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RSPP responsaile penalmente - sentenza in cassazione

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Cassazione Penale, Sez. 4, 15 gennaio 2010, n. 1834 - RSPP ed omissioni.

La sentenza è particolarmente interessante poiché, sul solco tracciato dalla giurisprudenza precedente, richiama fondamentali aspetti di responsabilità dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) in funzione degli eventuali infortuni occorsi in azienda.

Proponiamo, anziché commentare, il chiarissimo testo della sentenza, estrapolando i passaggi più significativi ed esplicativi:

…L’introduzione delle specifiche qualifiche richieste per la nomina dell’RSPP …”ha comportato in via interpretativa una revisione della suddetta figura, nel senso che il soggetto designato “responsabile del servizio di prevenzione e protezione”, pur rimanendo ferma la posizione di garanzia del datore di lavoro, possa, ancorchè sia privo di poteri decisionali e di spesa, essere ritenuto corresponsabile del verificarsi di un infortunio, ogni qual volta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l’obbligo di conoscere e segnalare”.

..l’assenza di capacità immediatamente operative sulla struttura aziendale non esclude che l’inottemperanza alle stesse - e segnatamente la mancata individuazione e segnalazione dei fattori di rischio delle lavorazioni e la mancata elaborazione delle procedure di sicurezza, nonchè di informazione e formazione dei lavoratori - possa integrare un’omissione “sensibile” tutte le volte in cui un sinistro sia oggettivamente riconducibile a una situazione pericolosa ignorata dal responsabile del servizio”.

Pubblichiamo integralmente la sentenza: per scaricare il testo, CLICCA QUI cassazione-penale-1834

Con l’occasione, la SGST srl desidera ribadire l’importanza e la delicatezza dell’affidamento dell’incarico di RSPP. La copertura legale che lo Studio Bernieri è in grado di offrire, permette alle aziende clienti di affrontare correttamente la gestione del rischio causa, anche per le fattispecie di reato colposo che riguardano la sicurezza del lavoro.  Per maggiori informazioni, si prega di contattare christian@bernieri.com


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TAR: in gara possono essere richiesti adempimenti maggiori di quelli previsti nel D.lgs 81/08

legalUna sentenza del TAR di Milano, n. 285/2010 depositata l’8 febbraio 2010, stabilisce che nell’ambito di una gara di appalto, il committente (stazione appaltante) possa richiedere requisiti più rigorosi rispetto agli obblighi di legge previsti dal D.Lgs 81/08 in relazione alla sicurezza del lavoro.

L’unico limite viene individuato nel fatto che le ulteriori richieste non comportino una discriminazione a danno dei partecipanti o risultino abnormi rispetto alle principali norme di settore. L’orientamento è motivato dal fatto che le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro possono ripercuotersi in modo negativo, non solo sugli interessati, ma anche sulla Stazione Appaltante.

Nella sentenza si evidenzia che:

  • L’appalto ricade nell’ambito di applicazione del Titolo IV del D.Lgs 81/08 (edilizia) e, pertanto, vengono richiesti i requisiti di qualificazione previsti dall’allegato XVII del medesimo decreto. tale allegato prevede di comunicare il nominativo dell’RLS e l’elenco dei lavoratori impiegati con relativa idoneità sanitaria.
  • Una delle ditte partecipanti alla gara ha prodotto un verbale di assemblea dei lavoratori all’interno della quale, tuttavia, i lavoratori hanno deciso di non eleggere il proprio RLS.
  • L’azienda viene esclusa per mancanza della nomina di un RSL.
  • Una seconda azienda (in ATI con la prima) viene esclusa poichè non ha fornito le idoneità sanitarie dei lavoratori ma una dichiarazione con la quale dimostra che le visite mediche del medico competente sono pianificate nel mese successivo.
  • Anche tale azienda è stata esclusa per mancanza dell’idoneità alla mansione dei lavoratori. Non è stato applicata la regolarizzazione ex art. 46 D.Lgs. n. 163/06in luogo dell’esclusione poichè la ditta partecipante non ha integrato, successivamente, con i giudizi di idoneità e non ha mostrato giudizi di idoneità di periodi pregressi.

La sentenza è rafforzata da  Consiglio Stato, sez. V, 19 novembre 2009, n. 7247

Il testo della sentenza è scaricabile da questo link: CLICCA QUI

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Proroga per i decreti attuativi del D.Lgs 81/08

newsfire-flames_128x128La Commissione Affari Costituzionali del Senato, il 9/2/2010, ha approvato un emendamento al decreto noto con il nome milleproroghe con cui si posticipano di un anno, ad aprile 2011, i decreti attuativi del Testo Unico sulla tutela della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Inoltre, è stato presentata in parlamento una proposta largamente condivisa per istituire il 6 dicembre (anniversario del rogo alla Thyssen Krupp di Torino) quale giorno memoria vittime del lavoro.

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Sostanze chimiche: etichettatura uniforme in tutto il mondo

g5889bI simboli d’avvertimento di colore arancione per le sostanze e le miscele chimiche pericolose presto spariranno.
Nell’UE, dal 1° dicembre 2010 le sostanze chimiche, e dal 1° giugno 2015 anche le miscele, dovranno essere etichettate secondo il nuovo Sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (GHS) elaborato dalle Nazioni Unite.
I nuovi pittogrammi sostituiranno i vecchi simboli di pericolo. La maggior parte dei nuovi pittogrammi corrisponde ai simboli di pericolo convenzionali, mentre sono una novità i pittogrammi con recipiente sotto pressione, punto esclamativo e simbolo che segnala gravi danni cronici alla salute o effetto cancerogeno. Scompare la vecchia croce di Sant’Andrea.
L’UE ha introdotto i nuovi simboli dal 2009. Durante il periodo transitorio di alcuni anni, GHS e vecchio sistema di etichettatura coesisteranno.
Per visualizzare la tabella completa dei simboli di pericolo per le sostanze (Pericoli fisici e per la salute), clicca sull’immagine a lato o QUI. ingrandire.

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Responsabilità amministrativa (231/01) e Documento di Valutazione dei Rischi quale Modello di Gestione

231Il Tribunale di Trani, con la sentenza 11 gennaio 2010, ha sanzionato in via amministrativa ex D.Lgs. n.231/01 tre società che, non avendo rispettato le disposizioni per la protezione dei lavoratori previste dal T.U. sicurezza, avevano concorso al verificarsi di un incidente sul lavoro di particolare gravità occorso nell’ambito di un appalto.
In particolare, il Tribunale ha deciso che il documento di valutazione dei rischi non può essere considerato come un modello organizzativo previsto dal D.Lgs. n.231/01 al fine di evitare la sanzionabilitàI modelli organizzativi devono infatti caratterizzarsi non solo per la mappatura e per la gestione dei rischi legati agli infortuni sul lavoro, ma anche per un sistema di controllo sul sistema organizzativo per assicurarne la verifica e l’effettività.
Inoltre, il modello organizzativo deve prendere in considerazione i rischi legati ai lavoratori di società terze che entrano in contatto con l’attività della società originaria.

Si rende noto alla spettabile clientela che i Documenti di Valutazione dei Rischi predisposti dalla SGST srl  integrano tutti i requisiti per fungere validamente  da Sistema di Gestione, limitatamente ai reati relativi alla sicurezza del lavoro.

La SGST srl è a disposizione per assistere le imprese e gli enti nella corretta gestione della responsabilità amministrativa d’impresa e per la realizzazione di sistemi di gestione conformi al D.Lgs 231/01. Per richiedere informazioni, clicca qui

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INAIL - premio assicurativo e oscillazione del tasso - ot24

torreibmL’inail, con nota del 18 Gennaio 2010, ribadisce la data del 31 Gennaio quale termine entro cui presentare i modelli OT24 per la riduzione del premio e l’oscillazione del tasso, in conseguenza degli interventi in materia di sicurezza del lavoro.

Non si intravedono possibilità di proroga, come, invece, è accaduto nel 2009.

Tutti i dettagli relativi al modello OT24, i moduli, le istruzioni, gli allegati, sono disponibili sia sul sito dell’INAIL che nella nostra News di approfondimento specifico, consultabile al seguente link: http://www.studiobernieri.com/wp/?p=1595

Le aziende clienti, assistite da contratto di consulenza, possono richiedere lo sconto del 10 % sul premio assicurativo da versare all’INAIL utilizzano il seguente modulo precompilato nella parte relativa agli interventi tecnici di prevenzione: precompilato_sgst_modello-corretto-ot24-2009_rev_a_31072009


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OSERVATORIO SICUREZZA DEL LAVORO

findUn Osservatorio sulla sicurezza del lavoro e’ stato istituito presso il Tribunale di Milano. Con la struttura collaboreranno giudici, tecnici, medici, imprenditori e lavoratori, al fine di studiare e approfondire tematiche giuridiche e di prevenzione sul tema degli infortuni e delle malattie professionali. L’Osservatorio, coordinato dal giudice Bruno Giordano, e’ nato sulla base di un protocollo d’intesa firmato dal presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, dalla direzione regionale dell’Inail e dal Comitato paritetico territoriale.

Si tratta del primo Osservatorio per studiare e analizzare i problemi interpretativi, applicativi, operativi nella materia della sicurezza del lavoro dopo la riforma recente del testo unico sulla sicurezza dell’agosto scorso (d.lgs 106/09, di riforma del d.lgs 81/08). Infatti - (da fonte  Inail) - si registrano distonie e diversità interpretative che nell’applicazione delle nuove norme creano confusione o addirittura contraddizione tra gli operatori e i magistrati. Pertanto si realizzeranno iniziative di alta formazione, con lo scopo di approfondire tematiche controverse poste dalla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro, contribuendo così alla diffusione della cultura della prevenzione e della legalità, quale indispensabile presupposto per la riduzione dei fenomeni infortunistici in generale. L’Osservatorio si occuperà di formazione e informazione, di elaborare e raccogliere le migliori esperienze applicative da portare all’attenzione dei datori di lavoro, delle imprese, dei responsabili della sicurezza, dei magistrati, dei lavoratori, delle parti sociali ed Enti. Saranno raccolte ed esaminate le decisioni del Tribunale di Milano e di altri Tribunali e Corti d’Italia nonché le principali sentenze della Cassazione“.

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Linee guida DUVRI dalla Regione Lombardia

i belong inLa Regione Lombardia, con il decreto 14521 del 29 dicembre 2009, ha approvato e pubblicato il documento sulle linee di indirizzo per la redazione del Documento unico di valutazione dei rischi da interferenza (Duvri) approntato dal laboratorio di approfondimento “Ruolo del servizio di Prevenzione e protezione nel comparto Sanità”.
Il documento non ha carattere vincolante ma vuole essere un utile ausilio nell’attività obbligatoria di redazione del DUVRI. La struttura del documento è quella di una norma tecnica: premessa, normativa di riferimento, termini e definizioni, sviluppo. In particolare, sono descritte le azioni che, in occasione della stipula di contratti d’appalto di lavori, servizi, fornitura, e di somministrazione di lavoro, gli RSPP o i datori di lavoro committente, chiamati a predisporre il Documento unico di valutazione dei rischi interferenti (Duvri), devono compiere.
Gli aspetti riguardanti la stipula di appalti per la realizzazione di opere edili sono trattati in un capitolo dedicato. Un capitolo del Documento di valutazione dei rischi è dedicato agli obblighi giuridici relativi alla gestione degli appalti, parte del “Modello di organizzazione e gestione” ex art. 30 del D.Lgs 81/08 e s.m.i.

Alle linee di indirizzo sono allegati alcuni modelli di facile implementazione. Ogni azienda committente può far riferimento ai modelli e alle indicazioni operative per predisporre i DUVRI relativi agli appalti o all’affidamento di lavori a terzi.

Ricordiamo che, in conformità al D.Lgs 106/09, modificativo del D.Lgs 81/08, il DUVRI non è necessario per tutti i lavori, affidati a terzi, che si svolgono fuori dai locali dell’azienda committente, né alle mere forniture, né ai lavori prettamente intellettuali. Anche in questi casi, tuttavia, restano obbligatorie le procedure di coordinamento ed informazione reciproca tra appaltatore e committente. All’interno delle linee di indirizzo vi sono utili documenti per realizzare il corretto coordinamento dell’appalto, anche nel caso di prestazioni intellettuali o forniture.

Il documento è scaricabile liberamente dal seguente link:  Linee_Indirizzo_Duvri_Lombardia_14521_29-dic-2009

La SGST srl è a disposizione per la consulenza e per l’esatto adempimento relativo ad ogni forma di appalto, per la redazione di DUVRI e per la gestione di fattispecie complesse.

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Stress lavoro correlato: indirizzi ufficiali della regione lombardia

logo-regione-lombardia-smLa Regione Lombardia ha pubblicato gli indirizzi generali per la valutazione e gestione del rischio stress lavorativo.

Gli indirizzi, che non sono tecnicamente delle linee guida, non sono vincolanti e hanno una mera funzione informativa, rappresentano l’orientamento definito dal Laboratorio per la  valutazione e gestione del rischio stress correlato al lavoro (art. 28, comma 1 D.Lgs. 81/2008), emanati in attesa delle indicazioni della Commissione nazionale (art. 6, comma 8, lettera m-quater).

Il Decreto 13559 del 10 dicembre 2009 della DG Sanità lombarda, costituito da 5 capitoli, affronta analiticamente il tema dello stress lavoro correlato:

1. Nel primo capitolo è stata effettuata una analisi dell’Accordo Europeo, così come recepito dall’Accordo Interconfederale del 2008, con note esplicative ed interpretative che permettano una miglior lettura dei singoli passaggi e delle relazioni esistenti fra gli stessi.

2. Nel secondo capitolo sono identificati, in modo schematico, i fattori stressogeni (stressors) connessi al contesto ed al contenuto lavorativo.

3. Nel terzo capitolo viene fatta chiarezza su criteri, metodi e strumenti inerenti lo stress lavorativo e sul processo di valutazione e gestione del rischio specifico.

4. Nel quarto capitolo viene indicata una ipotesi di percorso applicativo di valutazione, gestione e prevenzione del rischio stress-lavoro-correlato, attivabile nei luoghi di lavoro.

5. Nel quinto capitolo viene indicato il ruolo dei Servizi Territoriali e della Regione Lombardia (Direzione Generale Sanità e U.O. Governo della Prevenzione, tutela sanitaria, piano sicurezza luoghi di lavoro e emergenze sanitarie).

Il testo integrale del decreto è scaricabile da QUESTO LINK: stress-indirizzi-regione-lombardia-decreto-13559-2009

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Cantieri: in Lombardia la notifica preliminare si invia solo on-line dal 01/01/2010

casqueLa Regione Lombardia e la Direzione Regionale del Lavoro per la Lombardia hanno disposto che la trasmissione della notifica preliminare inizio lavori in cantiere e dei suoi aggiornamenti avvenga tramite sistema informatizzato.
L’inserimento della notifica preliminare online garantisce la trasmissione all’ASL e alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) competente e permette la stampa dell’atto utile per l’affissione presso il cantiere.

L’utilizzo della modalità di invio informatizzata è raccomandato a partire dal mese di ottobre 2009 e diverrà obbligatorio a partire dal 1 gennaio 2010.

Cos’è la notifica preliminare inizio lavori in cantiere?

Prima dell’inizio dei lavori in cantiere, il committente o il responsabile dei lavori devono trasmettere la notifica preliminare, sia all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) che alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) territorialmente competenti, nonché gli eventuali aggiornamenti, a norma dell’art. 99 comma 1 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” e successive modifiche.

L’obbligo sussiste nei seguenti casi:
- nei cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici;
- nei cantieri che ricadono nella fattispecie sopra descritta, in un momento successivo all’inizio dei lavori;
- nei cantieri in cui opera una sola impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno.

Link al decreto della Regione Lombardia che istituisce l’obbligo di invio telematico: CLICCA QUI

Attenzione, per inviare la notifica è necessario prima registrarsi. Tutti i soggetti interessati devono espletare per tempo le necessarie formalità. L’applicazione web per l’invio della notifica preliminare è accessibile al seguente link: http://www.previmpresa.servizirl.it/cantieri/

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Una sentenza per puntualizzare alcuni aspetti della delega in materia di sicurezza.

legalLa sentenza 44890/09 della Corte di Cassazione, depositata nei giorni scorsi, è l’occasione per puntualizzare alcuni importanti principi che, anche se affermati nell’ambito di un processo riguardante fatti accaduti sotto la previgente normativa (D.Lgs 626/94), rappresentano un importante chiarimento circa l’istituto della delega, l’esercizio dei poteri e l’assunzione di responsabilità.

In seguito ad un comune infortunio, sono state riscontrate violazioni di obblighi riguardanti la sicurezza del lavoro e contestate le relative ipotesi di reato.

Al termine del processo, la Corte di Cassazione ha avuto modo di osservare che:

se un datore di lavoro delega ad altro soggetto, con atto non valido per vizi di forma o di sostanza, compiti riguardanti la sicurezza del lavoro (come dotare il lavoratore di DPI, effettuare la formazione, esigere l’osservanza delle regole, ecc) il datore di lavoro non viene sollevato dalla propria responsabilità e, in più, il delegato assume una propria responsabilità autonoma. In base al principio di effettività, infatti, l’invalidità della delega impedisce che il delegante possa essere esonerato dalle proprie responsabilità e non esclude la responsabilità del delgato che, di fatto, abbia svolto le funzioni delegate (sul tema, anche Cass. Sez IV 27/11/08 n.48295).

Questo principio opera anche se il delegato è sprovvisto dei poteri, mezzi o strumenti necessari per l’esecuzione della delega. Per escludere la responsabilità del delegato, infatti, sarebbe necessaria la non accettazione della delega stessa o la richiesta di essere messo in condizioni di svolgere le attività delegate.

La decisione è perfettamente in linea con la normativa vigente ed in particolare con l’articolo 299 del D.Lgs 81/08 che prevede la sussistenza delle rispettive responsabilità anche per le figure di Datore di Lavoro, Dirigente o Preposto, pur privi di formale investitura ma che esercitano, in concreto, tali poteri direttivi.

downloadScarica la sentenza cliccando QUI

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Garante Privacy: chiarimento sui dati personali che possono comparire nel giudizio di idoneità alla mansione

Garante PrivacyL’ultima Newsletter del Garante Privacy è stata l’occasione per ribadire il contenuto massimo, in termini di dati personali, dei giudizi di idoneità alla mansione, anche con riferimento alla sorveglianza sanitaria obbligatoria ai sensi del D.Lgs 81/08 e 106/09.

“Idoneo” o “non idoneo” al servizio: sono le sole informazioni che possono comparire sui certificati medici legali che attestano l’idoneità  al servizio di un lavoratore.
Nessun riferimento a patologie sofferte è consentito e dunque ai dipendenti sieropositivi deve essere assicurata garanzia assoluta di anonimato. Questi principi sono stati ribaditi dal Garante privacy che, con un provvedimento di cui è stato relatore Mauro Paissan, ha ritenuto fondato il reclamo di un dipendente del Ministero della difesa.
All’amministrazione è stato vietato far circolare al suo interno informazioni sulla salute del lavoratore, specie quelle relative all’Hiv.
Il dipendente si era rivolto all’Autorità contestando le modalità con cui i suoi dati personali erano circolati all’interno del Ministero. Nome del dipendente e diagnosi, erano infatti presenti nel verbale della visita collegiale trasmesso dalla commissione medica all’Ispettorato di sanità della marina militare. E anche la copia del verbale inviata all’ufficio del personale con la diagnosi “sbarrata e omessa”, consentiva, seppur  indirettamente, di risalire all’infezione Hiv, essendo l’unica patologia per la quale è prevista la
“cancellazione” dai verbali di accertamento medico. Il Garante, oltre a inibire l’uso dei dati del dipendente, ha ordinato al Ministero di conformare alla normativa sulla
riservatezza la circolazione dei dati sanitari al suo interno. D’ora in poi il Ministero dovrà utilizzare un attestato che riporti il solo giudizio medico legale senza diagnosi,
anziché il verbale integrale della visita collegiale. Da modificare anche il modello di informativa: i lavoratori dovranno essere chiaramente informati dell’obbligatorietà
o meno di fornire dati sulla  propria salute e delle relative conseguenze nell’ambito degli accertamenti medico legali ai fini dell’idoneità al servizio.

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Nuova procedura per la denuncia di infortunio.

torreibm La nuova procedura prevede la soppressione dell’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza  e il mantenimento della semplice denuncia all’INAIL.

Questa è la novità contenuta nel Disegno di Legge approvato il 12 novembre 2009 dal Consiglio dei Ministri, che, all’art. 9, modifica il Dpr n. 1124/1965. La finalità è di semplificare i rapporti con la pubblica amministrazione.

Se la norma supererà l’esame parlamentare, il datore di lavoro sarà esonerato dall’obbligo previsto dall’art. 54 del T.U. sulle assicurazioni contro gli infortuni e le malattie professionali (Dpr n. 1124/1965), che, attualmente, prevede che il datore di lavoro, in caso di infortunio che abbia come conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni, debba trasmettere, entro determinati termini, formale denuncia all’Autorità locale di pubblica sicurezza del Comune in cui è avvenuto l’infortunio.
Si intende così valorizzare l’introduzione della denuncia telematica che, da sola, è sufficiente per allertare tutti gli enti coinvolti dall’evento.
Il Ddl in esame al Parlamento prevede, inoltre, la modifica dell’art. 56, comma 1, del suddetto Testo Unico, introducendo un nuovo adempimento per l’Inail a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti, l’Istituto dovrà trasmettere alla competente Direzione Provinciale del Lavoro una copia della denuncia con riferimento ai casi di infortunio grave che abbiano comportato lesioni tali da provocare un’inabilità superiore a 30 giorni o addirittura il decesso. Grazie a questa segnalazione, la Dpl potrà effettuare le opportune visite ispettive sui luoghi di lavoro.

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Circolare 33/09 del Min. Lavoro: le modifiche al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale

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La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 33 del 10 novembre 2009, con la quale ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modifiche apportate dall’art. 11 del D.Lvo n. 106/2009 al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale contenuta nell’art. 14 del TU sulla sicurezza (D.Lvo 81/2008).

La circolare delinea inoltre il quadro unitario delle indicazioni di cui occorre tener conto per una corretta applicazione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

La circolare presenta la tematica in oggetto con completezza e tocca i seguenti aspetti:

  • I soggetti affidatari del potere di sospendere l’attività imprenditoriale
  • Discrezionalità del provvedimento
  • I presupposti per l’adozione del provvedimento
  • Effetti del provedimento
  • Adozione del provvedimento su segnalazione
  • Revoca del provedimento
  • Provvedimentodi sospensione e sequestro penale
  • Ricorsi avverso il provvedimento di sospensione
  • Provvedimento interdittivo alla contrattazione con la Pubblica Amministrazione

Ecco il testo integrale e ufficiale della circolare: circolare-n33-09-sospensione.

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Eterogeneità della forza lavoro e la valutazione dei rischi

Agenzia Europea per la sicurezza e salute sul lavoroL’agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro ha pubblicato un fondamentale studio intitolato “Eterogeneità della forza lavoro e la valutazione dei rischi: garantire che tutti siano inclusi”. nel documento si evidenzia la necessità di effettuare valutazioni del rischio inclusive che tengano conto dell’eterogeneità della forza lavoro nella valutazione e la gestione dei rischi. Vengono forniti esempi interessanti di prevenzione dei rischi nei confronti di lavoratori vulnerabili, quali i lavoratori migranti, i disabili, i lavoratori giovani e anziani, le donne e i lavoratori interinali.

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Il documento è scaricabile dal sito ufficiale dell’agenzia al seguente link: http://osha.europa.eu/en/publications/reports/TE7809894ENC

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