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Imminenti modifiche alla disciplina del telemarketing

All’interno del Consiglio dei ministri del 16/04/2010 è stato approvato un Dpr con alcune modifiche alla tanto discussa disciplina del telemarketing.

Le recenti polemiche sono sorte in merito all’istituzione di un registro basato su modalità opt-out, con necessità di rinnovo periodico dell’opt-out.

In mancanza, tutte le utenze telefoniche sarebbero state considerate “consenzienti” a ricevere telefonate con fini di marketing.

La modifica, sollecitata a gran voce da più parti, ha mitigato il testo di legge, lasciando inalterato il meccanismo del registro delle opposizioni con necessità di richiesta espressa, da parte degli utenti, con richiesta di NON ricevere le telefonate di Marketing (opt-out), tuttavia è stato introdotta una validità temporale illimitata per tale scelta. Quindi, non più una scelta da rinnovare periodicamente, ma una scelta che varrà sempre, fino a revoca da parte dell’utente stesso.

In pratica, il provvedimento prevede il silenzio-assenso per quanti vogliono continuare a ricevere chiamate telefoniche contenenti messaggi promozionali, commerciali o informazioni per sondaggi e altre iniziative di tele-marketing. Chi non desidera ricevere questo tipo di chiamate, avrà a disposizione un apposito “Registro delle opposizioni” al quale gli abbonati telefonici potranno iscriversi in modo facile, anche per via telematica, a tempo indeterminato ma con la possibilità di modificare la propria posizione in qualsiasi momento. Gli operatori telemarketing potranno chiamare solo gli abbonati consenzienti, non iscritti al “Registro delle opposizioni”.

Il provvedimento passa all’esame del Consiglio di Stato, delle competenti Commissioni parlamentari, nonché dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali. L’iter dovrà necessariamente concludersi entro il 25 maggio.

viaImminenti modifiche alla disciplina del telemarketing | Bernieri Consulting.

L’articolo continua sul sito della fonte: Bernieri Consulting

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Il Garante contesta violazioni privacy a CERVED

link_gpIl Garante Privacy ha emesso una serie di provvedimenti nei confronti della società CERVED Business Information SpA (società legata alle camere di commercio), una tra le più grandi banche dati di “informazioni commerciali” riferite a persone fisiche e giuridiche,  comunemente utilizzata da professionisti, banche, finanziarie, imprese e agenzie di informazioni.

I rilievi del Garante sono incentrati sull’attività svolta che, essendo estranea ai ruoli istituzionali delle camere di commercio, può essere effettuata solo con particolari modalità.

Si evidenzia come, pur avendo trattato unicamente dati pubblici (contenuti in pubblici registri), sia contestata la finalità e la modalità del trattamento, anche in relazione al consenso degli interessati e,specificamente, in relazione all’interconnessione di dati.

L’indagine condotta ha fornito al Garante l’occasione per ribadire alcuni principi fondamentali , contenuti nel D.Lgs 196/03, il cui rispetto è condizione di liceità per ogni trattamento (inclusa la mera raccolta). In particolare, si ritiene ammissibile la commercializzazione di servizi a contenuto informativo mediante l’aggregazione di dati generalmente disponibili attraverso pubblici registri (cosiddetti “dati pubblici”: camerali, di conservatoria e catastali, dati ricavati dal registro dei protesti o contenuti in albi professionali, PRA, catasto, ecc.), a condizione che:

• non siano associati a valutazioni sintetiche elaborate dallo stesso Titolare del trattamento tramite procedimenti informatici, giacché queste costituirebbero ulteriori informazioni, distinte da quelle “di partenza” che possono essere trattate solo con il preventivo consenso espresso e specifico dell’interessato;
• che non siano associati ad eventi che si riferiscono a soggetti terzi (es. ai dati dell’interessato si aggiunge la dichiarazione di fallimento della società di capitali in cui questi lavorava) e dalla cui combinazione potrebbe scaturire un pregiudizio all’identità personale del soggetto censito;
• che non siano acquisiti dati dalle liste elettorali, in quanto queste possono essere rilasciate in copia solo per finalità di applicazione della disciplina in materia di elettorato attivo e passivo, di studio, di ricerca statistica, scientifica o storica, o di carattere socio-assistenziale o per il perseguimento di un interesse collettivo o diffuso.

Il testo del provvedimento emesso verso CERVED è consultabile QUI

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Tendenze di modifica al D.Lgs 196/03 (Privacy) e marketing telefonico

3d human talk with his headhponesNel Decreto Milleproroghe 2008 di fine anno, in sede di conversione in legge, tra le tante norme seminascote, è stato inserito un emendamento che potrebbe liberalizzare le attività di  telemarketing, almeno fino alla fine del 2009.

L’emendamento, già approvato in commissione Affari costituzionali del Senato, introdurrebbe una liberalizzazione e una deregolamentazione di fatto, in aperto contrasto con l’oeprato e la linea d’azione del Garante della Privacy.

Ecco il testo dell’emendamento: “I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1º agosto 2005  sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009″.    La liceità d’uso ai fini di marketing vanifica i principi e gli obblighi legati al consenso, alla buonafede e all’informativa preventiva già sanciti dal D.Lgs 196/03.

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