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RSPP responsaile penalmente - sentenza in cassazione

legal

Cassazione Penale, Sez. 4, 15 gennaio 2010, n. 1834 - RSPP ed omissioni.

La sentenza è particolarmente interessante poiché, sul solco tracciato dalla giurisprudenza precedente, richiama fondamentali aspetti di responsabilità dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) in funzione degli eventuali infortuni occorsi in azienda.

Proponiamo, anziché commentare, il chiarissimo testo della sentenza, estrapolando i passaggi più significativi ed esplicativi:

…L’introduzione delle specifiche qualifiche richieste per la nomina dell’RSPP …”ha comportato in via interpretativa una revisione della suddetta figura, nel senso che il soggetto designato “responsabile del servizio di prevenzione e protezione”, pur rimanendo ferma la posizione di garanzia del datore di lavoro, possa, ancorchè sia privo di poteri decisionali e di spesa, essere ritenuto corresponsabile del verificarsi di un infortunio, ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare”.

..l’assenza di capacità immediatamente operative sulla struttura aziendale non esclude che l’inottemperanza alle stesse - e segnatamente la mancata individuazione e segnalazione dei fattori di rischio delle lavorazioni e la mancata elaborazione delle procedure di sicurezza, nonchè di informazione e formazione dei lavoratori - possa integrare un’omissione “sensibile” tutte le volte in cui un sinistro sia oggettivamente riconducibile a una situazione pericolosa ignorata dal responsabile del servizio”.

Pubblichiamo integralmente la sentenza: per scaricare il testo, CLICCA QUI cassazione-penale-1834

Con l’occasione, la SGST srl desidera ribadire l’importanza e la delicatezza dell’affidamento dell’incarico di RSPP. La copertura legale che lo Studio Bernieri è in grado di offrire, permette alle aziende clienti di affrontare correttamente la gestione del rischio causa, anche per le fattispecie di reato colposo che riguardano la sicurezza del lavoro.  Per maggiori informazioni, si prega di contattare christian@bernieri.com


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Responsabilità amministrativa (231/01) e Documento di Valutazione dei Rischi quale Modello di Gestione

231Il Tribunale di Trani, con la sentenza 11 gennaio 2010, ha sanzionato in via amministrativa ex D.Lgs. n.231/01 tre società che, non avendo rispettato le disposizioni per la protezione dei lavoratori previste dal T.U. sicurezza, avevano concorso al verificarsi di un incidente sul lavoro di particolare gravità occorso nell’ambito di un appalto.
In particolare, il Tribunale ha deciso che il documento di valutazione dei rischi non può essere considerato come un modello organizzativo previsto dal D.Lgs. n.231/01 al fine di evitare la sanzionabilitàI modelli organizzativi devono infatti caratterizzarsi non solo per la mappatura e per la gestione dei rischi legati agli infortuni sul lavoro, ma anche per un sistema di controllo sul sistema organizzativo per assicurarne la verifica e l’effettività.
Inoltre, il modello organizzativo deve prendere in considerazione i rischi legati ai lavoratori di società terze che entrano in contatto con l’attività della società originaria.

Si rende noto alla spettabile clientela che i Documenti di Valutazione dei Rischi predisposti dalla SGST srl  integrano tutti i requisiti per fungere validamente  da Sistema di Gestione, limitatamente ai reati relativi alla sicurezza del lavoro.

La SGST srl è a disposizione per assistere le imprese e gli enti nella corretta gestione della responsabilità amministrativa d’impresa e per la realizzazione di sistemi di gestione conformi al D.Lgs 231/01. Per richiedere informazioni, clicca qui

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Una sentenza per puntualizzare alcuni aspetti della delega in materia di sicurezza.

legalLa sentenza 44890/09 della Corte di Cassazione, depositata nei giorni scorsi, è l’occasione per puntualizzare alcuni importanti principi che, anche se affermati nell’ambito di un processo riguardante fatti accaduti sotto la previgente normativa (D.Lgs 626/94), rappresentano un importante chiarimento circa l’istituto della delega, l’esercizio dei poteri e l’assunzione di responsabilità.

In seguito ad un comune infortunio, sono state riscontrate violazioni di obblighi riguardanti la sicurezza del lavoro e contestate le relative ipotesi di reato.

Al termine del processo, la Corte di Cassazione ha avuto modo di osservare che:

se un datore di lavoro delega ad altro soggetto, con atto non valido per vizi di forma o di sostanza, compiti riguardanti la sicurezza del lavoro (come dotare il lavoratore di DPI, effettuare la formazione, esigere l’osservanza delle regole, ecc) il datore di lavoro non viene sollevato dalla propria responsabilità e, in più, il delegato assume una propria responsabilità autonoma. In base al principio di effettività, infatti, l’invalidità della delega impedisce che il delegante possa essere esonerato dalle proprie responsabilità e non esclude la responsabilità del delgato che, di fatto, abbia svolto le funzioni delegate (sul tema, anche Cass. Sez IV 27/11/08 n.48295).

Questo principio opera anche se il delegato è sprovvisto dei poteri, mezzi o strumenti necessari per l’esecuzione della delega. Per escludere la responsabilità del delegato, infatti, sarebbe necessaria la non accettazione della delega stessa o la richiesta di essere messo in condizioni di svolgere le attività delegate.

La decisione è perfettamente in linea con la normativa vigente ed in particolare con l’articolo 299 del D.Lgs 81/08 che prevede la sussistenza delle rispettive responsabilità anche per le figure di Datore di Lavoro, Dirigente o Preposto, pur privi di formale investitura ma che esercitano, in concreto, tali poteri direttivi.

downloadScarica la sentenza cliccando QUI

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D.Lgs 231/01 - TESTO CONSOLIDATO VIGENTE e QUADRO DI SINTESI

minlavoro

Dopo le recenti modifica al D.Lgs 231/01, il panorama dei reati per i quali si configura la responsabilità amministrativa d’impresa si è ulteriormente allargato e ha assunto proporzioni imponenti.

Proponiamo in allegato il testo vigente, consolidato e coordinato con tutti gli interventi di modifica ed integrazione ad oggi emessi.

Sono riportati nel testo TUTTI gli articoli di legge richiamati (codice civile, codice penale, di procedura, ecc.)

I provvedimenti integrati nel decreto oggi vigente sono i seguenti:

  • il D.L. 25 settembre 2001, n. 350, convertito con L. 23 novembre 2001, n. 409 ha disposto (art. 6) l’introduzione dell’art. 25-bis;
  • il D.Lgs. 11 aprile 2002, n. 61 ha disposto (art. 3) l’introduzione dell’art. 25-ter e la seguente modifica nel Capo I, Sezione III: la partizione “Responsabilità amministrativa per reati previsti dal codice penale” è sostituita dalla seguente: “Responsabilità amministrativa da reato”;
  • il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 ha disposto (art. 299) l’abrogazione dell’art. 75;
  • la L. 14 gennaio 2003, n. 7 che ha disposto (art. 3) l’introduzione dell’art. 25-quater;
  • il D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313 ha disposto (art. 52 (L)) la modifica dell’art. 85 e l’abrogazione degli artt. 80, 81 e 82;
  • il D. 26 giugno 2003, n. 201 precisa che (art. 8), rispetto ai termini stabiliti dall’art. 6 del d.lgs. 231/01, “Per i codici di comportamento inviati al Ministero della giustizia fino alla data di entrata in vigore del presente regolamento, il termine di trenta giorni di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo n. 231 del 2001, decorre da tale data.”;
  • la L. 11 agosto 2003, n. 228 ha disposto (art. 5) l’introduzione dell’art. 25-quinquies;
  • la L. 18 aprile 2005, n. 62 ha disposto (art. 9) l’introduzione dell’art. 25-sexies;
  • la L. 28 dicembre 2005, n. 262 ha disposto (art. 31) la modifica dell’art. 25-ter;
  • la L. 9 gennaio 2006, n. 7 ha disposto (art. 8  ) l’introduzione dell’art. 25-quater.1;
  • la L. 6 febbraio 2006, n. 38 ha disposto (art. 10) la modifica dell’art. 25-quinquies;
  • la L. 3 agosto 2007, n. 123 ha disposto (art. 9) l’introduzione dell’art. 25-septies;
  • il D.Lgs. 21 novembre 2007, n.231 ha disposto (art. 63) l’introduzione dell’art. 25-octies;
  • la L. 18 marzo 2008, n. 48 ha disposto (art. 7) l’introduzione dell’art. 24-bis;
  • il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ha disposto (art. 300) la modifica dell’art. 25-septies;
  • la L. 15 luglio 2009, n. 94 ha disposto (art. 2) l’introduzione dell’art. 24-ter;
  • la L. 23 luglio 2009, n. 99 ha disposto (l’art. 15, comma 7) la modifica dell’art. 25-bis, commi 1, 2 e rubrica, l’introduzione degli artt. 25-bis.1 e 25-novies;
  • la L. 3 agosto 2009, n. 116 ha disposto (art. 4) l’introduzione di un “secondo” art. 25-novies.

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Clicca qui per scaricare il testo di legge vigente e aggiornato:

presentazione-standard1Testo aggiornato del D.Lgs 231/01  (8 giugno 2001, n. 231) recante: “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300“, annotato inoltre con la Relazione Ministeriale.

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Pubblichiamo inoltre  un QUADRO DI SINTESI, ossia una aggiornata e completa tabella dei reati presupposti per la piena comprensione della portata della norma.

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Modifiche da Novembre al D.Lgs 231/07 e al D.Lgs 231/01

minlavoro

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il correttivo al d.lgs. 231-07 (da non confondersi con il D.Lgs 231/01) che modifica parzialmente il quadro normativo in materia di riciclaggio di denaro.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 3 Novembre 2009 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 25 settembre 2009, n. 151 “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, recante attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonché della direttiva 2006/70/CE che reca misure di esecuzione” che integra e modifica alcune disposizioni previste dal d.lgs. 231/2007 sull’Antiriciclaggio.

Trattandosi di norme incidenti sulle fattispecie di reato previste dal D.Lgs 231/01 (responsabilità amministrativa d’impresa), il provvedimento riveste una particolare importanza a livelli sistematico.

Le nuove norme sono in vigore dal 4-11-2009.

Si allega il testo completo di note del provvedimento, così come apparso in GU: gazzetta-ufficiale151-09

La SGST srl è a disposizione per approfindire le tematiche legate alla responsabilità amministativa d’impresa e l’implementazione dei sistemi di gestione.


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Circolare 33/09 del Min. Lavoro: le modifiche al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale

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La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 33 del 10 novembre 2009, con la quale ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modifiche apportate dall’art. 11 del D.Lvo n. 106/2009 al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale contenuta nell’art. 14 del TU sulla sicurezza (D.Lvo 81/2008).

La circolare delinea inoltre il quadro unitario delle indicazioni di cui occorre tener conto per una corretta applicazione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

La circolare presenta la tematica in oggetto con completezza e tocca i seguenti aspetti:

  • I soggetti affidatari del potere di sospendere l’attività imprenditoriale
  • Discrezionalità del provvedimento
  • I presupposti per l’adozione del provvedimento
  • Effetti del provedimento
  • Adozione del provvedimento su segnalazione
  • Revoca del provedimento
  • Provvedimentodi sospensione e sequestro penale
  • Ricorsi avverso il provvedimento di sospensione
  • Provvedimento interdittivo alla contrattazione con la Pubblica Amministrazione

Ecco il testo integrale e ufficiale della circolare: circolare-n33-09-sospensione.

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D.Lgs 231/01 - quadro di sintesi dei reati e delle fattispecie

minlavoroDopo la ennesima recente modifica al D.Lgs 231/01, il panorama dei reati per i quali si configura la responsabilità amministrativa d’impresa è diventato imponente.

La più recente modifica registrata è quella introdotta dalla L. 3 agosto 2009 n. 116, art. 4 che riguarda l’induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria.

Data la complessità e il numero delle fattispecie di reato e illecito previste, è estremamente utile uno schema di sintesi.

Pubblichiamo pertanto una aggiornata e completa tabella per la piena comprensione della portata della norma.

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Modifiche d’agosto al D.Lgs 231/01 responsabilità d’impresa

minlavoroCon la L. 3 agosto 2009 n. 116 (art. 4) è stato introdotto l’articolo 25 novies e un nuovo reato tra quelli previsti dal D.Lgs 231/01 per la responsabilità amministrativa d’impresa.

Il nuovo reato è il 377 bis del Codice Penale che recita:

Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con violenza o minaccia, o con offerta o promessa di denaro o di altra utilità, induce a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci la persona chiamata a rendere davanti alla autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale, quando questa ha la facoltà di non rispondere, è punito con la reclusione da due a sei anni.

La SGST srl è a disposizione per approfindire le tematiche legate alla responsabilità amministativa d’impresa e l’implementazione dei sistemi di gestione.


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Modificato il D.Lgs. 231/01

minlavoroUna importante novita’ in materia di responsabilita’ amministrativa degli enti e’ stata introdotta con l’articolo 15 comma 7 lettera c del DDL Sviluppo così come approvato dal Senato.

La disposizione aggiunge al decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 l’articolo 25-octies dedicato alla contraffazione e alla violazione del diritto d’autore, con il quale si stabilisce che all’azienda verranno inflitte sanzioni qualora si verifichi la “commissione dei delitti previsti dagli articoli 171, primo comma, lettera a-bis), e terzo comma, 171-bis, 171-ter, 171-septies e 171-octies della legge 22 aprile 1941, n. 633″.

Con questa previsione si rende necessario per le aziende a vigilare sulle proprie strutture: qualora un dipendente abusi dell’infrastruttura aziendale per condividere in maniera illecita dei contenuti protetti dal diritto d’autore, anche l’azienda stessa dovrebbe rispondere delle violazioni.

Le aggiunte al decreto legislativo n.231 del 2001 (introdotti dagli articoli 171bis e 171ter della legge n. 633 del 1941) attribuiscono una responsabilità amministrativa specifica a persona giuridica pubblica o privata qualora i reati siano stati commessi nell’interesse o vantaggio del medesimo anche da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione o anche unità organizzative autonome, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, gestione e controllo. D’ora in avanti una società potrà essere condannata - oltre che in sede civile con le sanzioni del risarcimento del danno e dell’inibitoria - anche in sede penale, anche se con sanzioni amministrative, fino a circa 775.000 euro, e interdittive: per esempio con la sospensione dell’autorizzazione o il divieto di pubblicizzare i prodotti fino a un anno.

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Delega di funzione, individuazione del datore di lavoro, nomina dell’RSPP: una sentenza è l’occasione per fare un minimo di chiarezza.

legalUna delle prime decisioni che ha esaminato la nuova disciplina dettata dal D. Lgs. n. 81 del 2008 (in materia di tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro) ha evidenziato che tra gli obblighi del datore di lavoro non delegabili ex art. 17 del D. Lgs., neanche nell’ambito di imprese di notevoli dimensioni, rientrano (a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, necessaria per la redazione del documento previsto dall’art. 28 del D. Lgs., che contiene non soltanto l’analisi valutativa dei rischi, ma anche l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate; (b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi (RSPP). La sentenza si inquadra nell’ambito dei processi riferiti gli eventi accaduti presso le acciaierie ThyssenKrup.

La sentenza è la seguente: Sentenza n. 4123 del 10 dicembre 2008 - depositata il 28 gennaio 2009- Pres. Mocali - Est. Piccialli - P.M. Fraticelli - Ric. V. G. - Sull’applicazione dell’istituto della delega e sui limiti della delegabilità degli obblighi - DELITTI CONTRO LA PERSONA - INCENDIO COLPOSO - VIOLAZIONE NORME ANTINFORTUNISTICHE - DATORE DI LAVORO - GRANDI IMPRESE - OBBLIGHI NON DELEGABILI.

L’occasione è propizia per fare un minimo di chiarezza sugli istituti che, già con il D.Lgs 626/94, trovano oggi applicazione per l’inquadramento delle figure soggette a responsabilità diretta in materia di sicurezza del lavoro alla luce del D.Lgs 81/08.

Datore di lavoro: (definizione di legge) è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Questa figura ha una serie di compiti definiti NON DELEGABILI (per i quali non hanno effetto le procure, le deleghe di funzione o ogni altro istituto giuridico) e per i quali è l’unico e il solo responsabile. Il datore di lavoro ha inoltre una serie di altri obblighi (vedi per esempio art. 18 D.lgs 81/08) che possono essere delegati.

Individuazione del datore di lavoro: può accadere che in un’organizzazione siano presenti più soggetti con pari poteri decisionali e di spesa. Ciò accade frequentemente nelle società di persone, ma può accadere anche nelle SRL e SPA. In questi casi, le responsabilità sono condivise: in caso di violazione di norme, ciascuno di questi soggetti è destinatario di una autonoma ed intera sanzione, come previsto per il reato commesso. Diventa quindi necessario INDIVIDUARE un unico soggetto titolare di prerogative ed obblighi in materia di sicurezza del lavoro. Si ricorre, in questi casi, all’individuazione del datore di lavoro: un soggetto viene investito di tutti i poteri decisionali e di spesa, a scapito degli altri soggetti che, pur rimanendo plenipotenziari per ogni altro aspetto, non hanno più alcun ruolo nelle decisioni e nell’organizzazione della sicurezza in azienda.

Dirigente: (definizione di legge) persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa; Il dirigente esercita il suo mandato e assume le relative responsabilità solo in virtù del suo inquadramento che lo qualifica come alter-ego del datore di lavoro.

RSPP: il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione viene nominato dal Datore di lavoro con la funzione di coordinare l’ insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. L’RSPP, in quanto  tale, non riceve alcuna delega di funzione. E’ certamente possibile che l’RSPP abbia delle funzioni delegate, ma è comunque necessario un atto diverso dalla sua nomina: la delega di funzioni.

Preposto: (definizione di legge) persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e
funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;

Delega di funzione: è un atto del datore di lavoro ed e’ ammessa con i seguenti limiti e condizioni:

  • non può riguardare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi ne’ la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (obblighi non delegabili).
  • deve risultare da atto scritto recante data certa;
  • il delegato deve possedere tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • deve attribuire al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
  • deve attribuire al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;
  • deve essere accettata dal delegato per iscritto;
  • deve avere adeguata e tempestiva pubblicità.

Novità introdotta dal D.Lgs 106/09: la delega di funzioni ammette oggi espressamente una subdelega. D’accordo con il delegante, anche il delegato principale può a sua volta subdelegare un altro soggetto, affidandogli una parte dei compiti che il datore di lavoro gli ha delegato in prima istanza.La subdelega deve avere gli stessi identici requisiti della delega principale, in più non l’assenso del delegante principale. Non è ammessa ulteriore sub-subdelega.

Delega semplice (non formale): la delega semplice (ovvero priva di uno degli elementi sopra descritti) è un atto con il quale il delegante chiede ad un altro soggetto di effettuare determinate attività. In materia di sicurezza del lavoro, questo è sicuramente possibile, tuttavia il delegante non si spoglia di alcuna responsabilità. In compenso, il delegato, può assumere su di se’ alcune responsabilità in modo solidale.

Esercizio di fatto:   (previsto dall’art. 299 del d.lgs 81/08) L’esercizio di fatto di poteri direttivi comporta la piena responsabilità di chi, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti al datore di lavoro, al dirigente o al preposto.

I sistemi di gestione richiesti dal D.Lgs 231/01 sono strumenti idonei a organizzare e strutturare le responsabilità in azienda, a partire dalla precisa e piena attuazione delle figure e degli istituti della delega di fuonzione, dell’istituzione dei preposti, ecc.

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Autovalutazione sull’opportunità di adottare un modello di gestione

business man and invoiceE’ appena stato pubblicato un utile strumento che permette l’autovalutazione da parte delle imprese in merito all’opportunità di adottare un sistema di gestione conforme al D.Lgs 231/01. Tale norma istituisce le sanzioni per i reati commessi nell’ambito di un ente, attribuendo all’ente una autonoma e specifica responsabilità, associata ad una pesantissima sanzione di carattere pecuniario, oltre che interdittivo.

Con questo strumento, basato su un semplice questionario di 13 domande, è possibile avere una prima indicazione sulla necessità o sull’opportunità di investire tempo e denaro nell’approntamento di ciò che potrebbe, in linea teorica, esimere l’azienda dalla propria responsabilità. Dato che l’adozione di un “sistema di gestione” è molto oneroso, sia in termini economici che in termini organizzativi, è opportuno considerare con attenzione gli eventuali scenari alternativi.

Il questionario di autovalutazione è gratuito, aperto a tutti e sempre disponibile.

E’  accessibile dal seguente link: http://www.studiobernieri.com/wp/?page_id=591

Link per l’autovalutazione: clicca QUI

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