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Autocertificazione su provvedimenti: i chiarimenti del Ministero.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con lettera circolare n.1472 del 12 maggio 2010, chiarisce alcuni punti in materia di verifica della presentazione e della veridicità dell’autocertificazione della mancata violazione, da parte del datore di lavoro o del dirigente responsabile, delle disposizioni penali e amministrative in materia di tutela delle condizioni di lavoro accertata con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi. Gli istituti, per confermare la fruizione di benefici ai datori di lavoro, chiederanno alla DPL la verifica della presentazione dell’autocertificazione sopra riportata e se entro 30 giorni la Direzione non risponde dovranno concedere il beneficio.

Inoltre viene chiarito che …

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Una sentenza chiarisce il valore dei verbali di ispezione

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8335 del 8 aprile 2010, richiamando le prassi in materia, in conformità alle norme procedurali ed amministrative e consolidando ulteriormente la giurisprudenza sull’argomento, ha affermato che il verbale redatto dall’ispettore del lavoro o dal funzionario dell’Istituto Previdenziale, e contenente i fatti che sono avvenuti in sua presenza, fanno prova fino a querela di falso.

Invece per le circostanze che l`ispettore dichiari di aver appreso de relato o in conseguenza di acquisizione di documenti il relativo materiale è liberamente valutato dal giudice che può considerarlo prova sufficiente dei fatti riportati nel verbale ove in esito all’esame dei riscontri probatori emersi nell’istruttoria pervenga al convincimento dell’effettiva sussistenza degli addebiti mossi dall’istituto previdenziale.

Le considerazioni espresse con questa sentenza possono essere trasposte integralmente ai verbali emessi dagli UPG delle ASL, nell’ambito di ispezioni in materia di sicurezza del lavoro.

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Indicazioni dalle regioni per i controlli periodici di sicurezza

Attrezzature di lavoro – linee guida delle regioni

Il Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e Province Autonome, gruppo di lavoro interregionale “Macchine e impianti”, ha elaborato e pubblicato le “Prime indicazioni operative modifiche apportate dal D.Lgs. 106/2009 al Titolo III del D. Lgs. 81/2008, in relazione alle modifiche apportate al Titolo III del D.Lgs. 9 aprile 2008 dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”

Con questo documento, le Regioni, forniscono le prime indicazioni operative, in attesa dell’emanazione delle necessarie circolari esplicative e dei decreti attuativi da parte dei competenti Ministeri secondo quanto prescritto dal D.Lgs 81/08.

Il documento chiarisce che, in mancanza dei decreti attuativi, si applica la previgente normativa e non possono essere considerati attivi i nuovi istituti e procedure previsti nel D.lgs 81/08

Il contenuto integrale del documento è accessibile dall’articolo originale su www.safetybydesign.com

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OSERVATORIO SICUREZZA DEL LAVORO

findUn Osservatorio sulla sicurezza del lavoro e’ stato istituito presso il Tribunale di Milano. Con la struttura collaboreranno giudici, tecnici, medici, imprenditori e lavoratori, al fine di studiare e approfondire tematiche giuridiche e di prevenzione sul tema degli infortuni e delle malattie professionali. L’Osservatorio, coordinato dal giudice Bruno Giordano, e’ nato sulla base di un protocollo d’intesa firmato dal presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, dalla direzione regionale dell’Inail e dal Comitato paritetico territoriale.

Si tratta del primo Osservatorio per studiare e analizzare i problemi interpretativi, applicativi, operativi nella materia della sicurezza del lavoro dopo la riforma recente del testo unico sulla sicurezza dell’agosto scorso (d.lgs 106/09, di riforma del d.lgs 81/08). Infatti - (da fonte  Inail) - si registrano distonie e diversità interpretative che nell’applicazione delle nuove norme creano confusione o addirittura contraddizione tra gli operatori e i magistrati. Pertanto si realizzeranno iniziative di alta formazione, con lo scopo di approfondire tematiche controverse poste dalla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro, contribuendo così alla diffusione della cultura della prevenzione e della legalità, quale indispensabile presupposto per la riduzione dei fenomeni infortunistici in generale. L’Osservatorio si occuperà di formazione e informazione, di elaborare e raccogliere le migliori esperienze applicative da portare all’attenzione dei datori di lavoro, delle imprese, dei responsabili della sicurezza, dei magistrati, dei lavoratori, delle parti sociali ed Enti. Saranno raccolte ed esaminate le decisioni del Tribunale di Milano e di altri Tribunali e Corti d’Italia nonché le principali sentenze della Cassazione“.

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Nuova procedura per la denuncia di infortunio.

torreibm La nuova procedura prevede la soppressione dell’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza  e il mantenimento della semplice denuncia all’INAIL.

Questa è la novità contenuta nel Disegno di Legge approvato il 12 novembre 2009 dal Consiglio dei Ministri, che, all’art. 9, modifica il Dpr n. 1124/1965. La finalità è di semplificare i rapporti con la pubblica amministrazione.

Se la norma supererà l’esame parlamentare, il datore di lavoro sarà esonerato dall’obbligo previsto dall’art. 54 del T.U. sulle assicurazioni contro gli infortuni e le malattie professionali (Dpr n. 1124/1965), che, attualmente, prevede che il datore di lavoro, in caso di infortunio che abbia come conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni, debba trasmettere, entro determinati termini, formale denuncia all’Autorità locale di pubblica sicurezza del Comune in cui è avvenuto l’infortunio.
Si intende così valorizzare l’introduzione della denuncia telematica che, da sola, è sufficiente per allertare tutti gli enti coinvolti dall’evento.
Il Ddl in esame al Parlamento prevede, inoltre, la modifica dell’art. 56, comma 1, del suddetto Testo Unico, introducendo un nuovo adempimento per l’Inail a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti, l’Istituto dovrà trasmettere alla competente Direzione Provinciale del Lavoro una copia della denuncia con riferimento ai casi di infortunio grave che abbiano comportato lesioni tali da provocare un’inabilità superiore a 30 giorni o addirittura il decesso. Grazie a questa segnalazione, la Dpl potrà effettuare le opportune visite ispettive sui luoghi di lavoro.

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L’INAIL ALLARGA L’OBBLIGO ASSICURATIVO DEGLI ARTIGIANI

torreibmL’Inail, con la nota n.9045 del 7 ottobre 2009, ha introdotto importanti novità in materia di obbligo assicurativo per gli artigiani, considerate anche le notevoli percentuali di evasione contributiva nei confronti dell’Istituto da parte degli imprenditori artigiani stessi.

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Ambito della tutela

L’Inail, in linea con la giurisprudenza, ribadisce che l’eventuale infortunio occorso durante l’attività imprenditoriale non è indennizzabile: è pertanto escluso dalla tutela l’evento che avvenga durante lo svolgimento di pratiche amministrative, pur se riguardanti l’attività aziendale, nonché quello che avvenga durante attività di acquisizione di clientela o stipula dei contratti.

Non sono indennizzabili altresì gli eventi occorsi all’artigiano che opera in modo non professionale: si pensi al soggetto che ripara la propria abitazione.

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Artigiano di fatto

L’Istituto ribadisce che ha obbligo Inail anche il soggetto che, pur non iscritto all’Albo delle Imprese Artigiane, svolge attività di tipo artigianale, in via non occasionale.

È pertanto soggetto a tutela assicurativa, ad esempio, il soggetto che svolge lavoro dipendente e ha una seconda attività in proprio di carattere artigianale, oppure il titolare di azienda edile inquadrata al settore Industria che partecipa personalmente all’attività lavorativa.

L’artigiano di fatto è tenuto anche ad assicurare l’associato in partecipazione.

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Obbligo di tutela ed elemento oggettivo

I requisiti per la tutela di carattere oggettivo sono elencati all’art.1 del T.U. n.1124/65.

“È obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro delle persone le quali, nelle condizioni previste dal presente titolo, siano addette a macchine mosse non direttamente dalla persona che ne usa, ad apparecchi a pressione, ad apparecchi e impianti elettrici o termici, nonché delle persone comunque occupate in opifici, laboratori o in ambienti organizzati per lavori, opere o servizi, i quali comportino l’impiego di tali macchine, apparecchi o impianti.

L’obbligo dell’assicurazione ricorre altresì quando le macchine, gli apparecchi o gli impianti di cui al precedente comma siano adoperati anche in via transitoria o non servano direttamente ad operazioni attinenti all’esercizio dell’industria che forma oggetto di detti opifici o ambienti, ovvero siano adoperati dal personale comunque addetto alla vendita, per prova, presentazione pratica o esperimento“.

L’articolo 1 del Testo Unico riporta altresì un elenco di 28 attività che sono comunque assicurabili (ad esempio i lavori edili) al di là dei requisiti di cui all’art.1.

L’Istituto ricorda che:

  • anche se non vi siano macchine, è sufficiente perché insorga l’obbligo che la sede dell’impresa funga anche da deposito di merci o materiali, pur se non vi sia alcuna attrezzatura: ciò perché l’art.1, co.3, n.8 T.U. cita appunto, tra le 28 attività comunque assicurabili, “l’esercizio di magazzini di deposito di merci o materiali”;
  • se l’artigiano non ha alcuna attrezzatura, né svolge attività comprese tra le 28 comunque assicurabili, è comunque obbligato a corrispondere il premio se svolge il trasporto dei prodotti aziendali con furgone;
  • non ricorre, viceversa, obbligo assicurativo nel caso in cui l’unica attrezzatura sia un’autovettura utilizzata per attività esclusivamente imprenditoriali, come sopra delineate.

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Artigiano con doppia tutela

Se un artigiano opera come titolare di ditta individuale iscritta all’Albo delle Imprese Artigiane e presta attività (non prevalente, ma non occasionale) come socio di un’altra società, artigiana o no, è tenuto a versare due premi.

Casi particolari

Sono assicurabili:

- i fotografi, sia nel caso in cui siano addetti a laboratori con uso di pellicole (sostanze infiammabili ex art.1, co.3, n.13 T.U), sia nel caso in cui adoperino personal computer e apparecchiature per la stampa digitale;

- i motoaratori conto terzi. Per gli stessi, il premio non è fisso ma rapportato alle giornate di lavoro. Tuttavia, se gli stessi svolgono anche un’altra attività (ad esempio movimento terra per edilizia), sono tenuti anch’essi ad un doppio premio.

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Ricorsi

Fino al 31/12/2009 l’Inail può operare direttamente l’assicurazione dei soggetti che ritiene in obbligo assicurativo; in genere la verifica è compiuta dal Servizio Ispettivo e al verbale segue un provvedimento dell’Istituto con la richiesta di premio.

Contro tale provvedimento (e non contro il verbale) è possibile inoltrare ricorso alla Direzione Provinciale del Lavoro entro dieci giorni.

Dal 1° gennaio 2010, l’Istituto dovrà obbligatoriamente inviare una diffida ad assicurarsi e, nel caso venga inoltrato ricorso alla DPL entro 10 giorni, dovrà astenersi dal procedere alle richieste di premio fino alla decisione sul ricorso.

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Sanzioni

Nel caso di mancata iscrizione di un soggetto artigiano (anche di fatto) all’Inail, l’Istituto provvede alla richiesta dei premi dovuti maggiorati dalle sanzioni civili di legge. Esse sono pari al 30 per cento in ragione d’anno, con un massimo del 60 per cento, oltre agli interessi di mora (art.116, co.8 e 9, L. n.388/00).

È opportuno ricordare che, qualora la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque entro dodici mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi e semprechè il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro trenta giorni dalla denuncia stessa, i soggetti sono tenuti al pagamento di una sanzione civile nettamente più bassa e pari, in ragione d’anno, al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti (art.116, co.8, L. n.388/00).

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La SGST rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

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Ascensori: adeguamenti normativi obbligatori

glassliftIl primo settembre 2009 è entrato in vigore il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 108/09 del 23/07/2009 per la modernizzazione e l’adeguamento agli standard di sicurezza anche per gli ascensori entrati in funzione prima del 1999.

Lo scopo del decreto è quello di adeguare allo stesso livello di sicurezza tutti gli ascensori in esercizio sul territorio Italiano data l’effettiva vetustà di una parte rilevante degli stessi.

Vi era infatti un regime di  differente normativa cui erano sottoposti (prima dell’entrata in vigore del d.m.) gli ascensori entrati in funzione dopo il 30 giugno 1999 e quelli già in esercizio.

Per i primi si applicava (e continua ad applicarsi) il d.p.r. 162/99, di recepimento della c.d. direttiva (europea) sugli ascensori, che prevede una serie di standard di sicurezza che gli impianti, entrati in funzione dopo il 30 giugno 1999, devono possedere.

Per quelli più vecchi, invece, valeva la normativa fino ad allora vigente.

Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale si vuole uniformare gli standard di sicurezza con l’adeguamento degli impianti alle norme di buona tecnica rappresentate dalle norme UNI e UNI EN vigenti ad oggi (es. UNI EN 81:80)

Dal primo settembre e per i prossimi 15 anni tutto il parco ascensori presente sul territorio italiano dovrà essere conforme ai dettami di sicurezza prescritti dall’analisi dei rischi effettuata in base alle prescrizioni contenute nel d.m. e nei suoi allegati.

E’ previsto un graduale e progressivo schema di attuazione delle delle verifiche e dell’effettuazione degli interventi d’adeguamento in base alla vetustà dell’impianto.

I primi ad essere adeguati sono gli  impianti entrati in funzione nel 1964. Gli ultimi da sottoporre a modifica sono i più recenti, installati prima del 24 giugno 1999. Il tutto entro il termine, variabile a seconda della vetustà dell’impianto, che va da 2 a 5 anni.

Ecco uno schema di sintesi:

- entro due anni per l’impianti di ascensore installati prima del 15 novembre 1964 ;
- entro tre anni per l’impianti di ascensore installati prima del 24 ottobre 1979;
- entro quattro anni per l’impianti di ascensore installati prima del 9 aprile 1991;
- entro cinque anni per l’impianti di ascensore installati prima del 24 giugno 1999.

All’analisi seguirà la compilazione di una tabella di interventi da realizzare sullo specifico impianto, al fine di renderlo “più moderno” e di rispettare le normative vigenti. Tali interventi sull’impianto saranno suddivisi in base a delle tabelle di priorità, stabilite dalla norma, in diversi anni. I tempi per l’esecuzione dei lavori indicati dagli Organismi Notificati sono relativi ai rischi riscontrati, ALTO 5 anni, MEDIO 10 anni, BASSO solo in occasione di interventi di modernizzazione successivi.

Ente responsabile delle verifiche sarà, alternativamente, la ASL, gli organismi notificati, l’ispettorato del lavoro e l’ARPA, laddove la normativa regionale gli deleghi tale competenza.

Successivamente al controllo ed alle eventuali prescrizioni che dovessero conseguirne, il proprietario dell’impianto o il suo legale rappresentante (l’amministratore nel caso di condominio) dovrà adeguare l’ascensore in un termine variabile a seconda delle modifiche da apportare.
Il mancato adeguamento comporta la sospensione dell’esercizio dell’impianto.

Tutte le responsabilità ed i costi scaturenti dal decreto sono posti a carico del proprietario o del suo legale rappresentante.

Testo del decreto e allegati dm 108-09 ascensori

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Vecchi reati e nuove sanzioni: D.Lgs 106/09 e del novellato D.Lgs 81/08 dopo Agosto 2009

tu81_sgstlegalCon la data del 20 agosto 2009 è entrato in vigore, a tutti gli effetti e senza troppo clamore, il D.Lgs 106/09 (cosiddetto CORRETTIVO) che, da allora, ha modificato pesantemente il D.Lgs 81/08, il c.d. Testo Unico in materia di Sicurezza del Lavoro.

Tra le modifiche più interessanti, vi è sicuramente la rimodulazione dell’intero apparato sanzionatorio.

La logica applicata può essere sicuramente definita come di un GENERALE ABBASSAMENTO delle sanzioni previste dalla previgente norma.

Rimane, naturalmente, invariata la previsione di sanzioni penali per la massima parte degli adempimenti previsti dal Testo Unico.

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Oltre alle pene generalmente più miti rispetto al passato, occorre rilevare modifiche anche all’istituto della prescrizione, dell’applicazione del D.Lgs 758/94 (che permette di estinguere il reato, trasformandolo in illecito amministrativo, mediante l’immediato adempimento e il contestuale pagamento di un importo pari a 1/4 della sanzione massima prevista per il reato originario). Oggi, in conseguenza alle modifiche apportate dal D.Lgs 106/08, questa norma può essere applicata sia ai reati per i quali è prevista in alternativa la pena dell’arresto o dell’ammenda (esattamente come accadeva già ai tempi del D.Lgs 626/94 e della prima versione del D.Lgs 81/08), sia anche ai reati punti con la sola pena pecuniaria dell’ammenda. Questa modifica costituisce una novità significativa e di grande rilievo nell’applicazione processuale della materia “sicurezza del lavoro”.

Una interessante considerazione, utile a tutti coloro i quali hanno recentemente ricevuto un verbale di prescrizione o una visita ispettiva dell’ASL o dell’Ispettorato del Lavoro, riguarda l’applicabilità delle norme penali e la loro variazione nel tempo.

Ricordiamo che, secondo i principi generali del diritto, la norma penale è personale, non può essere retroattiva, va applicata in modo preciso e circostanziato alla fattispecie prevista e non può essere applicata mediante analogia e, soprattutto, segue una regola di favore per il reo in caso di successione di leggi nel tempo.

Per un approfondimento sul tema, si vedano:

  • principio di legalità
  • principio di tassatività
  • principio di colpevolezza
  • principio di irretroattività

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Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo“.

Per questa ragione, se un imprenditore ha ricevuto un verbale da parte di un organo ispettivo, potrebbe essere nella condizione di richiedere l’applicazione delle nuove sanzioni, anche se l’accertamento riguarda reati commessi prima del 20 agosto 2009.

Qualora sia stato accertato un reato ed emessa la prescrizione obbligatoria, qualora il contravventore non abbia provveduto al pagamento in via amministrativa di quanto dovuto e richieda l’applicazione del più favorevole regime sanzionatorio, la Pubblica Amministrazione è tenuta a ricalcolare la sanzione e deve applicare la sanzione più mite.

Il presupposto per l’accesso a questa forma di “sconto” è il NON AVER ANCORA ESTINTO IL REATO MEDIANTE IL COMPLETAMENTO DELLA PROCEDURA DELL’OBLAZIONE (PAGAMENTO DELLA SANZIONE AMMINISTRATIVA CONVERTITA) PREVISTA DAL D.Lgs 758/94 sopra citato.

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Occorre appena citare il fatto che se, dopo il 20/08/2009, una fattispecie non fosse più considerata reato dal D.Lgs 81/08 aggiornato, ogni ipotesi sanzionatoria sarebbe del tutto inapplicabile per il venire meno di un presupposto fondamentale: la previsione di un fatto come reato.

Questa circostanza può tranquillamente verificarsi ed essere all’ordine del giorno in molti casi, si pensi, per esempio, alla non più obbligatorietà di redazione del DUVRI per le attività oggetto di appalto che durino meno di 2 giorni. Tutte le aziende presso le quali è stata contestata la mancata emissione del Documento Unico di Valutazione dei Rischi in occasione di appalti di breve durata, non possono più essere sanzionati poiché il fatto non costituisce reato dal 20 Agosto scorso.

O ancora, si pensi a tutti i soggetti condannati o sotto processo per mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (fattispecie originariamente punita con l’arresto o l’ammenda ed, ora, punita con la sola ammenda).

(Infatti, il testo dell’articolo 26 del D.Lgs 81/08 è stato novellato con l’aggiunta del seguente comma: 3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI.
Si veda in particolare il secondo comma dell’art. 2 c.p.: “Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituiva reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano la esecuzione e gli effetti penali”.)

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newUlteriori e più dettagliati approfondimenti saranno presentati nel corso del convengo che si terrà a Milano, il 02 ottobre 09 presso la SGST srl - Corso Sempione 76. Per informazioni, costi, disponibilità posti e iscrizioni, sono disponibili CLICCANDO QUI

Nell’area riservata a pagamento (2 euro) è disponibile il modulo in formato word per la richiesta dell’applicazione del D.Lgs 106/09 e della conseguente riduzione delle sanzioni comminate.

A cura della Divisione Legale della SGST srl - Studio Bernieri

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Approfondimento sulle modifiche al testo unico D.Lgs 81/08

ApprofondimentoIn questo articolo si approfondiscono , schematicamente e sinteticamente, ma in modo esaustivo ed integrale, tutte le modifiche contenute nel Decreto appena approvato dal Consiglio Dei Ministri e che è destinato, dopo il previsto iter amministrativo, a modificare in modo significativo il Testo Unico sulla sicurezza del lavoro.

Si cita il numero dell’articolo del decreto modificativo, non l’articolo del testo unico corrispondente.

Il testo del provvedimento schema decreto correttivo 81-08 tu sicurezza lavoro 27 03 09 e la relazione accompagnatoria relazione accompagnamento modifiche TU

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2- nella definizione di LAVORATORE non rientrano più tutti i volontari bensì solo i volontari della croce rossa italiana.

3- i volontari sono parificati ai lavoratori autonomi… viene pertanto escluso l’obbligo di sorveglianza sanitaria precedentemente previsto.

4- il computo dei lavoratori esclude anche i lavoratori in prova

6- verranno definiti dei criteri per la qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro;  verranno individuate delle tipologie di attività per le quali le interferenze sono qualificate come irrilevanti.

8bis- le indicazioni interpretative fornite con ricorso all’INTERPELLO avranno carattere vincolante per l’esercizio delle attività di vigilanza.

11- l’attuazione del modello di vigilanza e controllo (SGSL, OSHA 18000) è requisito idoneo per escludere la culpa in vigilando del datore di lavoro in presenza di delega di funzioni

12- l’invio dei lavoratori alla visita medica ritorna ad essere un obbligo specifico del datore di lavoro; la comunicazione degli infortuni è assolta anche per mezzo della denuncia ordinaria di infortunio attualmente vigente; devono essere comunicate le nuove elezioni degli RSL

13- le cartelle sanitarie e di rischio sono inderogabilmente conservate presso la sede di lavoro o la sede legale del datore di lavoro; ove previsto, le cartelle sanitarie non devono più essere inviate all’ISPESL alla cessazione del rapporto di lavoro (es in caso di agenti cancerogeni)

14- il DUVRI non dovrà essere predisposto per attività di mera fornitura, servizi di natura intellettuale, ai lavori di durata inferiore ai 2 giorni che non presentino rischio biologici, atex, cancerogeni;    I costi della sicurezza non determinano più la nullità del contratto

15Bis- L’obbligo di impedire un evento (equiparato alla causazione diretta) viene meno se: l’obbligo è violato da un soggetto con delega di funzione e poteri idonei ad impedire l’evento;  che non sia imputabile a preposto , progettista, medico competente, lavoratore, lav autonomo, piccolo imprenditore, socio.

16- la valutazione del rischio stress deve essere basata sulle indicazioni fornite dalla commissione entro 180 gg; la data certa è alternativa alla mera sottoscrizione di DDL, RSPP ed RLS; la scelta dei criteri di valutazione dei rischi non è più sindacabile in quanto affidata unicamente al datore di lavoro; le imprese di nuova costituzione hanno 90 giorni dall’inizio delle attività per predisporre la valutazione dei rischi

18- la certificazione del SGSL o OSHA 18000 avvalora il sistema di gestione

19- i requisiti per la nomina dell’RSPP sono ampliati alle lauree magistrali LM26 e l’esonero al corso A vale per chi ha almeno un anno di esperienza nel settore lavorativo di riferimento

20- il coinvolgimento degli organismi paritetici è una possibilità, non una necessità o obbligo

21- è abrogato l’obbligo di invio annuale dei risultati anonimi e collettivi dell’attività di sorveglianza sanitaria a cura del medico competente

22- è legittimata e acclarata la possibilità di effettuare visite mediche preassuntive; sono legittime le visite mediche al rientro da malattie oltre i 60 gg.

25- in caso di attribuzione ad altra mansione per inidoneità, non è obbligatorio il mantenimento della qualifica originaria (ma del trattamento si)

27- in caso di mancata elezione dell’RLS, i lavoratori devono comunicarlo al DDL che richiede l’invio dell’RLST

31-35 sono variate tutte le sanzioni a carico di datore di lavoro, dirigente, preposto, lavoratore, progettista, medico competente.

… gli articoli successivi hanno carattere tecnico e non organizzativo gestionale.

132- è introdotto un meccanismo di estinzione agevolata entro i termini stabiliti dalla asl con il verbale di primo accesso, che comporta il pagamento della sanzione minima prevista e l’esatto adempimento

132bis- in caso di applicazione di buone prassi, dichiarate in sede ispettiva, gli enti ispettivi impartiscono disposizioni ai fini della corretta applicazione. E’ ammesso ricorso avverso tali disposizioni entro 30 gg con richiesta di sospensione di esecutività dei provvedimenti all’autorità sovraordinata. La decisione avviene entro 15 gg con silenzio diniego.

133- è abrogato l’articolo 303 relativamente all’adempimento come circostanza attenuante in sede penale

135- viene reintrodotto il termine di luglio 2010 (2014 per il settore agricolo) per la dismissione di attrezzature già in servizio che non rispettino i limiti di esposizione a vibrazioni meccaniche; le pene pecuniarie e le ammende previste dal D.Lgs 81/08 vengono automaticamente rivalutate sulla base degli indici ISTAT ogni 5 anni.

136- sono modificati un gran numero di allegati, al momento non è noto il contenuto e il merito di tali modifiche!

Rimandiamo l’analisi dettagliata a successivi articoli di approfondimento.

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ATTIVITÀ DI VIGILANZA DEL MINISTERO DEL LAVORO PER L’ANNO 2009

minlavoroIl Ministero del Lavoro ha diffuso il documento di programmazione dell’attività di vigilanza per l’anno 2009, che contiene le linee programmatiche dell’azione ispettiva che, abbandonate le impostazioni di carattere formale, sarà orientata a favore di un’azione di contrasto dei fenomeni di irregolarità che sul piano sostanziale rappresentano una lesione dei livelli di tutela delle condizioni dei lavoratori.

Al Ministero è apparso opportuno invitare le strutture territoriali ad approfondire la conoscenza dei rispettivi territori in modo da poter meglio individuare i fenomeni di maggiore rilevanza che alterano le corrette dinamiche del mercato del lavoro di livello locale.

Gli uffici territoriali saranno invitati a prediligere prioritariamente la definizione delle situazioni conflittuali mediante gli strumenti conciliativi rispetto al procedimento ispettivo. Gli istituti conciliativi quali la conciliazione monocratica e la diffida accertativa per crediti patrimoniali, infatti, garantiscono un’immediata risposta alle esigenze di tutela dei lavoratori interessati, anche di natura patrimoniale, indipendentemente dall’attivazione dell’azione ispettiva.

Nella logica di valorizzazione del ruolo della vigilanza, sarà promossa una più efficace attività di diffusione della cultura della legalità mediante la programmazione di specifiche azioni di prevenzione e promozione, con obiettivi sia di carattere divulgativo, che più propriamente informativo e di aggiornamento sulle principali novità in materia di tutela delle condizioni di lavoro.

La vigilanza sarà indirizzata su specifici obiettivi meritevoli di particolare attenzione e caratterizzati da fenomeni di rilevante impatto economico-sociale, quali:

  • il lavoro nero,
  • la sicurezza sui luoghi di lavoro,
  • la corretta qualificazione dei rapporti di lavoro,
  • il fenomeno delle false prestazioni nel settore agricolo,
  • la vigilanza in materia di appalti illeciti,
  • il lavoro irregolare degli stranieri,
  • i fenomeni di elusione contributiva,
  • il lavoro minorile,
  • l’inserimento lavorativo dei soggetti disabili,
  • la disciplina sulle pari opportunità.
Punti di attenzione Indirizzi
Appalti, somministrazione e distacchi Individuazione di eventuali ipotesi di somministrazione irregolare, abusiva o fraudolenta mediante accertamento sull’autenticità del contratto d’appalto e la corretta applicazione in favore del personale dipendente della disciplina normativa e contrattuale da parte di appaltatori e sub-appaltatori, nonché sull’individuazione degli pseudo lavoratori autonomi, con particolare riferimento al settore dell’edilizia.
Tipologie contrattuali Corretta applicazione di taluni istituti contrattuali non oggetto di certificazione, quali collaborazioni coordinate e continuative anche a progetto, associazioni in partecipazione e rapporti di lavoro flessibili.
Lavoratori extra-comunitari Evitare l’impiego irregolare di manodopera extra-comunitaria.
Lavoro minorile Monitorare il fenomeno concernente l’impiego di lavoratori minori anche mediante la collaborazione con i servizi sociali degli enti locali, gli istituti scolastici e le forze di polizia.
Soggetti disabili Verifica del corretto adempimento degli obblighi posti dalla L. n.68/99, con particolare attenzione alla copertura dell’aliquota obbligatoria.
Pari opportunità Verifica sull’esistenza di eventuali fenomeni discriminatori fondati sul sesso e sull’effettività della tutela delle lavoratrici madri.
Tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori Controllo delle condizioni di salute e sicurezza sui cantieri, nonché della regolarità dei rapporti di lavoro.

Verifica dei diversi regimi di orario di lavoro e della corretta applicazione della disciplina dei tempi di lavoro.

Risorse pubbliche Verifica del rispetto dei vincoli normativi e della corretta utilizzazione delle risorse pubbliche in favore dei soggetti deboli e delle categorie di lavoratori che sono stati esclusi dal mercato del lavoro, con particolare attenzione a coloro che fruiscono degli ammortizzatori sociali.

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La denuncia tardiva della malattia professionale in caso di presentazione diretta del certificato.

link_inailSi segnala che il datore di lavoro può essere sanzionato in via amministrativa in caso di trasmissione tardiva della denuncia di malattia professionale richiestagli espressamente dall’Inail, a seguito della presentazione diretta del certificato medico da parte del lavoratore assicurato all’Istituto.

Infatti, la presentazione della denuncia di malattia costituisce l’atto necessario per l’avvio della procedura per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali, a prescindere che la notizia della malattia sia già stata acquisita dall’Inail attraverso l’invio diretto del certificato medico da parte del lavoratore. Il Ministero, tuttavia, precisa nella risposta che l’obbligo di denuncia scatta solo in caso di trasmissione da parte dell’Inail della richiesta di denuncia, unitamente al certificato medico in suo possesso, contenente tutti i requisiti previsti dall’art.53 del DPR n.1124/65, di modo che il datore di lavoro possa essere a conoscenza dello stato di salute del lavoratore, conoscenza che non è vincolata dalla normativa in materia di privacy.

Pertanto il datore di lavoro, una volta ricevuta la richiesta di denuncia, avrà 5 giorni di tempo per poter adempiere alla trasmissione della denuncia.

(Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Interpello 06/02/2009 n.5)

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6 mesi per ispezionare in tutte le scuole d’Italia

casqueIl ministro dell’Istruzione Pubblica, Mariastella Gelmini, ha varato una serie di provvedimenti che mirano a realizzare un obiettivo mai nemmeno ipotizzato: verificare tutte le strutture scolastiche entro 6 mesi. Al termine della fase di analisi, sarà fatta una vera e propria Valutazione dei Rischi, che consentirà alla PA di programmare gli interventi più urgenti e improcrastinabili e scadenziare i restanti interventi.

L’operazione coinvolgerà 45.000 scuole dove quotidianamente lavorano 9.000.000 di persone (docenti + personale ATA + studenti).

Le ispezioni sono finalizzate, prioritariamente, alla sicurezza del lavoro degli edifici e delle infrastrutture.

Entro 10 giorni dalla pubblicazione dell’intesa raggiunta con le Regioni, queste devono costituire i gruppi di lavoro, entro 25 giorni verranno costituite le squadre tecniche regionali. Sono previsti anche meccanismi automatici di controllo dell’attività ispettiva: se entro 40 giorni non vengono costituiti i gruppi di lavoro e la squadra tecnica,  “subentrera’ il prefetto.

L’intera operazione di deve concludere entro sei mesi. Se nel corso dell’ispezione “dovessero emergere situazioni tali da mettere in pericolo l’incolumità degli alunni verranno immediatamente attivati i necessari interventi di messa in sicurezza da parte dei competenti enti locali e dei Vigili del fuoco”.

Ricordiamo che nella scuola, tutti gli adempimenti sono in capo al datore di lavoro così definito: per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attivita’, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

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