ha facoltà, previa comunicazione all’assicurato, di pagare direttamente al terzo danneggiato l’indennità dovuta, ed è obbligato al pagamento diretto se l’assicurato lo richiede ovvero se il danno deriva da qualunque violazione del dovere di sicurezza, restando impregiudicata l’azione nei confronti del responsabile solidalmente obbligato. La presente disposizione ha valore di interpretazione autentica.
Ogni patto contrario è nullo e si applicano di diritto le disposizioni del secondo comma

…omissis…

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Codice Civile, art. 2751 bis Crediti per retribuzioni e provvigioni, crediti dei coltivatori diretti, delle società od enti cooperativi e delle imprese artigiane
Hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti:

  • le retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato e tutte le indennità dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro, nonché il credito del lavoratore per i danni conseguenti alla mancata corresponsione, da parte del datore di lavoro, dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori ed il credito per il risarcimento del danno subito per effetto di un licenziamento inefficace, nullo o annullabile;
  • le richieste risarcitorie a seguito della violazione delle disposizioni per le quali è riconosciuto il diritto all’azione diretta nei confronti di chiunque ai lavoratori di cui all’ articolo 2, comma 1, lettera a) , del citato decreto legislativo n. 81 del 2008
  • …omissis…

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Disciplina del fallimento: regio decreto 16 marzo 1942, n. 267

Art. 46 (Beni non compresi nel fallimento)
Non sono compresi nel fallimento:
1) i beni ed i diritti di natura strettamente personale;

1- bis ) i crediti nei confronti delle imprese di assicurazione derivanti dalla violazione delle disposizioni in materia di sicurezza di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 , da parte dei datori di lavoro
…omissis…

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Inail e riduzione del tasso medio di tariffa entro il 31 gennaio 2010

torreibmIstanze ex art. 24 DM 12.12.2000. Nuovo Modello OT 24 - MAT:   Come ogni anno, l’INAIL ha pubblicato le istruzioni e le note per l’invio della richiesta di sconto sui premi che ogni azienda deve versare all’ente.

Con Protocollo  INAIL.60010.21/09/2009.0008601  sono stati resi noti i dettagli relativi alla procedura del 2009.

Le aziende che hanno effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia, possono presentare, entro il 31 gennaio 2010, istanza di riduzione del tasso medio di tariffa (oscillazione del tasso medio per prevenzione dopo i primi due anni di attività, art. 24 delle Modalità di Applicazione delle Tariffe).

L’INAIL precisa che l’evoluzione della normativa in materia di prevenzione, con particolare riferimento al D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza, recentemente modificato dal D.lgs 106/09) ma anche la necessità di semplificare ulteriormente gli adempimenti per la compilazione dell’istanza, hanno determinato l’esigenza di una complessiva rivisitazione del modello e dei relativi allegati, da parte della scrivente Direzione, d’intesa con la Direzione Centrale Prevenzione e la Contarp Centrale.

Le novità più rilevanti, peraltro condivise con le Parti sociali in appositi incontri, riguardano, in particolare, la valorizzazione degli interventi svolti nell’ambito di accordi tra INAIL e Parti Sociali o Organismi del Sistema della Bilateralità, la valorizzazione delle procedure per la selezione di fornitori che rispettano la normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro (Sez. A - Interventi particolarmente rilevanti) e il rafforzamento del ruolo della formazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (Sez E).

Per facilitare le aziende nella compilazione dell’istanza è stato migliorato il questionario per la valutazione della Responsabilità Sociale delle imprese (All. I) attraverso l’introduzione di una sezione a risposta multipla e, infine, è stato predisposto uno specifico allegato (n. III) per valutare il sistema di scelta dei fornitori attenti alla salute e sicurezza sul lavoro.

Con riferimento alla “Guida alla compilazione”, aggiornata anche con riferimento alle disposizioni contenute nel D.M. 24 ottobre 2007 che ha definito le modalità di rilascio e i contenuti analitici del DURC, è stato precisato che la disposizione di cui all’art. 7 comma 3 del medesimo decreto, che prevede la concessione al datore di lavoro di un termine non superiore a 15 giorni per regolarizzare la propria posizione, è applicabile con riferimento alla “regolarità contributiva” e a tutti i casi in cui la “regolarità assicurativa” produce riflessi sulla regolarità contributiva, incidendo sul dovuto.

Non rileva, infatti, a questi fini l’irregolarità assicurativa che si risolve in violazioni meramente formali, passibili di sanzioni amministrative.

Riguardo l’applicazione del citato art. 7 comma 3 del D.M. 24 ottobre 2007, inoltre, si precisa che per stabilire quali irregolarità ricadono nella vigenza della normativa stessa, è necessario considerare la data del provvedimento che revoca il beneficio e che, pertanto, tutte le irregolarità, come sopra definite, accertate dopo la data di entrata in vigore del citato decreto, anche se commesse in epoca antecedente, potranno essere sanate invitando il datore di lavoro a regolarizzare la propria posizione entro un termine massimo di 15 giorni.

Entro la fine dell’anno l’INAIL avrà predisposto un nuovo applicativo per le istanze presentate per via telematica, innovativo rispetto a quello attualmente in uso, che faciliterà le aziende per l’accesso allo sconto e consentirà all’Istituto una migliore gestione dell’iter di concessione dell’agevolazione, attraverso, in particolare, monitoraggi più efficaci.

Mod. OT/24: Procedura on line

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INAIL: Istruzioni operative per la comunicazione dei nominativi degli RLS post D.Lgs106/08

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A seguito del noto rimbalzo di competenze tra il ministero del lavoro e l’ente previdenziale al quale abbiamo assistito nei giorni scorsi (vedi news precedenti Qui, qui e qui), L’INAIL ha emanato la circolare 43 del 25 Agosto 2009 con la quale ha impartito le nuove istruzioni per la trasmissione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, alla luce delle modifiche introdotte dal D.Lgs 106/09, correttivo del D.Lgs 81/08, il c.d. Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro.
I datori di lavoro devono comunicare in via telematica i nominativi degli RLS non più con cadenza annuale ma solo in caso di nuova nomina o designazione. In fase di prima applicazione l’obbligo riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati che siano stati variati rispetto alla data del 31/12/2008.

La circolare recante oggetto “Oggetto: Comunicazione nominativo Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Modifiche all’art.18,comma 1, lettera aa) del Decreto legislativo n. 81/2008″ non chiarisce tutti i punti dubbi, anzi, per certi versi rende l’adempimento ancora più oscuro e di difficile applicazione.

In estrema sintesi, ecco i contenuti del provvedimento:

  1. Si ribadisce il contenuto modificato dell’articolo del D.Lgs 81/08 che richiede di comunicare all’INAIL non più annualmente, ma ad ogni nuova elezione o variazione della stessa, il nominativo dell’RLS, precisando che in sede di prima applicazione (nel momento di entrata in vigore dell’obbligo, ossia il 20 agosto 2009) la comunicazione si deve riferire agli RLS attualmente in carica.
  2. Si illustrano brevemente i casi principali e più frequenti:
    • Le aziende che hanno notificato all’INAIL il nominativo dell’RLS in carica al 31/12/08 (ed attualmente ancora in carica) secondo le previgenti norme e circolari, non devono fare alcuna comunicazione (sino alla modifica dell’RLS)
    • Le aziende che hanno già notificato un RLS in carica al 31/12/08 che però nel frattempo è variato, devono effettuare nuovamente la comunicazione aggiornando il nominativo
    • Le aziende che hanno eletto un nuovo RLS dopo il 31/12/08 e che non avevano pertanto effettuato alcuna comunicazione, devono fare la comunicazione del nuovo nominativo
    • Le aziende presso le quali non è stato eletto un RLS non devono fare alcuna comunicazione
    • Per il futuro, ad ogni variazione del nominativo dell’RLS, dovrà tempestivamente essere fatta una comunicazione di aggiornamento all’INAIL

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  3. Le modalità di comunicazione sono invariate: è possibile inviare la comunicazione solo per via telematica dal sito dell’INAIL (punto cliente) con le apposite password in possesso di ogni azienda. La procedura telematica è stata aggiornata per essere aderente alle nuove regole. Solo in caso di gravi malfunzionamenti del sito INAIL, è possibile inviare la comunicazione tramite FAX con l’apposito modello disponibile QUI.
  4. In pieno accordo con la posizione sostenuta dalla SGST, l’INAIL precisa e ribadisce quanto segue: “Appare inoltre utile rimarcare come le elezioni o le designazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza non costituiscono un obbligo per il datore di lavoro ma una facoltà dei lavoratori, che potrebbe non essere esercitata dai medesimi. Infatti, il datore di lavoro non ha alcun titolo decisionale al riguardo e non deve ingerire in alcuna forma o modo per non violare le libertà delle organizzazioni sindacali previste dalla legge n. 300/70.”
  5. NULLA viene detto in proposito alla data entro la quale effettuare la comunicazione, o entro quanto tempo dall’elezione del nuovo RLS o dalla variazione dello stesso.

Con riferimento ai termini di invio e alla sanzionabilità per inadempimento, il quadro potrebbe apparire complesso, tuttavia in via interpretativa, la situazione è abbastanza semplice da ricostruire:

  • L’obbligo di comunicazione del nominativo dell’RLS, secondo le nuove modalità, è in vigore già dal 20 Agosto 2009 (data dell’entrata in vigore delle modifiche al D.Lgs 81/08) anche se la circolare è datata 25 Agosto.
  • La comunicazione delle variazioni future dovrà essere effettuata tempestivamente, ossia appena l’azienda riceve la notizia dai lavoratori dell’ufficializzazione del nominativo del nuovo RLS.
  • L’adempimento non ha carattere penale bensì amministrativo, per questa ragione, non si può ipotizzare un reato permanente in caso di mancata comunicazione.
  • Non essendo esplicitamente previsti termini entro i quali effettuare la comunicazione dell’RLS, la sanzione può essere applicata solo in sede di verifica ispettiva qualora, all’atto della verifica, non sia stata inviata la comunicazione oppure se la comunicazione non risulta aggiornata.

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Per completezza, evidenziamo che il nuovo art. 55 del T.U. prevede, per la mancata comunicazione del nominativo dell’RLS, una sanzione da 50 a 300 euro, notevolmente inferiore rispetto a quella originariamente prevista pari ad euro 500.

Inoltre, a seguito dell’introduzione delle nuove procedure sanzionatorie ed ispettive, in caso di contestazione della mancata o irregolare comunicazione all’INAIL del nominativo dell’RLS, l’ispettore irrogherà la sanzione minima (50 Euro) richiedendo l’immediato adempimento, estinguendo così l’illecito.

Infine, desideriamo avvertire le aziende clienti, assistite da contratto di consulenza, che tutti gli adempimenti riguardanti la comunicazione all’INAIL dell’RLS, sono stati tempestivamente e correttamente attuati e, se del caso, già aggiornati sulla base del mutato quadro normativo.

Per scaricare il testo integrale  della circolare INAIL clicca QUI : circolare INAIL 43 del 25 Agosto 2009

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Nuovo rinvio dopo il 20 agosto 2009 per la comunicazione del nominativo delgi RLS

minlavoroSlitta nuovamente il termine per la comunicazione all’INAIL del nominativo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

LA NUOVA SCADENZA NON E’ NOTA. SICURAMENTE SARA’ DOPO IL 20 AGOSTO 2009 E VERRA’ STABILITA SOLO DOPO CHE L’INAIL AVRA’ RICEVUTO LE NECESSARIE INFORMAZIONI DAL MINISTERO ED AVRA’ PUBBLICATO LE ISTRUZIONI OPERATIVE.

Il ministero del Lavoro ha emanato la nota n. 13921 del 4 agosto scorso, in cui il dicastero, sentita la Direzione Generale per l’ attività ispettiva, ha ritenuto opportuno puntualizzare che l’ obbligo di cui all’ art. 18, co. 1, lett. aa) del D.Lgs n. 81 / 08 decorre dall’ entrata in vigore del correttivo, ossia dal 20 agosto 2009.

Lo slittamento è giustificato dall’entrata in vigore del D.Lgs 106/09, correttivo del D.Lgs 81/08.

In virtù di tale chiarimento, è abrogata la scadenza del 16 agosto 2009, che dovrà, pertanto, essere rideterminata, tenendo conto della nuova data di decorrenza prevista per adempiere all’ obbligo in oggetto.

L’inail ha prontamente emesso una nota, Disponibile in calce alla presente news, con la quale conferma lo slittamento dell’obbligo di legge e che le relative istruzioni operative saranno fornite solo successivamente all’ entrata in vigore del correttivo e riguarderanno, in particolar modo, le modalità di comunicazione sia del RLS aziendale sia del RLS territoriale, per i quali dovrà essere, necessariamente, implementata l’ attuale procedura disponibile sul portale dell’ Istituto.

Si evidenzia che le modalità di comunicazione degli RLST saranno fornite solo dopo che il Ministero del Lavoro avrà formulato le proprie disposizioni.
Per effettuare la comunicazione dell’RLS e’ pertanto necessario attendere le istruzioni operative che l’INAIL fornirà con propria circolare.

Non si esclude la necessità di dover effettuare nuovamente l’invio anche da parte delle aziende che hanno già provveduto a tale obbligo.

Daremo puntualmente notizia qualora gli enti preposti (ministero del lavoro ed INAIL) daranno indicazioni a riguardo.

Per completezza, evidenziamo che il nuovo art. 55 del T.U. prevede, per la mancata comunicazione del nominativo dell’RLS, una sanzione da 50 a 300 euro, notevolmente inferiore rispetto a quella originariamente prevista pari ad euro 500.

Per scaricare il testo della NOTA INAIL  e  della circolare del Ministero del Lavoro n. 13921 del 04 agosto 2009. Clicca Qui

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Proroga in extremis: slitta la comunicazione del nominativo dell’RLS e degli infortuni di breve durata

Tempo orologio prorogaIl Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali con nota del 15 maggio 2009 ha disposto lo slittamento del termine per la comunicazione all’INAIL del nominativo del RLS al 16 agosto 2009 in considerazione dell’evoluzione normativa ancora in corso.

Slitta al 16 Agosto 2009, quindi,  l’obbligo di comunicazione dell’RLS all’INAIL. Questa ulteriore proroga è stata comunicata oggi dall’INAIL, ed è stata fortemente determinata dall’ordine dei Consulenti del Lavoro che hanno segnalato le difficoltà operative e tecniche dell’invio.  LA fonte è il sito internet dell’INAIL: CLICCA QUI per il comunicato ufficiale.

Considerata l’inaccessibilità del sito INAIL, pubblichiamo lo screenshot della pagina che pubblica la notizia per testimoniarne l’ufficialità. CLICCA QUI

Il ministero del Lavoro, ha sospeso inoltre l’obbligo di comunicare all’Inail gli infortuni di breve durata. Il nuovo termine per l’entrata in vigore dell’obbligo di comunicare all’INAIL tutti gli infortuni, anche quelli di durata inferiore a tre giorni, viene così differito al 16 Agosto 2009. L’obbligo, secondo il ministero del lavoro, è subordinato all’istituzione e alla messa in esercizio del SINP (sistema informativo integrato, previsto dal D.Lgs 81/08 ed oggi non ancora esistente). CLICCA QUI per scaricare la circolare 17 del 12 maggio 2009 del ministero del lavoro.

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Comunicazione all’INAIL del nominativo dell’RLS: chiarimenti e riassunto applicativo

teamVisto l’approssimarsi della data del 16/5/2009 e l’intensificarsi di mail e telefonate di aiuto, nonché di comunicazioni e newsletter varie contenenti errori (anche grossolani), facciamo il punto della situazione e presentiamo compiutamente l’adempimento relativo alla COMUNICAZIONE DELL’RLS ALL’INAIL.

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Struttura dell’articolo:

  • Descrizione della normativa vigente e dell’obbligo di comunicazione all’INAIL
  • Sanzioni
  • Spiegazioni accessorie e chiarimenti
  • Analisi costi benefici
  • FAQ (Frequently Asked Questions)

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Questo articolo approfondisce una News pubblicata recentemente al seguente link: Primo Articolo

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Descrizione della normativa vigente e dell’obbligo di comunicazione all’INAIL

Il 16 maggio 2009 scade il termine per effettuare la comunicazione all’Inail dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; tale adempimento è stato previsto dall’art.18, co.1, lett.aa) del D.Lgs. n.81/08, il quale stabilisce:
Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’art. 3 e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

L’Inail è intervenuta sul tema con circolare n.11 del 12 marzo 2009, con la quale ha chiarito che tale tipologia di adempimento dovrà essere compiuta tramite la procedura telematica approntata dall’Istituto stesso entro il 16 maggio, per l’anno 2009, mentre per gli anni a venire, una volta entrato a regime l’adempimento, il termine per l’inoltro sarà quello del 31 marzo. Tale comunicazione fotograferà la situazione presente in azienda al 31 dicembre dell’anno precedente, per cui verranno comunicati i nominativi dei rappresentanti in carica in tale data. Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l’utente avrà la possibilità di confermare la situazione già presente in archivio; altrimenti dovrà procedere a una nuova segnalazione. Sono obbligate a effettuare la comunicazione tutte le aziende operanti in tutti i settori di attività, privati e pubblici, con qualsiasi tipologia di rischio, con esclusione delle Amministrazioni e degli Istituti (Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, ecc) elencati nell’art.3, co.2 del D.Lgs. n.81/08, per i quali si faceva rinvio ad alcuni decreti attuativi da approvare entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto stesso, ma non ancora emanati. Non sono previste deroghe, proroghe, esclusioni.
L’Inail stessa, con nota a tutte le sue sedi distaccate, ha chiarito che la comunicazione da effettuare entro il 16 maggio 2009 riguarda esclusivamente la comunicazione dei dati del rappresentante aziendale dei lavoratori per la sicurezza, mentre, per quanto riguarda altre fattispecie (es. rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali o di comparto) non va effettuata alcuna comunicazione. Nel caso in cui non sia stato possibile eleggere direttamente il RLS, in quanto non vi è stata disponibilità da parte dei dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto ad alcuna comunicazione e non è soggetto, pertanto, alla sanzione amministrativa per l’omissione di essa.

È l’art. n.47 del D.Lgs. n.81/08 a stabilire i criteri e le modalità di elezione e designazione dei suddetti Rappresentanti nelle aziende e/o nelle unità produttive, come segue:
- nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo;
- nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.

Il decreto stabilisce anche un numero minimo di rappresentanti, di seguito riepilogato.
Numero minimo degli RLS in base alla dimensione aziendale o dell’unità produttiva:
sino a 200 lavoratori: 1 RLS
da 201 a 1000 lavoratori: 3 RLS
oltre 1000 lavoratori: 6 RLS

In ogni unità produttiva deve essere eletto un RLS. Ciò non significa che in ogni sito aziendale debba essere presente un RLS. L’unità Produttiva è, infatti, unicamente quello stabilimento o struttura dotato di autonomia finanziaria e tecnico funzionale. Quindi autonoma per quanto attiene alle scelte e alla gestione della sicurezza.

La circolare n.11 dell’Inail chiarisce che le aziende sia pubbliche che private, anche se non assicurate Inail, dovranno registrarsi sul sito e poi procedere alla comunicazione relativa all’azienda o dell’unità produttiva nella quale operano gli RLS. Anche le Associazioni, attraverso i legali rappresentanti titolari della autorizzazione per l’accesso ai servizi dell’Inail, possono effettuare la comunicazione dei dati del rappresentante aziendale dei lavoratori per la sicurezza.
L’incarico di seguire tale adempimento può essere affidato dal datore di lavoro, che decida di non curare direttamente o a mezzo di propri dipendenti l’inserimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, a un Consulente del lavoro. Il consulente avrà la possibilità di procedere all’inserimento degli RLS, per i clienti in delega, e se la ditta/pubblica amministrazione non è ancora inserita nelle deleghe del consulente del lavoro, perché non soggetta ad INAIL, il consulente medesimo potrà effettuare anche le operazioni di registrazione per conto della ditta/pubblica amministrazione.

Il soggetto obbligato all’adempimento o il consulente in sua vece dovrà accedere tramite il sito internet dell’Inail alla funzione Punto clienti selezionando l’applicazione DICHIARAZIONE RLS per procedere alla comunicazione. L’Inail, al fine di seguire gli operatori nei passaggi di tale adempimento è stato predisposto un manuale operativo che segue l’operatore passo passo nella procedura.
La procedura richiede l’inserimento dei dati relativi all’unità produttiva e quelli anagrafici dei rappresentanti per la sicurezza, in particolare per data di inizio di incarico si intende la data di elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza inserito.
Terminato l’inserimento ed effettuato l’invio, la procedura registra in archivio i dati comunicati storicizzandoli e rilascia all’utente la stampa della ricevuta della comunicazione, anche ai fini della esibizione in caso di accesso da parte degli organi vigilanti, competenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro. I dati inseriti possono essere modificati utilizzando l’apposita funzione “modifica”, che deve essere chiusa entro 5 giorni dall’apertura. Scaduto tale termine il sistema chiude automaticamente la richiesta di modifica e conserva la registrazione della comunicazione preesistente, ne deriva che per produrre effetti di modifica la richiesta dovrà essere riproposta.

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Sanzioni:

In caso di omessa comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza il D.Lgs. n.81/08 prevede una sanzione amministrativa di € 500,00. La circolare n.11 sottolinea che, nel caso in cui si verificassero dei problemi tecnici e l’inserimento non potesse avvenire on-line, si potrà inviare eccezionalmente la segnalazione al fax 800 657 657  utilizzando l’apposito modello predisposto dall’Istituto.
Anche coloro che prima dell’emanazione delle procedure telematiche per l’assolvimento dell’obbligo abbiano inviato le segnalazioni tramite posta o fax dovranno provvedere alla comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, utilizzando il format e la relativa procedura on-line.

Per il testo delle circolari, i modelli di comunicazione via fax, le istruzioni ufficiali, si rinvia alla Newsletter precedente della SGST srl a questo link

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Comunicazione RLS per aziende clienti SGST srl

Ricordiamo con la presente che la comunicazione del nominativo dell’RLS verrà effettuata in automatico per le aziende clienti della SGST (contratto di abbonamento con incarico RSPP) solo se anche cleinti dello Studio Bernieri per quanto attiene alla gestione del personale, con delega ad operare le comunicazioni obbligatorie all’INAIL. In tutti gli altri casi, nostro malgrado, segnaliamo che le aziende devono contattare il proprio consulente del lavoro o provvedere in proprio.

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Spiegazioni accessorie e chiarimenti

Il nominativo dell’RLS riguarda il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.), e non, come erroneamente diffuso da alcune fonti, il Responsabile della sicurezza, il datore di lavoro o l’RSPP.
Si tratta di un lavoratore, liberamente eletto dai lavoratori e non designato dall’azienda. La comunicazione all’Inail dell’RLS non ha nulla a che vedere con la notifica del nome dell’RSPP (adempimento obbligatorio con il D.Lgs 626/94 ma abrogato e non più presente con il nuovo D.Lgs 81/08).
E’ prevista espressamente l’incompatibilità tra il ruolo di RLS e il ruolo di RSPP.
Pur non essendo espressamente previsto, la giurisprudenza ha inoltre chiarito l’incompatibilità tra il ruolo di RLS e l’inquadramento come Dirigente (che, per definizione, è l’alter ego del datore di lavoro). L’orientamento delle ASL è il medesimo: le nomine degli RLS sono contestate se attribuite a figure dirigenziali)

L’RLS non deve essere nominato dall’azienda o dal datore di lavoro ma dai lavoratori. L’azienda si deve limitare a chiedere formalmente ai propri collaboratori di comunicare il nome del loro RLS. Eventualmente, possono essere organizzate e agevolate le procedure di elezione. La contrattazione collettiva (contratto collettivo applicato) regola i dettagli dell’elezione caso per caso.

Non è prevista alcuna sanzione nel caso in cui i lavoratori non abbiano eletto il proprio RLS, né a carico dei lavoratori, né a carico dell’azienda.

Non è necessario formalizzare la mancata elezione o preparare verbali di mancata elezione. La mera richiesta ai lavoratori (con i modi classici, bacheca, comunicazioni individuali, ecc.) di indicare alla direzione il nome dell’RLS eletto è sufficiente per garantire all’azienda l’osservanza dei propri obblighi.
In tal caso, non va effettuata alcuna comunicazione all’INAIL.
In tal caso, ancora, l’azienda dovrà contribuire ad un apposito fondo nella misura pari a 2 ore di retribuzione per ciascun lavoratore all’anno. Inoltre, verrà attribuito dall’INAIL un RLS-T (territoriale) proveniente dagli enti bilaterali territoriali.

Se l’RLS è stato eletto, l’azienda ha l’obbligo ulteriore di provvedere alla sua formazione. E’ pertanto necessario far partecipare l’RLS ad un apposito corso della durata minima di 32 ore e a corsi annuali di aggiornamento della durata di 4 o 8 ore.

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Analisi costi-benefici e Domande frequenti:

  • E’ meglio eleggere l’RLS o è preferibile non eleggerlo?

Dal punto di vista dei lavoratori: la presenza dell’RLS, oltre ad essere un diritto, è anche un dovere. Inoltre tale figura ha un ruolo fondamentale per assicurare la sicurezza del lavoro per tutti.
Dal punto di vista del datore di lavoro: l’assenza dell’RLS determina un costo diretto pari a due ore di stipendio di ogni lavoratore all’anno. Inoltre, in mancanza di RLS, viene assegnato un RLS territoriale che dovrà essere coinvolto ogni volta che la normativa lo prevede (raccomandate varie, incontri formali ,ecc). La presenza dell’RLS determina un costo diretto pari al costo del corso di formazione iniziale (200 euro nel caso della formazione erogata dalla SGST) e degli aggiornamenti annuali (150 euro). Il conto, meramente economico, determina la maggior convenienza dell’RLS interno rispetto a quello esterno (attribuito per legge se manca quello interno)


  • E’ meglio avere un RSL interno o territoriale?

Dal punto di vista dei lavoratori: la valutazione è soggettiva, ma è indubbio che la presenza di un RLS interno significhi che l’RLS è costantemente presente in azienda, conosce l’ambiente e i rapporti interpersonali nonché le peculiarità del lavoro, mentre un RLS territoriale potrà essere in azienda solo in rare occasioni (circa 2 ore all’anno).
Dal punto di vista del datore di lavoro: Indubbiamente è preferibile un RLS interno, anche perché in occasione delle ispezioni ASL, sarà il referente diretto dell’ispettore.

  • Non vi sono candidati per il ruolo di RLS, come si può fare?

Dal punto di vista dei lavoratori: certamente, il ruolo di RLS non è stato adeguatamente illustrato. Non ci sono obblighi per l’RLS, non ci sono sanzioni, non ci sono responsabilità, non è un ruolo politico! Anzi, l’RLS ha diritto ad una serie di “benefit” (formazione, permessi retribuiti, strumenti operativi, ecc).
Dal punto di vista del datore di lavoro: è preferibile sollecitare l’elezione dell’RLS spiegando meglio la funzione e l’importanza ai lavoratori più coscienziosi, in modo che ci sia almeno un candidato.

  • Ci siamo dimenticati di eleggere l’RLS entro il 31/12/2008, cosa è meglio fare?

Dal punto di vista di tutti: è vivamente sconsigliabile fare carte false o retrodatare l’elezione. Tuttavia, se vi sono le condizioni, può essere molto conveniente formalizzare oggi all’azienda i risultati di una informale elezione avvenuta tra i lavoratori anche nel passato (prima del 31/12/2008). La data di elezione infatti è quella in cui i lavoratori hanno eletto il proprio RLS, non quella in cui lo hanno comunicato alla propria azienda.

  • Sono disponibili dei modelli o dei formulari per l’elezione dell’RLS?
    Le lettere di incarico, i verbali di elezione, le comunicazioni da affiggere in bacheca?

Certamente si, tutto ciò fa parte del servizio offerto dalla SGST srl ai propri clienti.

  • L’azienda è composta solo da 1 o 2 dipendenti, è necessario eleggere l’RLS?

Si, in ogni caso. Può sembrare assurdo, ma la normativa prevede questo.

  • Se c’è un solo candidato, è necessario procedere all’elezione?

Ovviamente no, è automaticamente eletto. Occorre però verbalizzare correttamente la raccolta dei candidati.

  • In azienda c’è un solo lavoratore, va nominato comunque l’RLS e comunicato all’INAIL?

Se l’unico lavoratore dell’azienda desidera eleggersi RLS può farlo e l’azienda è tenuta agli adempimenti previsti (notifica all’INAIL, formazione dell’RLS, partecipazione dell’RLS alla sicurezza). L’obbligo è identico per tutte le aziende e scatta anche con un solo lavoratore, con la sola differenza che per le aziende sopra i 15 lavoratori, l’RLS deve essere eletto all’interno delle rappresentanze sindacali.

  • In azienda lavorano solo mia moglie e mio figlio (o altri parenti), va nominato comunque l’RLS e comunicato all’INAIL?

NO! Le imprese famigliari non sono soggette all’obbligo di elezione dell’RLS come non sono soggette a moltri altri obblighi previsti dal D.Lgs 81/08, ivi compreso l’obbligo di notifica all’INAIL.

L’impresa familiare è disciplinata dall’art. 230 bis del codice civile ed è costituita dall’imprenditore che di regola è il fondatore, dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo grado. Dell’impresa inoltre possono far parte i figli adottivi e naturali.

Questa esclusione è prevista dal D.Lgs 81/08 Art. 21. Disposizioni relative ai componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi

  • In azienda lavorano solo collaboratori a progetto, va nominato comunque l’RLS e comunicato all’INAIL?

NO! L’esclusione è prevista dall’articolo 3 comma 7 del D.Lgs 81/08. Se però vi sono altri lavoratori “ordinari” questa esclusione non può essere applicata. L’esclusione non si applica, naturalmente, se i collaboratori operano presso i locali di lavoro del committente.

  • In azienda ci sono solo lavoratori a domicilio, deve essere comunque nominato l’RLS e comunicato all’INAIL?

NO! L’esclusione è prevista dall’articolo 3 comma 9 del D.Lgs 81/08.

  • Se un condominio ha un portiere assunto come lavoratore dipendente, occorre nominare l’RLS e notificarlo all’IANIL?

NO! L’esclusione è prevista dall’articolo 3 comma 9 del D.Lgs 81/08.

  • Quando si considera eletto l’RLS?

Quando i lavoratori lo eleggono.
Successivamente, l’esito dell’elezione viene comunicato al datore di lavoro. Per il principio generale della conoscibilità, solo da questo momento scatta l’obbligo di comunicazione all’INAIL, di formazione dell’RLS, di partecipazione, ecc. L’elezione si perfeziona con l’atto di designazione da parte dei lavoratori che, generalmente, coincide con la votazione e il successivo scrutinio dei voti.

  • L’RLS deve essere eletto tutti gli anni? Quanto rimane in carica?

L’RLS non va eletto tutti gli anni. La durata della carica è determinata dalla contrattazione collettiva e, generalmente, è 3 anni. Nulla vieta che i lavoratori confermino ogni anno la propria scelta. Nulla vieta che i lavoratori mantengano il proprio RLS eletto per un tempo indefinito, senza bisogno di nuove elezioni. I lavoratori hanno la massima libertà per esercitare il diritto di rappresentanza e partecipazione mediante RLS. E’ opportuno ricordare che l’RLS non ha una funzione SINDACALE. Nelle aziende con più di 15 dipendenti, l’RLS è eletto all’interno delle rappresentanze sindacali, ma non necessriamente… i lavoratori possono disconoscere tali rappresentanze e eleggere un RLS esterno alle stesse.

  • Il verbale di elezione dell’RLS deve avere “data certa”?

Assolutamente no. E’ un semplice documento che l’azienda riceve da parte dei lavoratori. Essi sono liberi di formularla come meglio credono. Per inciso, se la comunicazione all’azienda avviene in modo informale, diventa impossibile dimostrare l’esistenza dell’RLS e la conoscibilità dello stesso da parte dell’azienda. Pertanto , in questo caso, non è sanzionabile la mancata comunicazione all’INAIL. Ovviamente, se un qualsiasi lavoratore, anche in mancanza di regolare e formale investitura, ha partecipato alle riunioni periodiche, ha firmato il documento di valutazione dei rischi (ecc.) c’è la prova esplicita dell’esistenza dell’RLS. Pertanto tale nominativo va comunicato all’INAIL.


  • L’RLS è stato eletto regolarmente ma non è stato fatto il corso di formazione, cosa fare?

Se l’elezione è anteriore al 31/12/2008, la comunicazione all’INAIL va effettuata regolarmente. La comunicazione infatti si riferisce all’elezione, non alla formazione. Naturalmente, è opportuno efettuare al più presto la formazione per non incorrere nelle apposite sanzioni


  • Qual è la sanzione per la mancata elezione dell’RLS?

Nessuna. L’elezione dell’RLS è prima di tutto un diritto dei lavoratori. E’ oggi anche un dovere, ma non è prevista alcuna sanzione

  • Qual è la sanzione per la mancata formazione dell’RLS?

In caso di elezione dell’RLS e mancanza della prescritta formazione (iniziale o annuale) è previsto l’arresto da quattro a otto mesi o l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro (D.Lgs 81/08 art. 55 c. 4 l. e)


  • Come dimostro che non vi era un RLS alla data del 31/12/2008?

E’ consigliabile che l’azienda chieda formalmente ai lavoratori (per esempio tramite comunicazione in bacheca) di comunicare il nome dell’RLS. La mancata risposta da parte dei lavoratori è la prova dell’assenza dell’RLS.

  • Come dimostro quando è stato eletto l’RLS?

Se l’RLS è stato eletto successivamente al 31/12/08, il verbale di elezione o la lettera di comunicazione all’azienda del suo nominativo saranno prove sufficienti per dimostrare che non era in carica al 31/12/2008.

  • L’RLS è appena stato eletto, va comunicato all’INAIL?

No, la comunicazione all’INAIL fotografa la situazione alla data del 31/12/2008

  • L’RLS si è dimesso in Novembre 2008, devo comunicarlo all’INAIL?

No, la comunicazione all’INAIL fotografa la situazione alla data del 31/12/2008
Alla data del 31/12/08 non c’era l’RLS.

  • Se non faccio la comunicazione, cosa devo aspettarmi dall’INAIL?

L’INAIL attribuirà un RLS Territoriale all’azienda e dovrà essere versato un contributo ad uno specifico fondo pari a due ore di stipendio per ogni lavoratore (versamento annuale).

  • La mia azienda ha 4 sedi (es, plessi, negozi, magazzini, ecc). Quanti RLS devono essere eltti e quante comunicazioni all’INAIL devo effettuare?

Ciò che conta è il numero delle unità operative come definite dalla normativa ossia dotate di autonomia tecnico funzionale. Si parla di stabilimento o struttura dotato di autonomia finanziaria e tecnico funzionale quando, in loco, sono presenti le funzioni autonome e plenipotenziare, atte ad organizzare e gestire la sicurezza del lavoro dell’intera unità produttiva. In quei casi, deve essere eletto un RLS autonomo, diverso da wuello della sede e delle altre unità produttive (vale per le grandi aziende) In generale, l’azienda è unitaria e accentrata nella sede, anche se vi sono diversi uffici, negozi, luoghi di lavoro. in questi casi, viene eletto un solo RLS (o più, a seconda del numero dei lavoratori, non del numero dei luoghi di lavoro).

  • Da quando è in vigore l’obbligo di avere l’RLS (e l’obbligo di contribuire al fondo in mancanza di RLS)?

L’obbligo per i lavoratori di eleggere al proprio interno l’RLS era previsto già dal D.Lgs 626/94 ma non era prevista alcuna conseguenza.
Con il D.Lgs 81/08 è stato confermato tale obbligo ed è stato introdotto l’istituto della comunicazione all’INAIL, del versamento obbligatorio al fondo e dell’attribuzione dell’RLS-territoriale.

  • Non ho le password e il mio consulente mi vuole far pagare la comunicazione all’INAIL, posso inviare l’apposito modulo via FAX?

L’invio del FAX è accettato solo per ragioni tecniche legate alle funzionalità del sito dell’INAIL. L’alternativa è registrarsi sul sito dell’INAIL mediante l’apposita procedura, semplice e gratuita, per ottenere le password. Dopodiché, la notifica può essere fatta direttamente dall’azienda.

  • Lo stipendio dell’RLS cambia dopo l’elezione? RLS ha diritto ad un compenso o un indennità?

Assolutamente no. E’ previsto un certo numero di ore di permesso retribuito per l’esercizio delle funzioni di RLS, è prevista la formazione (che deve essere svolta in orario lavorativo).

  • Quali sono i compiti del’RLS una volta eletto?

Le spiegazioni sarebbe piuttosto lunghe (per questa ragione è previsto un corso apposito). In sintesi: riceve una serie di informazione e documenti dall’azienda, ha accesso alla documentazione riguardante la sicurezza, partecipa ad alcune riunioni, viene consultato in occasione di certe scelte in materia di sicurezza del lavoro.
Per brevità, rispondiamo semplicemente con il testo integrale dell’UNICO ARTICOLO che stabilisce diritti doveri oneri e prerogative dell’RLS. Questo articolo non è sanzionato e non prevede alcun tipo di aggravio di responsabilità per il lavoratore:

D.Lgs 81/08 Art. 50. Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza:
a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
b) é consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;
c) é consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
d) é consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;
e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37;
h) promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali é, di norma, sentito;
l) partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;
m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione;
n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.
2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli, anche tramite l’accesso ai dati, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera r), contenuti in applicazioni informatiche. Non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.
3. Le modalità per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale.
4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione, riceve copia del documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a).
5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente del datore di lavoro committente e delle imprese appaltatrici, su loro richiesta e per l’espletamento della loro funzione, ricevono copia del documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3.
6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza é tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi e nel documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle funzioni.
7. L’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza é incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione.
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