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Expo 2015: cantieri sicuri con le linee guida della regione

La realizzazione dell’expo 2015 a Milano si fonda sul concetto safety by design .

La regione Lombardia ha pubblicato le Linee Guida, obbligatorie per i cantieri riguardanti l’expo 2015, che si sommano e integrano quanto contenuto nel D.Lgs 81/08.

Verranno applicate ad ogni cantiere temporaneo o mobile finalizzato alla realizzazione dell’area espositiva. Le linee guida hanno valore di circolare, pertanto saranno fatte rispettare da tutti gli enti pubblici coinvolti: ASL, VVF, ecc.

L’obiettivo e i presupposti dell’azione sono i seguenti:

  • ridurre fortemente il fenomeno infortunistico,
  • garantire i massimi livelli di tutela della salute e sicurezza sul lavoro all’interno dei cantieri di EXPO 2015;
  • la responsabilità nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro riguarda l’intera organizzazione, dai vertici fino ad ogni lavoratore, ciascuno secondo le proprie attribuzioni le competenze;
  • la salute e la sicurezza sul lavoro ed i relativi risultati sono parte integrante della gestione aziendale.

Sono previste procedure unificate e rigorose che dovranno essere attentamente seguite da tutte le aziende coinvolte. La preventiva organizzazione e l’approccio safety by design, fa si che ogni attore presente nei cantieri possa conoscere preventivamente le procedure, le formalità e i requisiti per poter operare. Le aziende che non rispetteranno queste linee guida, non potranno entrare e operare nel cantieri expo 2015.

Ecco, in estrema sintesi, gli elementi particolarmente significativi delle procedure introdotte:

  • qualificazione tecnico professionale delle imprese
  • adempimenti quali PSC, POS
  • verifica dei POS, del loro contenuto e validità
  • procedura di accesso al cantiere
  • formazione ed addestramento dei lavoratori
  • verifica della formazione
  • schede individuali della formazione ricevuta
  • audit sulle modalità di esecuzione lavori
  • rapporti periodici sulla sicurezza
  • rapporto e registrazione degli infortuni
  • utilizzo di appositi modelli, predefiniti e pre autorizzati

L’SGST è in prima linea per assistere le aziende ad attuare i nuovi obblighi, specifici per l’expo 2015, in una ottica, più generale, orientata alla sicurezza come modalità operativa standard e non come eccezione.

L’apporto di Safety by design permette alle aziende di attuare ogni obbligo in modo naturale, senza costi o rallentamenti, ma con vantaggi e garanzie.

Le aziende interessate, possono approfondire l’argomento al seguente link: MAGGIORI INFO

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Nuov direttiva UE in arrivo: prevenzione da tagli punture e simili

SiringaL’Unione Europea sta lavorando per emanare una direttiva destinata a regolamentare gli aspetti di sicurezza e salute connessi all’utilizzo di aghi, lame, oggetti taglienti e simili.

L’obiettivo è ridurre il numero di infortuni legati alla manipolazione di oggetti pericolosi, specialmente in ambito ospedaliero.

L’approvazione della nuova direttiva comporterà il recepimento a livello nazionale e l’introduzione di nuove e specifiche norme di prevenzione.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

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RSPP responsaile penalmente - sentenza in cassazione

legal

Cassazione Penale, Sez. 4, 15 gennaio 2010, n. 1834 - RSPP ed omissioni.

La sentenza è particolarmente interessante poiché, sul solco tracciato dalla giurisprudenza precedente, richiama fondamentali aspetti di responsabilità dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) in funzione degli eventuali infortuni occorsi in azienda.

Proponiamo, anziché commentare, il chiarissimo testo della sentenza, estrapolando i passaggi più significativi ed esplicativi:

…L’introduzione delle specifiche qualifiche richieste per la nomina dell’RSPP …”ha comportato in via interpretativa una revisione della suddetta figura, nel senso che il soggetto designato “responsabile del servizio di prevenzione e protezione”, pur rimanendo ferma la posizione di garanzia del datore di lavoro, possa, ancorchè sia privo di poteri decisionali e di spesa, essere ritenuto corresponsabile del verificarsi di un infortunio, ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare”.

..l’assenza di capacità immediatamente operative sulla struttura aziendale non esclude che l’inottemperanza alle stesse - e segnatamente la mancata individuazione e segnalazione dei fattori di rischio delle lavorazioni e la mancata elaborazione delle procedure di sicurezza, nonchè di informazione e formazione dei lavoratori - possa integrare un’omissione “sensibile” tutte le volte in cui un sinistro sia oggettivamente riconducibile a una situazione pericolosa ignorata dal responsabile del servizio”.

Pubblichiamo integralmente la sentenza: per scaricare il testo, CLICCA QUI cassazione-penale-1834

Con l’occasione, la SGST srl desidera ribadire l’importanza e la delicatezza dell’affidamento dell’incarico di RSPP. La copertura legale che lo Studio Bernieri è in grado di offrire, permette alle aziende clienti di affrontare correttamente la gestione del rischio causa, anche per le fattispecie di reato colposo che riguardano la sicurezza del lavoro.  Per maggiori informazioni, si prega di contattare christian@bernieri.com


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INAIL - premio assicurativo e oscillazione del tasso - ot24

torreibmL’inail, con nota del 18 Gennaio 2010, ribadisce la data del 31 Gennaio quale termine entro cui presentare i modelli OT24 per la riduzione del premio e l’oscillazione del tasso, in conseguenza degli interventi in materia di sicurezza del lavoro.

Non si intravedono possibilità di proroga, come, invece, è accaduto nel 2009.

Tutti i dettagli relativi al modello OT24, i moduli, le istruzioni, gli allegati, sono disponibili sia sul sito dell’INAIL che nella nostra News di approfondimento specifico, consultabile al seguente link: http://www.studiobernieri.com/wp/?p=1595

Le aziende clienti, assistite da contratto di consulenza, possono richiedere lo sconto del 10 % sul premio assicurativo da versare all’INAIL utilizzano il seguente modulo precompilato nella parte relativa agli interventi tecnici di prevenzione: precompilato_sgst_modello-corretto-ot24-2009_rev_a_31072009


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Una sentenza per puntualizzare alcuni aspetti della delega in materia di sicurezza.

legalLa sentenza 44890/09 della Corte di Cassazione, depositata nei giorni scorsi, è l’occasione per puntualizzare alcuni importanti principi che, anche se affermati nell’ambito di un processo riguardante fatti accaduti sotto la previgente normativa (D.Lgs 626/94), rappresentano un importante chiarimento circa l’istituto della delega, l’esercizio dei poteri e l’assunzione di responsabilità.

In seguito ad un comune infortunio, sono state riscontrate violazioni di obblighi riguardanti la sicurezza del lavoro e contestate le relative ipotesi di reato.

Al termine del processo, la Corte di Cassazione ha avuto modo di osservare che:

se un datore di lavoro delega ad altro soggetto, con atto non valido per vizi di forma o di sostanza, compiti riguardanti la sicurezza del lavoro (come dotare il lavoratore di DPI, effettuare la formazione, esigere l’osservanza delle regole, ecc) il datore di lavoro non viene sollevato dalla propria responsabilità e, in più, il delegato assume una propria responsabilità autonoma. In base al principio di effettività, infatti, l’invalidità della delega impedisce che il delegante possa essere esonerato dalle proprie responsabilità e non esclude la responsabilità del delgato che, di fatto, abbia svolto le funzioni delegate (sul tema, anche Cass. Sez IV 27/11/08 n.48295).

Questo principio opera anche se il delegato è sprovvisto dei poteri, mezzi o strumenti necessari per l’esecuzione della delega. Per escludere la responsabilità del delegato, infatti, sarebbe necessaria la non accettazione della delega stessa o la richiesta di essere messo in condizioni di svolgere le attività delegate.

La decisione è perfettamente in linea con la normativa vigente ed in particolare con l’articolo 299 del D.Lgs 81/08 che prevede la sussistenza delle rispettive responsabilità anche per le figure di Datore di Lavoro, Dirigente o Preposto, pur privi di formale investitura ma che esercitano, in concreto, tali poteri direttivi.

downloadScarica la sentenza cliccando QUI

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Nuova procedura per la denuncia di infortunio.

torreibm La nuova procedura prevede la soppressione dell’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza  e il mantenimento della semplice denuncia all’INAIL.

Questa è la novità contenuta nel Disegno di Legge approvato il 12 novembre 2009 dal Consiglio dei Ministri, che, all’art. 9, modifica il Dpr n. 1124/1965. La finalità è di semplificare i rapporti con la pubblica amministrazione.

Se la norma supererà l’esame parlamentare, il datore di lavoro sarà esonerato dall’obbligo previsto dall’art. 54 del T.U. sulle assicurazioni contro gli infortuni e le malattie professionali (Dpr n. 1124/1965), che, attualmente, prevede che il datore di lavoro, in caso di infortunio che abbia come conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni, debba trasmettere, entro determinati termini, formale denuncia all’Autorità locale di pubblica sicurezza del Comune in cui è avvenuto l’infortunio.
Si intende così valorizzare l’introduzione della denuncia telematica che, da sola, è sufficiente per allertare tutti gli enti coinvolti dall’evento.
Il Ddl in esame al Parlamento prevede, inoltre, la modifica dell’art. 56, comma 1, del suddetto Testo Unico, introducendo un nuovo adempimento per l’Inail a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti, l’Istituto dovrà trasmettere alla competente Direzione Provinciale del Lavoro una copia della denuncia con riferimento ai casi di infortunio grave che abbiano comportato lesioni tali da provocare un’inabilità superiore a 30 giorni o addirittura il decesso. Grazie a questa segnalazione, la Dpl potrà effettuare le opportune visite ispettive sui luoghi di lavoro.

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LA DENUNCIA DI INFORTUNIO: le regole dopo il correttivo al D.Lgs 81/08 (D.Lgs 106/09)

3d abstract running doctorsA seguito delle recenti modifiche introdotte dal D.Lgs. n.106 del 3 agosto 2009 al Testo Unico sicurezza, si riepilogano  gli adempimenti connessi al verificarsi di un infortunio sul lavoro.
I datori di lavoro sono obbligati a comunicare, in via esclusivamente telematica, all’Inail o all’Ipsema, se datori di lavoro marittimi, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico:
1)    le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento: tale comunicazione ha finalità esclusivamente statistiche e informative, in quanto gli infortuni fino a 3 giorni non sono coperti dall’assicurazione Inail;
2)    le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza superiore a 3 giorni: in questo caso la comunicazione ha finalità assicurative, in quanto l’evento in questione è coperto dall’assicurazione Inail.
L’obbligo di comunicare gli infortuni superiori a 3 giorni si considera comunque assolto se il datore di lavoro effettua la denuncia di infortunio all’Inail nelle modalità previste dall’art.53 del DPR n.1124/65, anche se tale denuncia prevede tempistiche diverse, in quanto deve essere effettuata entro 2 giorni da quello in cui il datore di lavoro ne ha avuto notizia, e la possibilità di essere inoltrata in forma cartacea e non telematicamente.
Inoltre, rimane comunque in vigore l’obbligo di comunicare all’autorità di Pubblica Sicurezza gli infortuni che comportano un’assenza superiore a tre giorni, sempre entro 2 giorni dalla notizia dell’evento.
Viceversa, l’obbligo di effettuare la denuncia ai fini statistici degli infortuni di almeno un giorno non è ancora operativa: essa entrerà in vigore decorsi sei mesi dall’emanazione del Decreto Interministeriale che definirà le regole tecniche per la realizzazione e il funzionamento del SINP.
Una volta entrati in vigore il SINP e la comunicazione ai fini statistici, non dovrà più essere aggiornato o istituito il Registro Infortuni; il Registro in essere, comunque, dovrà essere conservato per 4 anni decorrenti dall’ultima registrazione.

la SGST srl rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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L’INAIL ALLARGA L’OBBLIGO ASSICURATIVO DEGLI ARTIGIANI

torreibmL’Inail, con la nota n.9045 del 7 ottobre 2009, ha introdotto importanti novità in materia di obbligo assicurativo per gli artigiani, considerate anche le notevoli percentuali di evasione contributiva nei confronti dell’Istituto da parte degli imprenditori artigiani stessi.

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Ambito della tutela

L’Inail, in linea con la giurisprudenza, ribadisce che l’eventuale infortunio occorso durante l’attività imprenditoriale non è indennizzabile: è pertanto escluso dalla tutela l’evento che avvenga durante lo svolgimento di pratiche amministrative, pur se riguardanti l’attività aziendale, nonché quello che avvenga durante attività di acquisizione di clientela o stipula dei contratti.

Non sono indennizzabili altresì gli eventi occorsi all’artigiano che opera in modo non professionale: si pensi al soggetto che ripara la propria abitazione.

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Artigiano di fatto

L’Istituto ribadisce che ha obbligo Inail anche il soggetto che, pur non iscritto all’Albo delle Imprese Artigiane, svolge attività di tipo artigianale, in via non occasionale.

È pertanto soggetto a tutela assicurativa, ad esempio, il soggetto che svolge lavoro dipendente e ha una seconda attività in proprio di carattere artigianale, oppure il titolare di azienda edile inquadrata al settore Industria che partecipa personalmente all’attività lavorativa.

L’artigiano di fatto è tenuto anche ad assicurare l’associato in partecipazione.

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Obbligo di tutela ed elemento oggettivo

I requisiti per la tutela di carattere oggettivo sono elencati all’art.1 del T.U. n.1124/65.

“È obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro delle persone le quali, nelle condizioni previste dal presente titolo, siano addette a macchine mosse non direttamente dalla persona che ne usa, ad apparecchi a pressione, ad apparecchi e impianti elettrici o termici, nonché delle persone comunque occupate in opifici, laboratori o in ambienti organizzati per lavori, opere o servizi, i quali comportino l’impiego di tali macchine, apparecchi o impianti.

L’obbligo dell’assicurazione ricorre altresì quando le macchine, gli apparecchi o gli impianti di cui al precedente comma siano adoperati anche in via transitoria o non servano direttamente ad operazioni attinenti all’esercizio dell’industria che forma oggetto di detti opifici o ambienti, ovvero siano adoperati dal personale comunque addetto alla vendita, per prova, presentazione pratica o esperimento“.

L’articolo 1 del Testo Unico riporta altresì un elenco di 28 attività che sono comunque assicurabili (ad esempio i lavori edili) al di là dei requisiti di cui all’art.1.

L’Istituto ricorda che:

  • anche se non vi siano macchine, è sufficiente perché insorga l’obbligo che la sede dell’impresa funga anche da deposito di merci o materiali, pur se non vi sia alcuna attrezzatura: ciò perché l’art.1, co.3, n.8 T.U. cita appunto, tra le 28 attività comunque assicurabili, “l’esercizio di magazzini di deposito di merci o materiali”;
  • se l’artigiano non ha alcuna attrezzatura, né svolge attività comprese tra le 28 comunque assicurabili, è comunque obbligato a corrispondere il premio se svolge il trasporto dei prodotti aziendali con furgone;
  • non ricorre, viceversa, obbligo assicurativo nel caso in cui l’unica attrezzatura sia un’autovettura utilizzata per attività esclusivamente imprenditoriali, come sopra delineate.

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Artigiano con doppia tutela

Se un artigiano opera come titolare di ditta individuale iscritta all’Albo delle Imprese Artigiane e presta attività (non prevalente, ma non occasionale) come socio di un’altra società, artigiana o no, è tenuto a versare due premi.

Casi particolari

Sono assicurabili:

- i fotografi, sia nel caso in cui siano addetti a laboratori con uso di pellicole (sostanze infiammabili ex art.1, co.3, n.13 T.U), sia nel caso in cui adoperino personal computer e apparecchiature per la stampa digitale;

- i motoaratori conto terzi. Per gli stessi, il premio non è fisso ma rapportato alle giornate di lavoro. Tuttavia, se gli stessi svolgono anche un’altra attività (ad esempio movimento terra per edilizia), sono tenuti anch’essi ad un doppio premio.

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Ricorsi

Fino al 31/12/2009 l’Inail può operare direttamente l’assicurazione dei soggetti che ritiene in obbligo assicurativo; in genere la verifica è compiuta dal Servizio Ispettivo e al verbale segue un provvedimento dell’Istituto con la richiesta di premio.

Contro tale provvedimento (e non contro il verbale) è possibile inoltrare ricorso alla Direzione Provinciale del Lavoro entro dieci giorni.

Dal 1° gennaio 2010, l’Istituto dovrà obbligatoriamente inviare una diffida ad assicurarsi e, nel caso venga inoltrato ricorso alla DPL entro 10 giorni, dovrà astenersi dal procedere alle richieste di premio fino alla decisione sul ricorso.

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Sanzioni

Nel caso di mancata iscrizione di un soggetto artigiano (anche di fatto) all’Inail, l’Istituto provvede alla richiesta dei premi dovuti maggiorati dalle sanzioni civili di legge. Esse sono pari al 30 per cento in ragione d’anno, con un massimo del 60 per cento, oltre agli interessi di mora (art.116, co.8 e 9, L. n.388/00).

È opportuno ricordare che, qualora la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi e semprechè il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro trenta giorni dalla denuncia stessa, i soggetti sono tenuti al pagamento di una sanzione civile nettamente più bassa e pari, in ragione d’anno, al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (art.116, co.8, L. n.388/00).

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La SGST rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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INAIL: novità da Ottobre 09 sicurezza del lavoro, denuncia infortuni e apertura posizioni

torreibmDalle ore 18 del 2 ottobre 2009 la denuncia d’infortunio all’INAIL  è online in una nuova versione.
Sono state semplificate le modalità di inserimento dei dati (sia online che offline) nelle sezioni “Testimoni” e “Veicolo” e, fra l’altro, aggiornate le tabelle Sedi INAIL e ISTAT-ASL. LINK alla procedura di denuncia infortuni online

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Dal 1° ottobre 2009 l’iscrizione all’INAIL delle nuove imprese avviene tramite la “Comunicazione Unica al registro delle Imprese”. All’inoltro dei dati per via telematica, l’Ufficio del Registro imprese rilascia una ricevuta che consente all’imprenditore l’inizio immediato delle attività lavorative. È previsto un periodo di transitorio di sei mesi, durante il quale le imprese potranno ancora utilizzare gli sportelli polifunzionali degli Enti previdenziali e delle Camere di Commercio, destinati ad essere sostituiti da sportelli esclusivamente telematici. A breve è prevista l’attivazione della Comunicazione Unica anche per i casi di variazione e cessazione delle imprese.   LINK alla circolare INAIL

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Imminenti modifiche al codice civile e Legge Fallimentare in materia di risarcimento da infortuni sul lavoro

legalSicurezza del lavoro: sta procedendo speditamente l’iter parlamentare del provvedimento numero C.2577 “Modifiche agli articoli 1917 e 2751-bis del codice civile e all’articolo 46 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, in materia di tutela risarcitoria delle vittime del lavoro“. Il provvedimento è stato Assegnato ed è ora al vaglio delle commissioni parlamentari. Seguirà l’approvazione del parlamento e la pubblicazione.

Le modifiche introdurranno significative novità nella gestione dell’assicurazione, nella disciplina dei crediti privilegiati e nella disciplina del fallimento.

L’obiettivo legislativo è minimizzare ogni possibile conseguenza negativa di fallimenti, concorso di creditori e simili   sulle somme risarcitorie dovute, in relazione alla responsabilità civile conseguente ad infortuni sul lavoro.

Anche l’indennizzo diretto obbligatorio alle vittime di infortuni sul lavoro rappresenta una interessante novità.

Vengono introdotti nel Codice Civile e nella Legge Fallimentare alcuni riferimenti alla definizione di LAVORATORE contenuta nel D.Lgs 81/08 (recentemente modificato dal D.Lgs 106/09). Un’importante implicazione del provvedimento sarà, dunque, collegare una serie di istituti, procedure e fattispecie risarcitorie alla qualifica di LAVORATORE così come intesa dalla normativa in materia di sicurezza del lavoro e, non più, con riferimento alle sole definizioni contenute nello stesso codice civile.

Ricordiamo che la definizione di lavoratore contenuta nel D.Lgs 81/08 è molto ampia e trasversale:

«lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa
nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo
fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
Al
lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la
sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e
seguenti del Codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui
all’articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196 , e di cui a specifiche disposizioni delle Leggi regionali
promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali
mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il
partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in
genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai
periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del
Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile; il lavoratore di cui al Decreto Legislativo 1°
dicembre 1997, n. 468 (Lavoratori socialmente utili) , e successive modificazioni;
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Allo stato attuale il provvedimento dovrebbe apportare le seguenti modifiche ai testi di legge (la modifica è evidenziata in grassetto):

Codice Civile, art. 1917 -  Assicurazione della responsabilità civile
I. Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore è obbligato a tenere indenne l’assicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dell’assicurazione, deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilità dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti dolosi.
II. L’assicuratore ha facoltà, previa comunicazione all’assicurato, di pagare direttamente al terzo danneggiato l’indennità dovuta, ed è obbligato al pagamento diretto se l’assicurato lo richiede ovvero se il danno deriva da qualunque violazione del dovere di sicurezza, restando impregiudicata l’azione nei confronti del responsabile solidalmente obbligato. La presente disposizione ha valore di interpretazione autentica.
Ogni patto contrario è nullo e si applicano di diritto le disposizioni del secondo comma

…omissis…

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Codice Civile, art. 2751 bis Crediti per retribuzioni e provvigioni, crediti dei coltivatori diretti, delle società od enti cooperativi e delle imprese artigiane
Hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti:

  • le retribuzioni dovute, sotto qualsiasi forma, ai prestatori di lavoro subordinato e tutte le indennità dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro, nonché il credito del lavoratore per i danni conseguenti alla mancata corresponsione, da parte del datore di lavoro, dei contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori ed il credito per il risarcimento del danno subito per effetto di un licenziamento inefficace, nullo o annullabile;
  • le richieste risarcitorie a seguito della violazione delle disposizioni per le quali è riconosciuto il diritto all’azione diretta nei confronti di chiunque ai lavoratori di cui all’ articolo 2, comma 1, lettera a) , del citato decreto legislativo n. 81 del 2008
  • …omissis…

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Disciplina del fallimento: regio decreto 16 marzo 1942, n. 267

Art. 46 (Beni non compresi nel fallimento)
Non sono compresi nel fallimento:
1) i beni ed i diritti di natura strettamente personale;

1- bis ) i crediti nei confronti delle imprese di assicurazione derivanti dalla violazione delle disposizioni in materia di sicurezza di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 , da parte dei datori di lavoro
…omissis…

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La denuncia tardiva della malattia professionale in caso di presentazione diretta del certificato.

link_inailSi segnala che il datore di lavoro può essere sanzionato in via amministrativa in caso di trasmissione tardiva della denuncia di malattia professionale richiestagli espressamente dall’Inail, a seguito della presentazione diretta del certificato medico da parte del lavoratore assicurato all’Istituto.

Infatti, la presentazione della denuncia di malattia costituisce l’atto necessario per l’avvio della procedura per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali, a prescindere che la notizia della malattia sia già stata acquisita dall’Inail attraverso l’invio diretto del certificato medico da parte del lavoratore. Il Ministero, tuttavia, precisa nella risposta che l’obbligo di denuncia scatta solo in caso di trasmissione da parte dell’Inail della richiesta di denuncia, unitamente al certificato medico in suo possesso, contenente tutti i requisiti previsti dall’art.53 del DPR n.1124/65, di modo che il datore di lavoro possa essere a conoscenza dello stato di salute del lavoratore, conoscenza che non è vincolata dalla normativa in materia di privacy.

Pertanto il datore di lavoro, una volta ricevuta la richiesta di denuncia, avrà 5 giorni di tempo per poter adempiere alla trasmissione della denuncia.

(Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Interpello 06/02/2009 n.5)

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