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News SGST - nuova veste e nuova forma.

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DUVRI e lavori di breve durata, chiarimenti ministeriali

duvriIl Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato una circolare volta a chiarire ulteriormente il significato e la postata delle modifiche introdotte all’articolo 26 del D.lgs 81/08, determinate dal D.lgs 106/09.

Nella circolare, si focalizza in particolare il significato di LAVORI DI BREVE DURATA, sotto i due giorni, definendoli come quei lavori che, per la loro esecuzione, si possono svolgere nell’argo di due giorni, anche se spalmati nell’ambito di più interventi, purchè rientranti in un periodo di tempo ragionevole. Il Ministero ipotizza che tale periodo di riferimento possa coincidere con l’anno o la durata del contratto.

Ecco il testo integrale della circolare:   …

l’ARTICOLO CONTINUA SUL SITO DELLA FONTE

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Modifiche al TU D.Lgs 81/08: ordigni bellici

ordignoE’ in discussione in questi giorni una proposta di legge che modificherà il testo del D.Lgs 81/08 in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici.

I numerosi ritrovamenti di ordigni bellici inesplosi, negli ultimi anni, durante le attività di scavo connesse con la realizzazione di opere pubbliche (circa 10.000 solo sulle tratte riguardanti l’alta velocità ferroviaria), hanno confermato che l’attività di bonifica è indispensabile per garantire i lavoratori dei cantieri temporanei e mobili dal rischio di esplosione derivante dall’attivazione accidentale di residuati bellici.
Le mansioni che maggiormente comportano tale rischio sono quelle dei lavoratori addetti alle attività di scavo sia manuale che meccanico, comprese le trivellazioni finalizzate alle prospezioni archeologiche e ai rilievi ambientali.

La normativa vigente non contempla specificamente una valutazione di rischio nelle aree oggetto di attività di scavo.

La regolamentazione di questa attività deve necessariamente definire i requisiti per abilitare le imprese a operare relativamente agli interventi di bonifica da ordigni bellici, per quanto riguarda le capacità tecnico-economiche, la disponibilità di idonee attrezzature e il personale in possesso dei brevetti rilasciati dal Ministero della difesa.
Per tali ragioni sarà introdotta una modifica agli articoli 28, 91, 100 e 104, nonché agli allegati XI e XV del D.lgs 81/08, in particolare al fine di prevenire i rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da attività di scavo.

I nuovi articoli non riguardano solo gli artificieri e gli operatori professionali ma qualsiasi addetto di impresa edile che, a qualunque titolo, possa essere esposto al rischio di ritrovamento di ordigno inesploso.

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TESTO ATTUALE DELLA PROPOSTA DI LEGGE:…

LA NEWSLETTER INTEGRALE E’ DISPONIBILE ALL’INDIRIZZO DELLA FONTE AL SEGUENTE LINK

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FAQ Ministero: celle frigorifere

Sul sito del Ministero del Lavoro, sezione dedicata alla sicurezza del lavoro, è stata pubblicata una nuova Newsltter riguardante i lavori in ambienti freddi e celle frigorifere. Il link al documento è il seguente LINK.

Eccone, per estratto, il contenuto:

In particolare, l’art. 63 del T.U., comma 1, rinvia all’allegato IV per le disposizioni di dettaglio inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo al punto 1.9.2.5., in relazione all’argomento in esame, che “quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione”.

A tal uopo è essenziale, tra l’altro, la conoscenza degli ambienti e la individuazione di ”rischi interferenziali”, che possono sussistere per il fatto che, nel medesimo contesto, si trovano ad operare addetti con mansioni diverse addetti ad attività di installazione, manutenzioni edilizie, attività di produzione, ecc. e dei rischi ambientali e intrinseci.

I lavoratori che prestano la loro attività in ambienti a basse temperature devono essere dotati, in virtù della disciplina dettata in generale dal titolo III del T.U., di dispositivi di protezione individuale idonei a garantire loro adeguata protezione contro il freddo giubbotti, guanti, tute, ecc.

Tanto premesso si segnala una norma di buona tecnica costituita dalla UNI EN ISO 15743:2008 relativa alla “Ergonomia dell’ambiente termico –Posti di lavoro al freddo- Valutazione e gestione del rischio” che riporta le prescrizioni da seguire nei luoghi di lavoro con basse temperature per la sicurezza e salute dei lavoratori.

Tale norma, applicabile sia ad ambienti interni che esterni, indica in particolare modelli e metodi per la valutazione e la corretta gestione del rischio, una checklist per l’identificazione dei problemi connessi al freddo, un modello di questionario dedicato ai professionisti della salute, linee guida per l’applicazione di regole scientifiche per la problematica del lavoro a bassa temperatura ed anche un esempio pratico.

Il documento integrale è accessibile tramite il sito di origine: www.safetybydesign.it

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Appalti, duvri e opere intellettuali

duvriDopo l’entrata in vigore del D.Lgs 81/08, in particolare dopo le modifiche introdotte dal D.Lgs 106/09, ogni impresa si confronta quotidianamente con gli adempimenti necessari per regolarizzare la sicurezza degli appalti. Le aziende non correttamente assistite, hanno la tendenza, nel dubbio, ad esigere il DUVRI Documento unico di valutazione dei rischi interferenziali ad ogni attività effettuata in appalto da soggetti terzi. La materia è correntemente regolata dall’articolo 26 del D.Lgs 81/08.

La normativa è molto più precisa e fa delle importanti distinzioni che meritano di essere salvaguardate.

Innanzitutto, si esclude dall’obbligo di predisposizione del DUVRI, qualsiasi appalto i cui lavori o servizi abbiamo una durata non superiore a due giorni, intesi come lavoro complessivo pari a non più di 16 ore purchè non comportante una serie di rischi particolari e analiticamente indicati.

Sono escluse, a prescindere dalla durata, anche tutti i servizi di natura intellettuale e le mere forniture di materiali o attrezzature.

Applicare correttamente quanto sopra non è affatto semplice, anche perchè il testo di legge può essere interpretato con svariati criteri, più o meno restrittivi e, sovente, non universalmente condivisi.

Per orientarsi, occorre prendere in considerazione altre fonti oltre al mero testo di legge. Fortunatamente, in questo caso, possiamo far ricorso ai provvedimenti emanati dagli enti preposti ai controlli sull’applicazione del citato decreto.

In un recente documento avente valore di circolare, valido e vincolante per tutte le regioni e, pertanto, per tutte le ASL Si veda un nostro recente articolo pubblicato QUI, si legge un passaggio, francamente non molto condivisibile a parere dello scrivente, ma che legittima e apre la strada ad interpretazioni “di favore” del dato normativo.

Ecco il testo in questione: “…, le attività di verifica di macchine e impianti e, più in generale, le attività di controllo e vigilanza devono intendersi come “servizi di natura intellettuale” e pertanto non soggette alle disposizioni di cui al comma 3 dell’art. 26 D.Lgs. 81/2008, per effetto delle disposizioni di cui al comma 3 bis dello stesso articolo 26. Resta inteso che l’accesso degli operatori deve comunque essere garantita alle condizioni di sicurezza di cui al comma 1 e 2. Per quanto concerne i requisiti tecnico professionali di cui all’art. 26 comma 1 D.Lgs. 81/2008 e succ. mod., si presume che gli enti individuati dalla legislazione vigente per l’effettuazione delle verifiche periodiche ne siano in possesso per riconoscimento ex–lege.”

Qualificare l’attività ispettiva come meramente intellettuale è sicuramente corretto, tuttavia, le attività di verifica di macchine, che comporta necessariamente l’utilizzo di tester, l’azionamento di macchine, impianti e apparati, nonché l’accesso ad aree tecniche cavedi, locali macchine, locali tecnici e la verifica di parti interne, certamente implica qualcosa di più di una mera attività intellettuale.

In ogni caso, se un ente tanto autorevole come il “coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e Province Autonome, gruppo di lavoro interregionale Macchine e impianti“ ha definito tali attività come intellettuali, certamente con cognizione di causa, allora, ogni azienda e consulente deve prenderne atto e, dovendo valutare la natura delle prestazioni erogate, potrà, anzi, dovrà, attuale il medesimo criterio.

Infine, per inciso, definire l’attività di un ente come qualificata con riferimenti alle caratteristiche tecnico professionali, solo perchè la legge affida a quell’ente un determinato servizio, è un affermazione errata ed illogica. E’ necessario effettuare un corretto coordinamento e attuare tutti gli obblighi di legge, anche nel caso in cui si chiami, per esempio, la ASL o l’ISPES ad eseguire un attività di verifica o certificazione su impianti o macchine che, ovviamente, costituisce un appalto.

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Indicazioni dalle regioni per i controlli periodici di sicurezza

Attrezzature di lavoro – linee guida delle regioni

Il Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e Province Autonome, gruppo di lavoro interregionale “Macchine e impianti”, ha elaborato e pubblicato le “Prime indicazioni operative modifiche apportate dal D.Lgs. 106/2009 al Titolo III del D. Lgs. 81/2008, in relazione alle modifiche apportate al Titolo III del D.Lgs. 9 aprile 2008 dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”

Con questo documento, le Regioni, forniscono le prime indicazioni operative, in attesa dell’emanazione delle necessarie circolari esplicative e dei decreti attuativi da parte dei competenti Ministeri secondo quanto prescritto dal D.Lgs 81/08.

Il documento chiarisce che, in mancanza dei decreti attuativi, si applica la previgente normativa e non possono essere considerati attivi i nuovi istituti e procedure previsti nel D.lgs 81/08

Il contenuto integrale del documento è accessibile dall’articolo originale su www.safetybydesign.com

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Expo 2015: cantieri sicuri con le linee guida della regione

La realizzazione dell’expo 2015 a Milano si fonda sul concetto safety by design .

La regione Lombardia ha pubblicato le Linee Guida, obbligatorie per i cantieri riguardanti l’expo 2015, che si sommano e integrano quanto contenuto nel D.Lgs 81/08.

Verranno applicate ad ogni cantiere temporaneo o mobile finalizzato alla realizzazione dell’area espositiva. Le linee guida hanno valore di circolare, pertanto saranno fatte rispettare da tutti gli enti pubblici coinvolti: ASL, VVF, ecc.

L’obiettivo e i presupposti dell’azione sono i seguenti:

  • ridurre fortemente il fenomeno infortunistico,
  • garantire i massimi livelli di tutela della salute e sicurezza sul lavoro all’interno dei cantieri di EXPO 2015;
  • la responsabilità nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro riguarda l’intera organizzazione, dai vertici fino ad ogni lavoratore, ciascuno secondo le proprie attribuzioni le competenze;
  • la salute e la sicurezza sul lavoro ed i relativi risultati sono parte integrante della gestione aziendale.

Sono previste procedure unificate e rigorose che dovranno essere attentamente seguite da tutte le aziende coinvolte. La preventiva organizzazione e l’approccio safety by design, fa si che ogni attore presente nei cantieri possa conoscere preventivamente le procedure, le formalità e i requisiti per poter operare. Le aziende che non rispetteranno queste linee guida, non potranno entrare e operare nel cantieri expo 2015.

Ecco, in estrema sintesi, gli elementi particolarmente significativi delle procedure introdotte:

  • qualificazione tecnico professionale delle imprese
  • adempimenti quali PSC, POS
  • verifica dei POS, del loro contenuto e validità
  • procedura di accesso al cantiere
  • formazione ed addestramento dei lavoratori
  • verifica della formazione
  • schede individuali della formazione ricevuta
  • audit sulle modalità di esecuzione lavori
  • rapporti periodici sulla sicurezza
  • rapporto e registrazione degli infortuni
  • utilizzo di appositi modelli, predefiniti e pre autorizzati

L’SGST è in prima linea per assistere le aziende ad attuare i nuovi obblighi, specifici per l’expo 2015, in una ottica, più generale, orientata alla sicurezza come modalità operativa standard e non come eccezione.

L’apporto di Safety by design permette alle aziende di attuare ogni obbligo in modo naturale, senza costi o rallentamenti, ma con vantaggi e garanzie.

Le aziende interessate, possono approfondire l’argomento al seguente link: MAGGIORI INFO

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Radiazioni ottiche artificiali 26/04/2010

Il 26 Aprile 2010 entrerà pienamente in vigore il Capo V del Titolo VIII del DLgs. 81/2008 sulla prevenzione del “Rischio da esposizione alle radiazioni ottiche artificiali”.

I nuovi obblighi si fondano sulla valutazione dei rischi che il datore di lavoro deve compiere: è pertanto necessario operare secondo questo schema:

* valuta se sussiste la presenza di radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori

* se tale possibilità esiste, occorre quantificare tale esposizione, calcolando o misurando i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.

Lo schema logico sopra riportato, espressamente previsto dalla normativa, di fatto, rende l’adempimento una mera formalità per la maggior parte delle aziende.

Ove non vi siano sorgenti di radiazioni ottiche (o ve ne siano ma di potenza trascurabile), il datore di lavoro non ha altri obblighi se non quello di constatare l’assenza di rischio.

Questo approccio permette di escludere onerosi adempimenti per

* tutte le apparecchiature classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009

* le lampade e i sistemi di lampade classificate nel gruppo “Esente” dalla norma CEI EN 62471:2009

* radiazioni laser classificate nelle classi 1 e 2

* illuminazione standard per uso civile, i monitor dei computer, i display, le fotocopiatrici, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa e ogni altra sorgente analoga

Al contrario, in presenza di radiazioni significative, è necessario procedere ad una valutazione quantitativa più dettagliata.

Bernieri Consulting è a disposizione per attuare gli obblighi relativi alle radiazioni ottiche. Per info, clicchi qui

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Obblighi senza scadenza ma già in vigore: formazione di Dirigenti e Preposti

ClassroomIl testo unico sulla sicurezza del lavoro (D.lgs 81/08) prevede molti obblighi con una precisa scadenza. In questi casi, non vi sono dubbi e le aziende sono sicuramente in grado di monitorare l’adempimento.

Tuttavia, sono presenti numerosi NUOVI obblighi, non previsti dal D.lgs 626/94, o previsti in modo differente, e, in molti casi, non è evidenziata alcuna scadenza.

In realtà, la scadenza ha coinciso con il momento di entrata in vigore del D.Lgs 81/08 stesso, senza proroghe o altro artificio specifico.

E’ il caso della formazione per i dirigenti e per i preposti.

Questa formazione è obbligatoria e l’obbligo è già in vigore:

Articolo 37, comma 7 D.Lgs 81/08

7. I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un’adeguata e specifica formazione e un
aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della
formazione di cui al presente comma comprendono:
a)  principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
b)  definizione e individuazione dei fattori di rischio;
c)  valutazione dei rischi;
d)  individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

La mancata formazione è sanzionata con l’ arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro (il meccanismo dell’oblazione può estinguere il reato, applicando la sanzione amministrativa pari a 1.300 Euro)

La SGST srl desidera ricordare a tutte le aziende questo importante adempimento e, a tal fine, organizza dei corsi periodici di formazione per dirigenti e preposti. il prossimo è previsto per il 22/04/2010. Maggiori dettagli sono disponibili a questo link.

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Circolari su sospenzione dell’obbligo di invio dati sanitari

Circolari su sospensione dell’obbligo di invio dati sanitari (art. 40 D.Lgs.81/08)

Recentemente, le regioni Lombardia e Veneto, dove, peraltro, si concentra la maggior parte di lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, hanno pubblicato due circolari riguardanti la sospensione dell’Obbligo di invio dei dati sanitari previsti dall’Art. 40 del D.Lgs. 81/08.

Nella circolare della Regione Lombardia (Nota inviata ai Responsabili SPSAL ASL della regione Lombardia) si legge quanto segue:

“In relazione agli adempimenti di cui all’art. 40 del D.Lgs. 81/08, ovvero obblighi di redazione e trasmissione da parte dei Medici Competenti dei dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, si precisa che questi sono dipendenti dall’emanazione di un Decreto Ministeriale, ad oggi non predisposto, nel quale si definiranno contenuti e modalità che dovrà avere la trasmissione delle informazioni. Gli obblighi in questione sono pertanto sospesi sino all’entrata in vigore del Decreto Ministeriale di rideterminazione di contenuti e procedure. Si prega di dare la massima diffusione ai Medici Competenti del contenuto di questa comunicazione”.

La nota della regione Veneto recita:

“Con parere del 2 Marzo 2010, la Direzione Prevenzione della giunta regionale della Regione del Veneto, a correzione delle precedenti comunicazioni inviate ai medici competenti da parte dei servizi SPSAL, conferma che “l’obbligo normativo di trasmissione dei dati” di cui all’art. 40 del D.Lgs 81/08 “risulta ad oggi sospeso”.

Tuttavia, ritenendo opportuna la prosecuzione del flusso dei dati sanitari e di rischio dei lavoratori, “si chiede la collaborazione dei medici competenti aziendali nel contribuire al rafforzamento del sistema regionale di prevenzione, attraverso la trasmissione delle informazioni in oggetto”. Si chiarisce, infine, che tale attività “alla luce di quanto sopra espresso ed in attesa dei provvedimenti nazionali, avrà carattere volontaristico e, come tale, l’omissione non sarà sanzionabile”.

In realtà, queste note sono completamente inutili, dal momento che il testo di legge è assolutamente chiaro e inequivocabile sul punto: “Ultimo periodo dell’articolo 40 del D.Lgs 81/08 “Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al comma 1 (n.d.r. l’obbligo di invio sopra citato) decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto…”.

Si specifica, infine, che le regioni non hanno la possibilità di derogare ad obblighi di legge stabiliti da norme penali dello stato. Qualsiasi posizione difforme, indurrebbe confusione su una materia che, a livello costituzionale, non può che essere normata a livello centrale. La potestà concorrente delle regioni può, al limite, estrinsecarsi in provvedimenti di carattere amministrativo e non può né introdurre né abrogare obblighi di legge penalmente rilevanti.

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Pubblicato decreto: costi orari medi imprese impiantistiche

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2010, il Decreto Ministeriale del 5 marzo 2010 relativo all’aggiornamento del costo medio orario del lavoro per il personale dipendente da imprese esercenti attività di installazione, manutenzione e gestione di impianti, con decorrenza gennaio 2010.

Questo decreto permette di assolvere compiutamente, per le aziende alle quali fa riferimento, agli obblighi importi dall’articolo 26 del D.Lgs. 81/08 in materia di appalti.

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Nuove FAQ sul sito del Ministero del Lavoro

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato oggi una serie di nuove FAQ Domande frequenti in materia di sicurezza e applicazione del D.Lgs 81/08.

Questi testi, pur non rivestendo carattere normativo nè di interpretazione autentica, sono un importante punto di riferimento per le aziende chiamate all’esatto adempimento degli obblighi normativi, a volte, oscuri.

Ecco gli argomenti e i link per accedere direttamente alle FAQ:

SPP unico art. 31, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Formazione e organismi paritetici art.37, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

RSPP e congedo di maternità art.31, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Formazione RLS art.37, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Somministrazione di lavoro e obblighi di sicurezza art.3, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Sorveglianza sanitaria e movimentazione terra e merci art. 41, D. Lgs. 9 aprile 2008, n.81

Spogliatoi e videosorveglianza

Segnaliamo, in particolare, che la FAQ relativa a “Formazione e organismi paritetici”, è stata pubblicata sulla base di una specifica domanda inviata al ministero dal nostro studio. Disponiamo infatti della risposta ufficiale, ben più articolata di quanto pubblicato in estratto sul sito, a noi intestata, che valida e abilita i nostri corsi in relazione all’articolo 37 del D.lgs 81/08.

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Avviate iniziative Ministeriali

Avviate iniziative Ministeriali

Sono state avviate due importanti iniziative ministeriali volte a modificare il quadro normativo in materia di sicurezza del lavoro.

Semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese: avviato il confronto con le parti sociali

In data 25 marzo 2010 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha iniziato la consultazione delle parti sociali in ordine ai contenuti del decreto in base al quale, come previsto all’articolo 53, comma 5, del “Testo Unico”, verrà operata la semplificazione di adempimenti meramente burocratici a carico delle imprese e ai contenuti del provvedimento per la semplificazione degli adempimenti per le imprese agricole che occupino lavoratori stagionali (articolo 3, comma 12, D.Lgs. n.81/2008, e successive modificazioni).

Commissione consultiva per salute e sicurezza sul lavoro: costituiti i gruppi di lavoro

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito delle attività di attuazione del “Testo Unico” di salute e sicurezza sul lavoro, ha promosso la costituzione di otto gruppi di lavoro, nei quali sono presenti paritariamente rappresentanti delle Amministrazioni centrali, delle Regioni e delle parti sociali, al fine di realizzare in maniera efficace e condivisa le attività previste dal D.Lgs. n. 81/2008, e successive modificazioni (ad esempio, l’individuazione delle linee metodologiche per la valutazione dello stress lavoro correlato o le regole di funzionamento della “patente a punti” del settore edile).

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Circolari su sospenzione dell’obbligo di invio dati sanitari (art. 40 D.Lgs.81/08)

legalRecentemente, le regioni Lombardia e Veneto, dove, peraltro, si concentra la maggior parte di lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, hanno pubblicato due circolari riguardanti la sospensione dell’Obbligo di invio dei dati sanitari previsti dall’Art. 40 del D.Lgs. 81/08.

Nella circolare della Regione Lombardia (Nota inviata ai Responsabili SPSAL ASL della regione Lombardia) si legge quanto segue:
In relazione agli adempimenti di cui all’art. 40 del D.Lgs. 81/08, ovvero obblighi di redazione e trasmissione da parte dei Medici Competenti dei dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, si precisa che questi sono dipendenti dall’emanazione di un Decreto Ministeriale, ad oggi non predisposto, nel quale si definiranno contenuti e modalità che dovrà avere la trasmissione delle informazioni.  Gli obblighi in questione sono pertanto sospesi sino all’entrata in vigore del Decreto Ministeriale di rideterminazione di contenuti e procedure. Si prega di dare la massima diffusione ai Medici Competenti del contenuto di questa comunicazione”.

La nota della regione Veneto recita:

“Con parere del 2 Marzo 2010, la Direzione Prevenzione della giunta regionale della Regione del Veneto, a correzione delle precedenti comunicazioni inviate ai medici competenti da parte dei servizi SPSAL, conferma che “l’obbligo normativo di trasmissione dei dati” di cui all’art. 40 del D.Lgs 81/08 “risulta ad oggi sospeso”.
Tuttavia, ritenendo opportuna la prosecuzione del flusso dei dati sanitari e di rischio dei lavoratori, “si chiede la collaborazione dei medici competenti aziendali nel contribuire al rafforzamento del sistema regionale di prevenzione, attraverso la trasmissione delle informazioni in oggetto”. Si chiarisce, infine, che tale attività “alla luce di quanto sopra espresso ed in attesa dei provvedimenti nazionali, avrà carattere volontaristico e, come tale, l’omissione non sarà sanzionabile”.

In realtà, queste note sono completamente inutili, dal momento che il testo di legge è assolutamente chiaro e inequivocabile sul punto: “Ultimo periodo dell’articolo 40 del D.Lgs 81/08 “Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al  comma 1 (n.d.r. l’obbligo di invio sopra citato)  decorrono dalla data di  entrata in vigore del decreto…”.

Si specifica, infine, che le regioni non hanno la possibilità di derogare ad obblighi di legge stabiliti da norme penali dello stato. Qualsiasi posizione difforme, indurrebbe confusione su una materia che, a livello costituzionale, non può che essere normata a livello centrale. La potestà concorrente delle regioni può, al limite, estrinsecarsi in provvedimenti di carattere amministrativo e non può né introdurre né abrogare obblighi di legge penalmente rilevanti.

CB.


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Direttiva macchine: pubblicata la nuova versione.

tu81_sgstE’ stato pubblicato sul Supplemento ordinario n. 36/L alla Gazzetta Ufficiale del 19 febbraio 2010 il Decreto Legislativo 27 Gennaio 2010 n. 17, recante “Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori”.

L’entrata in vigore è dunque stabilita per il 6 Marzo 2010

Il decreto legislativo 27 Gennaio 2010 n. 17, recepisce la direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori così come previsto dalla legge comunitaria 2008 (Legge 88/2009),

Il decreto legislativo è finalizzato a determinare i requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute che devono essere rispettati nella progettazione e nella fabbricazione delle macchine immesse sul mercato, al fine di migliorarne il livello di sicurezza.
La direttiva citata sostituisce e abroga la precedente direttiva macchine (direttiva 98/37/CE) e modifica inoltre la direttiva ascensori (direttiva 95/16/CE).
Rispetto alla precedente “direttiva macchine” la direttiva 2006/42/CE, p

Pur mantenendone l’impianto sostanziale della direttiva macchine precedente, la nuova norma introduce innovazioni limitate ma rilevanti e soprattutto una serie di chiarimenti, precisazioni e aggiornamenti.

Ecco la sintesi della nuova Direttiva macchine:
L’articolo 1 campo di applicazione, inserendo tra i prodotti a cui si applica la relativa disciplina anche le quasi-macchine (una delle novità ).
Il decreto si applica ai seguenti prodotti:
-  macchine;
-  attrezzature intercambiabili;
- componenti di sicurezza;
-  accessori di sollevamento;
- catene, funi e cinghie;
- dispositivi amovibili di trasmissione meccanica;
- quasi-macchine.

L’articolo precisa altresì i casi di esclusione, che comprendono anche le macchine progettate per essere utilizzate temporaneamente nei laboratori a fini di ricerca.
L’articolo 2 riporta le definizioni.
Nuova quella delle quasi-macchine (insiemi che costituiscono quasi una macchina, ma che, da soli, non sono in grado di garantire un’applicazione ben determinata).
L’articolo 3,  lascia ai fabbricanti o ai relativi mandatari la responsabilità di attestare la conformità delle macchine alla direttiva, ai fini della loro immissione sul mercato o in servizio. A loro compete, altresì, l’apposizione della marcatura “CE” riconosciuta come l’unica che garantisca la conformità della macchina ai requisiti fissati dalla direttiva, cui si accompagna la dichiarazione CE di conformità.
L’articolo 4 prevede la presunzione di conformità alle disposizioni del decreto per le macchine provviste della marcatura “CE” e accompagnate dalla dichiarazione CE di conformità e per quelle costruite conformemente alle norme armonizzate i cui riferimenti risultino pubblicati nella GU dell’UE.
L’articolo 5 procedura di contestazione di una norma armonizzata che non risponde più alle esigenze di sicurezza e tutela della salute per le quali era stata elaborata
L’articolo 6 disciplina la sorveglianza del mercato
L’articolo 7 concerne la clausola di salvaguardia, in base alla quale il Ministero dello sviluppo economico  dispone immediatamente il ritiro o il divieto di immissione sul mercato di una macchina provvista della marcatura “CE” ma non conforme la cui immissione sul mercato venga comunicata dalla stessa Commissione.
L’articolo 8 prevede l’adozione di specifiche misure volte a limitare l’immissione sul mercato di macchine potenzialmente pericolose.

L’articolo 9 procedure previste ai fini della valutazione della conformità delle macchine,

L’articolo 10 disciplina le procedure di valutazione della conformità delle quasi-macchine.
L’articolo 11 dispone che le attività di certificazione di cui agli All. IX e X possono essere svolte da organismi autorizzati e notificati.

Gli articoli 12 e 13 riguardano l’apposizione della marcatura “CE” e la non conformità della  stessa.
L’articolo 14 impone l’obbligo di riservatezza in riferimento alle informazioni ricevute nello svolgimento delle proprie funzioni.
L’articolo 15 prevede un sistema di sanzioni amministrative a carico del fabbricante o del suo mandatario.
L’articolo 16 reca disposizioni concernenti la disciplina degli ascensori, rinviando ad un regolamento l’adozione delle disposizioni attuative
L’articolo 17 riguarda apparecchi portatili a carica esplosiva e altre macchine ad impatto a carica esplosiva
L’articolo 18 abroga il regolamento attuativo della precedente direttiva “macchine” (DPR 459/1996), facendo salva la residua applicazione delle disposizioni transitorie previste da tale regolamento con riferimento alle macchine costruite prima della sua vigenza.

L’articolo 19 reca norme finali e transitorie

L’All. I fissa i requisiti essenziali di sicurezza e tutela della salute relativi alla progettazione e costruzione delle macchine.

L’All. II regola la dichiarazione CE di conformità di una macchina e la dichiarazione di incorporazione di quasi-macchine.

L’All. III disciplina la marcatura “CE”.

L’All. IV individua le categorie di macchine cui si applicano le procedure di valutazione di conformità di cui all’art. 9.

L’All. V elenca i componenti di sicurezza.

L’All. VI contiene le istruzioni di assemblaggio delle quasi-macchine.

L’All. VII stabilisce le procedure di elaborazione del fascicolo tecnico per le macchine e di una documentazione tecnica pertinente le quasi-macchine.

L’All. VIII concerne la valutazione della conformità con controllo interno sulla fabbricazione delle macchine.

L’All. IX disciplina la procedura di esame CE del tipo.

L’All. X disciplina la garanzia qualità totale.

L’All. XI reca i criteri minimi osservati dagli Stati membri per la notifica degli organismi.

Una nota particolare sulle sanzioni:

Trascurando le ipotesi di configurabilità di reato quali la frode in commercio, la truffa, e via dicendo, l’articolo 15 del D.Lgs 17/2010 prevede quanto segue:
- assenza dei requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute di cui all’allegato I del decreto (sanzione amministrativa da euro 4.000,00 ad euro 24.000,00);
- l’omessa esibizione della documentazione tecnica che il fabbricante o il suo mandatario è tenuto ad avere ed esibire (sanzione amministrativa da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00);
- immissione sul mercato di un bene sì conforme ai requisiti tecnici ma privo della dichiarazione di conformità (sanzione amministrativa da euro 2.000,00 ad euro 12.000,00);
- maliziose apposizioni di marcature, segni od iscrizioni che possano creare confusione ovvero che ne possano limitare la visibilità e la leggibilità (sanzione amministrativa da euro 1.000,00 ad euro 6.000,00);
- pubblicità per macchine che non rispettano le prescrizioni del decreto legislativo (sanzione amministrativa da euro 2.500,00 ad euro 15.000,00).

Pubblichiamo un interessante documento dell’ISPESL con il raffronto, articolo per articolo,  delle due direttive (la vecchia e la nuova).  CLICCA QUI

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